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Monthly Archives: ottobre 2006

Prof Pinetti

 

Hmm, non so se mi garba molto…

In ogni caso, provate anche voi e fatemi sapere

(Preso da lei, da lui, da lei e comunque da lui.)

“Mamma, ma se siamo morti, dov’è il Limbo?”

“Non credo più nemmeno che esista il Limbo.”

The Others – 2001

Nel 1274 il Concilio di Lione stabilì l’esistenza del Purgatorio, uno “stato di espiazione e pena temporanea, in cui le anime dei giusti pagano il loro debito di pena, prima di essere ammesse al premio della felicità eterna” (Devoto/Oli). Perché fu necessaria tale innovazione nei nostri cieli?

Da un punto di vista prettamente storico-antropologico, le spiegazioni sono molteplici: l’alto tasso di mortalità, la scarsa (per non dire nulla) visibilità nelle ore notturne, la superstizione.

Le persone vivevano principalmente in campagna, prive della corrente elettrica; ogni giorno della settimana ed ogni ora del giorno erano buone per morire, a qualunque età; età che, in ogni caso, difficilmente avrebbe superato i venticinque anni. In un’epoca nella quale era quantomeno complicato arrivare a fine giornata (in senso letterale), iniziò a diffondersi la credenza che le anime dei defunti per morte improvvisa non andassero né all’Inferno né in Paradiso, ma che rimanessero sulla Terra girovagando senza pace e spaventando chiunque incontrassero. Pura superstizione? Forse; naturalmente l’impossibilità di vedere oltre qualche metro di notte, i rumori sospetti e l’impossibilità di associarli ad un determinato evento, l’ignoranza di basilari norme igieniche, devono essere stati fattori non di poco conto.

Di fronte alla diffusa convinzione dell’esistenza di spettri da parte dell’opinione pubblica e della paura della stessa di finire all’Inferno per non aver ricevuto l’estrema unzione, la Chiesa reagì con un’idea geniale: il Purgatorio. Chiunque fosse morto improvvisamente e, soprattutto, fosse stato una persona onesta, chiunque cioè non avesse meritato di marcire all’Inferno ma non avesse ancora guadagnato i numeri per andare in Paradiso, ebbene tutta questa schiera di cari estinti avrebbe avuto la possibilità di guadagnarsi l’uno o l’altro rimanendo temporaneamente in un ambiente neutro. Come guadagnarsi la promozione o il declassamento? Lasciando passare la giusta quantità di tempo e sperando che nell’Al di Qua parenti e amici pregassero per noi, come dire, maggiori preghiere, minor tempo in Purgatorio.

Analogamente, nel XII secolo, il teologo Pietro Lombardo “inventò” il Limbo, lembo di Paradiso nel quale troverebbero riparo le anime dei defunti senza battesimo, quindi intrisi del peccato originale, non colpevoli ma neanche meritevoli della beatificazione.

In questi giorni, riprendendo in mano un processo avviato da Giovanni Paolo II, il Vaticano ha fatto sapere che entro il 2008 il Limbo smetterà definitivamente di esistere, in base al principio secondo il quale tutti i defunti morti prima del sacramento battesimale, per lo più bambini, meritano indistintamente un posto accanto a Dio.

Gli avversari della Chiesa hanno trovato un campo fertile nel quale poter attaccare e le domande imbarazzanti non sono mancate (qui c’è una summa).

Ogni volta che capita una cosa del genere, non posso fare a meno di chiedermi: se davvero è così facile modificare dei dogmi religiosi (che per definizione dovrebbero essere assoluti), che bisogno c’era di far soffrire tanta gente?

Tutte le persone che hanno pregato per i loro bambini finiti prematuramente nel Limbo, hanno perso il loro tempo?

Cosa rimane a coloro che hanno pregato perché finisse l’espiazione della pena dei loro cari?

Consigli per gli acquisti: Paolo Viola, L’Europa moderna. Storia di una identità, Einaudi

EUGèNE DELACROIX: La barca di Dante – 1822 – Olio su tela – 189×242 cm – Museo del Louvre, Parigi

Ho provato a fare un piccolo test su Yahoo! Answers.

Ho chiesto: E’ vero che la Franzoni è parente di Prodi?

E ho ricevuto 19 risposte, che mi hanno fatto pensare.

Mi hanno fatto pensare come una realtà decisamente oggettiva – il tuo albero genealogico è un dato di fatto che non può essere cambiato a seconda dei tuoi desideri, anche se a volte… – possa essere modificata in base ad alcuni fattori.

