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Giornata di sole e di vento freddo.

Finito di guardare “How not to live your life”, sitcom inglese che racconta le disavventure di un ventinovenne che si ritrova a condividere una casa signorile con un maniaco delle pulizie, una vecchia rozza e una ragazza attraente (prima l’insipida cotta del liceo, poi, a partire dalla seconda stagione, una più viva e sarcastica studentessa universitaria), persone che, come dice lo stesso protagonista nell’ultimo episodio, finiscono per diventare la sua famiglia. Che a pensarci è un po’ un cliché delle serie televisive: da “Friends” a “How I met your mother”, da “Grey’s Anatomy” a “Beverly Hills 90210″, la famiglia d’origine viene messa in secondo piano rispetto alla famiglia che si decide di costruire nella vita adulta, fatta di amicizie prima che di amori. Anzi, a ben guardare, la famiglia d’origine è spesso portatrice di tensioni e di incomprensioni, quando non è proprio la causa scatenante di fughe, di vergogne e di imbarazzi.

In “Friends”, per esempio, i genitori o non ci sono (la madre di Phoebe è morta suicida, il padre è in giro per il mondo a figliare; la madre di Chandler è troppo presa dalla carriera, il padre fa la drag queen a Las Vegas; dei genitori di Joey non c’è notizia, in compenso ci sono una sfilza di sorelle rumorose e una nonna che non parla una parola d’inglese) o, quando ci sono, non fanno altro che sminuire l’autostima dei figli e criticare le loro scelte (la madre di Monica che avvilisce la figlia mentre mette su un piedistallo il figlio; il padre di Rachel che nel pilot non riesce a capire perché la figlia non desideri sposare un dentista con un futuro e una stabilità economica garantiti).

In “How not to live your life” la situazione è ancora più radicale: Don è orfano perché entrambi (!) i genitori sono morti di parto, del passato di Eddie non si sa praticamente nulla, Abby è funzionale sono in quanto coinquilina di o donna di, la madre di Sam è quella che si definisce una “cougar” e la signora Treacher, bè, Dorothy è talmente vecchia che ha già seppellito il marito.

Qui da noi, invece, mentre la riforma del lavoro ci ricorda che la famiglia è il vero ammortizzatore sociale, Veronica Pivetti a “TV Talk” ammette che le sceneggiature delle fiction debbano essere indirizzate verso una “certa” direzione e fa l’esempio dell’ultima stagione di “Provaci ancora prof” dove interpreta un’insegnante che si separa dal marito ma che finisce per tornare da lui ricomponendo il nucleo familiare per il bene di tutti (padre, madre e figlia). Diamo al pubblico di Raiuno quello che si aspetta per garantire risultati all’auditel, ovvero conservatorismo, valori tradizionali, famiglie da Mulino Bianco e – quando litighiamo – una bella risata farà tornare il sereno.

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