Le regole di pronunzia della lingua francese sono poche ma ben definite (queste sono solo alcune per evitare di risultare ridicoli in questo determinato momento storico):
- salvo eccezioni, l’accento cade sempre sull’ultima sillaba (Nicolà)
- la “esse” in finale di parola non viene letta (Nicolà, non Nicolàs e men che meno Nìcolas)
- il dittongo “oi” si pronuncia “uà” (vualà); idem per “oy”, ma, se segue una vocale, si aggiunge un suono simile al nostro gruppo consonantico “gl” (Ruagliàl)
- “ou” è l’equivalente della nostra “u” (la loro “u” è più stretta, a culo di gallina, direbbero gli esperti)
- la “a” rimane “a” (Bairù)