Innanzitutto, per motivi politici. Il berlusconiano sottolineerà quanto sia altamente improbabile che una persona “normale” (evidentemente in senso economico) non venga condannata in tribunale, dando per scontato che sia colpevole (“è parente della moglie di prodi !!!!!!!
se fosse stata una persona qualunque adesso sarebbe gia marcita in carcere” o “la moglie di Prodi è una Franzoni. Da qui si capisce come mai non è ancora stata condannata a marcire in galera.” o “[la parentela] spiegherebbe anche come una normale famiglia si sia potuta permettere un avvocato del calibro di Taormina.”); se invece voti a sinistra, allora ti affretterai ad indicare la vicinanza dell’avvocato Taormina a FI (“…la famiglia Franzoni per loro ammissione è schierata dalla parte di Forza Italia..lo stesso avvocato Taormina è (era) sottosegretario alla giustizia proprio per forza italia…”).

Da un punto di vista sociologico, è interessante notare che il fatto susciti ancora tanto interesse nell’opinione pubblica, la quale arriva ad inventarsi parentele (“…penso sia una parente della moglie di Prodi più precisamente la figlia di suo fratello, infatti la signora Prodi da nubile si chiama di cognome Franzoni…”) o fantascientifiche opinioni (“credo che non abbia ucciso lei il piccolo Samuele sono convinta che il piccolo ha avuto dei problemi mentre si trovava tutto da solo ed è possibile che si sia autolesionato da solo dandosi colpi alla testa perchè stava male ed era solo, e dopo il suo cervello ha subito un’implosione ed ha schizzato fuori il sangue sporcando il letto e il pigiama della madre , questo lo penso perchè da circa un’ anno sto osservando il comportamento del figlio della mia amica di tre anni quando è solo e quando gli portano via i suoi giocattoli si ferisce in modo atroce battendo la sua testa contro le pareti ed è preoccupante la cosa anche per sua madre penso che presto scrivero’ a Carlo Taormina e invierò una relata di medici di Milano che hanno confermato che quello che sto dicendo è possibile e dimostrabile”; “io ho sentito dire che il marito è parente di cossiga…”; “No, è parente di Saddam Hussein“) pur di dire qualcosa sull’argomento; perché, se non dici la tua, non esisti.

Morale della favola? Fate un po’ voi; ma, alla fine, sono parenti…?

Quando dico che le idee scarseggiano, forse non ho tutti i torti.

Nella popolare telenovela tedesca “Tempesta d’amore” – che in Italia viene mandata in onda nel pomeriggio di Canale 5 ad orari diversi a seconda dell’umore dell’addetto ai palinsesti – il fidanzato di Laura (di cui non ricordo il nome) le ha rivelato giorni fa di essere nientepopodimenoche suo fratello. Naturalmente, come nella classica tradizione dei feuilleton, la rivelazione non è vera, in quanto i due (ormai) ex credono di essere figli dello stesso padre, inconsapevoli che Laura sia frutto di un cornino.

Dunque, chi non si ricorda almeno una tragedia sull’argomento?

Deve avere ragione chi ha detto che non esistono più storie da raccontare.

Sarà stato per il recente sciopero dei giornalisti, per le infinite commissioni di queste settimane, per aver riallacciato rapporti che languivano da qualche mese, per aver rotto i ponti con vecchie amicizie, per le innumerevoli ore che di coda che mi sono ciucciato, o per altri mille motivi, sta di fatto che negli ultimi sette giorni ho lasciato il blog nel suo brodo.

Eppure ne avrei avute di cose da scriverci.

Avrei potuto commentare la vicenda dell’Esorcista o quella della scomparsa, ahimé, del Limbo (in modo un po’ più serio); avrei potuto raccontare di quanto sia bello prendere il numero 665 ed accorgersi che stanno servendo il 774; avrei potuto scrivere un post generazionale sull’incomunicabilità che a lungo andare smorza i rapporti (cara Patty, il fatto che non ne parliamo mai non significa che il problema non esista, anzi); o raccontare di quanto sia maleducato l’ufficiale della municipale addetto ai permessi ztl; linkare una divertente parodia; commentare per l’ennesima volta la stupidità con la quale ci trattano gli autori dei reality; raccontare la delusione dell’ultimo film visto; o ringraziare qualcuno per il link; oppure descrivere la solita disavventura con le FFSS o la bolletta della luce troppo cara.

