Così; giusto per dire che siamo a quota due.
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Il Grande Centro
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Voi dite, io dico
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Marco su Partecipa anche tu marlene su Partecipa anche tu 
Marco su Non pervenuto Quella roba sociale lì
Così; giusto per dire che siamo a quota due.
Leggere Troppi paradisi - ovvero il best seller della scorsa estate, ok, il tempismo non è mai stato il mio forte - e riuscire a comprendere le battute in dialetto dei genitori senza far ricorso alla seguente traduzione mi riempie di profondo orgoglio campanilistico.
Le “c” diventano “z”; le “z” “s”; le “s” fischiano; le vocali si allungano. A ben pensarci, l’emiliano è come i nonni, dolce ed avvolgente. I miei erano calabresi.
In principio erano le diapositive.
E tu tremavi vedendo quell’amico di famiglia che si presentava a casa tua con il proiettore sottobraccio e ti chiedevi come facesse a non essere soggetto ad ernia e già sapevi che avresti dovuto arrampicarti sopra il divano per togliere il quadro più grande di tutta la casa ché la mamma aveva l’horror vacui e doveva riempire le pareti di ogni sorta d’immagine, altrimenti le sarebbe venuta l’ansia cronica e non volevi essere tu la causa delle malattie di tua madre. Così, mentre ti arrampicavi sulla spalliera ché eri “quello più leggero di tutti” e stavi in equilibrio con una gamba sola perché non c’era posto dove mettere entrambi i piedi, allungavi le braccia per cercare di alzare il quadro senza farlo cadere, senza far cadere il chiodo che lo reggeva e, soprattutto, senza lasciarti cadere all’indietro.
“Che vergogna! Che sporco lì dietro!”, era il commento classico di tua madre.
Poi, il proiettore s’insediava al centro della tavola ed iniziava la tortura.
Dopo due lunghi interminabili minuti di spiegazioni assolutamente inutili, maturavi la decisione di andare in bagno e di restarci per un bel po’ (”sai com’è, alla natura non si comanda”): nella migliore dell’ipotesi, al tuo ritorno, la tortura sarebbe già finita, nella peggiore, l’amico di famiglia avrebbe sospeso la proiezione “per aspettarti”. Sorriso di circostanza. Tiratissimo.
Papà sì, invece, che era uno furbo. Non aspettava neanche due minuti, si alzava ed andava in cucina, “Vado a fumare di là, così il fumo non vi disturba”. Papà aveva capito tutto, già d’allora.
Dopo altri due interminabili minuti, l’unica cosa che riusciva a mantenerti sveglio era una zanzara che si muoveva in senso circolare intorno alla lampadina e ti chiedevi se quell’essere infinitamente più piccolo di te fosse in grado di divorarsi la parete e trascinare nel suo stomaco quei luoghi e quelle persone che avevi avuto la fortuna di non conoscere. Mai. Ma così non era. Mai.
Poi i tempi sono cambiati, il mondo è cambiato. Dalle diapositive si è passato al cd-rom, dal cd-rom a Flickr.
“Ho messo le mie foto sul sito, ti dò l’indirizzo.”
“Va bene, ma aspetta che prendo carta e penna… Dimmi… Come dici? P o T? Puoi ripetere?… Ok, te lo ripeto, dimmi se è giusto…”
Ovviamente, ti sei guardato bene dall’esserti alzato, non hai mai preso carta e penna, non hai mai scritto l’url corretto.
Gran bella invenzione la tecnologia.
Avevo pensato di non parlarne neanche, limitandomi a cambiare il template per 24 ore.
Avevo pensato di scrivere un post contenente tutti post precedenti; al sesto link ho cambiato idea.
Avevo in mente delle frasi molto filosofeggianti, ma che avrei capito soltanto io, a meno che non entrassi in particolari specifici, ma in questi giorni non m’interessano i particolari specifichi, vivo di superficialità.