Ma non ho fatto nulla di tutto questo.

Mi sento in colpa? Un po’ sì, perché, come qualcuna ha detto, il blog è “un po’ come un animale domestico ed occuparsene porta via almeno lo stesso ammontare di tempo ed energie” e guai a toccarmi i miei animaletti.

chubbychecker-limbo-lp.JPGHanno abolito il Limbo.

E adesso chi ha il coraggio di dirlo all’allegra brigata di Buona Domenica?

AGGIORNAMENTO: c’è stato un piccolo cambio di programma (anche se ne parlavano già da un po’): Costanzo & compagnia bella possono stare ancora tranquilli.

Dunque, vediamo se ho capito bene.

Una giovane coppia decide di prendere in affido una bambina di dieci anni. Con il passare del tempo, la bimba confessa loro di aver subito delle violenze nell’orfanotrofio dal quale proveniva, in Bielorussia. I due ragazzi decidono allora di non riconsegnarla ai servizi sociali e la bambina (alla quale i media hanno dato il nome di “Maria”) sparisce dal pianeta per venti giorni; verrà poi ritrovata dalla polizia in Valle d’Aosta, in buona salute e in compagnia delle due “nonne”, e riportata sotto l’ala del tribunale dei minori di Genova, il quale, nell’arco di pochi giorni, ne stabilisce il rimpatrio.

Ora la coppia di sposi grida allo scandalo, urlando che la bimba è stata rapita dallo Stato, ha intenzione di denunciare l’attuale governo*, addirittura il padre si è dichiarato pronto ad uccidere chiunque osi toccare la bimba; bimba che ha acquisito di nuovo il suo vero nome, “Vicca”.

La Bielorussia, dal canto suo, fa sapere che sarebbe disposta a prendere in considerazione l’adozione della bimba da parte dei coniugi, qualora ne facessero domanda.

Quanto alla bambina, con ogni probabilità, tornerà nell’orfanotrofio nel quale dice di essere stata violentata da altri “ospiti” più grandi di lei.

La questione, secondo me, si riduce ad un unico problema: dobbiamo ascoltare i nostri bambini e, soprattutto, siamo davvero disposti a credere a qualsiasi cosa dicano?

Poniamo il caso che Vicca abbia mentito; aveva il terrore di tornare in Bielorussia e ha vomitato la prima scusa passatale per la testa. In questo caso, un capriccio di una bambina immatura avrebbe fatto sfiorare l’incidente diplomatico, avrebbe rovinato la reputazione di un’intera famiglia, la quale – cosa ben più grave – andrebbe incontro ad una pena per una menzogna.

Prendiamo il caso opposto, invece: la bimba non si è inventata nulla; questo significherebbe metterla letteralmente nella vasca degli squali.

In entrambe le ipotesi, non ci sono risvolti positivi (se la bambina è una bugiarda a quest’età, chissà cosa sarà disposta a fare in futuro; se dice la verità, ha di fronte a sé anni di continue violenze), solo un eterno interrogativo: dobbiamo credere a tutto quello che ci dicono?

P.S.: chiedo scusa per i termini mettere, riportata, ritrovata, riconsegnarla, riferiti a Vicca; per chi se lo chiedesse, mi rendo perfettamente conto che non sto parlando di un pacco.


*notizia che ha avuto molto risalto nei servizi d’informazione

JACOPO DELLA QUERCIA: Il giudizio di Salomone, 1408, marmo, 180 cm, Palazzo Ducale, Venezia

Da quando ha scoperto di essere incinta, la sorella delLa mia Cugina Americana ha molto tempo libero a sua disposizione e cosa fa una donna post-moderna in maternità? Semplice: si attacca al web alla ricerca di funny stuff, come dice lei, e si mette ad inviarla tramite mail a tutto il parentado in giro per il globo; e via allora con filmati di YouTube (da spose scorreggione a Proietti che guarda l’ora sotto le palle dell’asino), via con i giochini in excel, via con i filmati in powerpoint, ecc. ecc. ecc.

Considerando che il blog è anche condivisione (e scopiazzando schifosamente e spudoratamente alcune idee della Zdora), propongo a quei quattro gatti che mi leggono una parte dell’ultimo allegato.

 

 

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Riuscite ad indovinare chi è Costui?

Venghino, signori, venghino, si vince sempre, non fiori ma opere di bene!

 

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