Avevo per la testa alcune immagini da scovare e file da ascoltare, ma sarebbero stati un po’ troppo melensi per i miei gusti.
Alla fine scrivo dello scrivere, tautologia perfetta per occuparsi del nulla.
Fuffa.
Questi i fatti. La Terra ha ruotato su se stessa per ben trecentosessantacinque volte, spostandosi contemporaneamente nello spazio siderale e compiendo un movimento di rivoluzione intorno al Sole, tornando per posizionarsi nel punto iniziale; il che implica due cose, direbbe qualcuno. La prima è che ogni rivoluzione, in realtà, non porti a nulla di nuovo, ti fa annusare una ventata di novità, ma poi le vecchie consuetudini tornano per rinsediarsi nel posto che avevano temporaneamente lasciato mentre erano andate - volontariamente - a farsi un drink. E come si chiamano le persone che compiono sempre le stesse azioni e gli stessi errori? (barrare una casella a scelta)
a) patetiche
b) persone
La seconda è che, in realtà, qualcosa cambia, eccome se cambia. Il solo fatto di avere un anno in più è un notevole segno di cambiamento.
Porta ticinese piove ma c’è il sole
quando il dandy muore fuore nasce un fiore
le ragazze fan la file per vedere
la sua tomba con su scritte le parole
“io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto io non lo so
io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo”
Baustelle - Un romantico a Milano
A voler proprio essere precisi, oggi più che essere la fine del primo, è l’inizio il secondo anno; in ogni caso, io il template lo cambio lo stesso. Solo per ventiquattr’ore, però.
Paris Hilton ha lasciato il carcere dopo solo tre giorni di detenzione, anziché i quarantacinque ai quali era stata condannata inizialmente, poi ridotti a ventitre. Dopo qualche ora, il giudice di Los Angeles ha stabilito che l’ereditiera non solo debba tornare in carcere, ma scontare anche tutti e quarantacinque i giorni. L’interessata è scoppiata a piangere, urlando: “Mamma!” e ciucciandosi il pollice. Alcuni testimoni riferiscono che non avesse un filo di trucco.
Rocco Buttiglione e Albertina Soliani hanno scritto una lettera ai questori del Senato per chiedere un “miglioramento della qualità della vita in Senato” interpretando così “il desiderio di molti” affinché vengano adeguati “i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone”; nella lettera si chiede che il bar del Senato venga provvisto di gelato.
Gustavo Selva ha candidamente ammesso che, per evitare il traffico causato dalla manifestazione odierna a Roma, ha finto un malore e ha chiamato l’ambulanza per farsi accompagnare negli studi televisivi di La7. E come rideva nel dirlo!
Francesco Cossiga ha deciso di salutare la visita di Mr President esponendo sulla sua finestra le bandiere di: Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele, Italia e, last but not least, Sardegna.
In questi giorni sta vedendo la luce il primo albumi degli inglesi The Zimmers; il cantante della band, Alf Carretta, ha soli 90 anni, l’età media del gruppo si aggira intorno ai 78.
Il Papa ha schiaffeggiato Mr President all’avvio dell’incontro di stamane in Vaticano e, puntando l’indice, ha tuonato: “Tu, un giorno sconterai la tua pena davanti al Signore per le morti innocenti che hai causato in questi anni!”. Mr President si è affrettato a giustificarsi: “E’ da anni che mi dice cosa fare”.
Una di queste notizie è falsa. Quale?
…dopo che tutti questi personaggi barra vips barra soliti noti vengono scagionati per prescrizione barra archiviazione del reato, ci tocca anche sorbirli in salotti televisivi barra rotocalchi più o meno rosa, ma, soprattutto siamo costretti ad assistere a pubbliche accuse nei confronti dei loro “persecutori” ed a patetiche scene di vittimismo barra innoncentismo, no, eh!
(ovvero: ti è andata bene questa volta? abbi la classe di stare nel tuo angolino a vergognarti del tuo sputtanamento in silenzio)
…speriamo almeno che, questo giro, ci risparmino sterili accuse a videogiochi violenti, a film fantascientifici, a cantanti furbetti e che non mandino in onda sette giorni su sette a “L’Italia sul 2″ puntate dal titolo “Chi sono i giovani che vivono con noi?”, “Dove abbiamo sbagliato?”, “Ritorno al coprifuoco?”.
(ovvero: più di trenta volte in dieci anni significa che c’è un problema serio da risolvere)
…abbiamo davvero bisogno di comici/messia per sapere come è meglio investire le nostre risorse? (ovvero: va bene che gliele canti e gliele suoni, però dopo il polverone mediatico cosa ottieni?)
…
Nella hit parade dei singles della settimana troviamo: gli U2 al primo posto, i Take That al terzo, al quarto la Pausini con una cover di Cocciante, al settimo Zucchero, i Red Hot Chili Peppers al nono, Santana al decimo, al dodicesimo di nuovo gli U2 (accompagnati dai Green Day), quindicesimo per Madonna, All Saints al ventunesimo, ventitresimo per l’ennesima cover di “Another brick in the wall”, seguono Iron Maiden (24), di nuovo U2 (25), David Gilmour (27) e Depeche Mode (29).
Nella top ten degli incassi del box office spiccano Verdone (al primo posto), Rocky (terzo), seguiti da 007, Mel Gibson e Kevin Costner.
In tv ci sono la “Domenica in” di Pippo Baudo, “Forum” di Rita Dalla Chiesa, il “Maurizio Costanzo Show”, “Beautiful”, “Sentieri”, gli animali di Licia Colò, è in arrivo una fiction con Placido nei panni di Provenzano, Sanremo con Pippo Baudo, Iva Zanicchi (cento! cento! cento!), Mike Bongiorno, Milly Carlucci…
A capo del governo c’è Romano Prodi, a capo dell’opposizione Silvio Berlusconi.
In libreria: Augias, Camilleri, Rigoni Stern, Grisham, Fruttero, Allende.
A teatro: la Melato, la Cuccarini, Grease, Gian Burrasca, Footloose, Fame…
Domanda: siamo sicuri di essere davvero nel 2007?
(*post il cui scopo non dichiarato sarebbe stato quello di provare il nuovo giochino della WordPress, ma è andata male)Ieri pomeriggio ho passato molto tempo in macchina, con la radio accesa, naturalmente (considerato che viviamo in una società terrorizzata dal silenzio ed anch’io ci sono dentro fino al collo), sintonizzata sulla madre di tutte le radio commerciali.
Il programma in onda era questo e mi è piaciuto un sacco.
Se devo essere sincero, mi era già capitato in passato di ascoltarlo, ma devo averlo molto sottovalutato. Il presentatore si chiama Nikki - che, per inciso, è del ‘71, il che non fa altro che avvalorare la mia verità universale - e in due ore manda in etere una serie di canzoni rock-pop-alternative, qualsiasi cosa voglia dire visto che per le quindicenni d’oggi il punk viene fatto da Avril Lavigne…
Tra le segnalazioni di ieri, mi hanno molto colpito i Chumbawamba (quelli di questa canzone) con un disco niente male, cantato interamente a cappella, e il buon vecchi e stonato, come faceva notare lo stesso Nikki, Sid Vicious con il suo ormai classico “My way”.
Se vi capita, sintonizzatevi, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 17. Ne vale la pena.
La morale della favola, secondo me, è che, alla fine, tutte le decisioni, da quelle più importanti a quelle irrilevanti, vengono prese di pancia.
L’applicazione della morale, per me, significherebbe lasciare la città.
Qualcuno ha voglia di ospitarmi?
Vorrei segnalarvi due cose, anzi tre, forse quattro (la matematica non è mai stata il mio forte).