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Archivi Categorie: Giusto per farmi i fatti tuoi

Ricordo che Il paziente inglese non finiva più. Lì, tra la convalescenza di Fiennes e le cure dell’infermiera Binoche - che per me resterà sempre la nuora/amante di Jeremy Irons - ho patito uno dei momenti di maggiore noia di tutta la mia vita cinematografica, paragonabile solo a Il paradiso all’improvviso di pieraccioniana memoria. Il che è tutto un dire.

Ritorno a Cold Mountain mi sono rifiutato di vederlo a priori, nonostante la Kidman; un polpettone storico-sentimentale, figuriamoci. Non ho mai visto nemmeno Via col vento, almeno, non dall’inizio alla fine.

Il talento di Mr. Ripley, invece, mi è rimasto impresso per dei mesi. E non per l’interpretazione naive di Fiorello, della quale, all’epoca dell’uscita del film, si fece un gran parlare per poi lasciare il pubblico interdetto di fronte alla scoperta che la fatidica scena in questione durava appena cinque minuti (cinque minuti ben concentrati, tra l’altro, nei quali un Fiorello dal caschetto ribelle cerca di portare via il microfono ad un allampanato Matt Damon), no, non per questa.

Ma perché, a me, le storie di “pazzi ben organizzati” son sempre piaciute.

“Pronto, sono Irene di Infostrada, potrei parlare con la signora ***?”

“Perché lei vuole parlare con la signora *** se l’intestatario della linea Infostrada sono io?”

“Ah, lei è già nostro cliente?”

“Sì.”

“Ah, allora la ringrazio.”

“…”

“Ma continua a pagare anche il canone Telecom?”

“No.”

“Allora grazie, eh!? E buona giornata.”

Click.

Non so se sia più irritante l’insistenza con la quale i media fanno sapere a tutto il mondo che Sarkozy si accoppia con la Bruni o la relativa lista dei chi (francese) è stato con chi (italiano barra a).

C’era una volta un re.

Il re in questione non era diventato tale per diritto di nascita; il padre, infatti, era un umile contadino. Il re di questa favola aveva faticato duramente per riuscire a porre, da solo, le basi di quello che sarebbe stato considerato (da lui per primo) il più florido regno della sua epoca.
Allevato da una famiglia semplice, ma di sani principi, generosa, ma non stupida, rigida, ma sensibile ai bisogni dei figli, il nostro re venne educato al rispetto e al sacrificio, intesi come strumenti attraverso i quali raggiungere i propri obbiettivi e coronare i propri sogni. Ciò nonostante, il futuro re, fin da piccolo, aveva sviluppato una particolare predisposizione per le situazioni al limite dell’ambiguo; in cuor suo, il ragazzo sapeva che le sue scelte non sarebbero state approvate dai genitori e, soprattutto, si rendeva conto che le sue infelici azioni avrebbero finito per essere la causa della sua stessa fine. A dire il vero, però, all’epoca il giovane non si curava molto delle conseguenze dei suoi atti, il successo era la sua unica preoccupazione, il successo immediato, in particolare. Continua a leggere »

Che poi uno si chiede: ma come deve essere toccare una tetta con una mano bionica?

E farsela toccare?

I motivi per i quali trovo ridicola la manifestazione organizzata per il prossimo sabato, il cosidetto Family Day, sono svariati.

Innanzitutto considero fazioso parlare di “famiglia naturale” in relazione alla situazione uomo e donna sposati e con figli: il matrimonio, come lo consideriamo oggi, non è sempre esistito e non sempre in questa forma (nell’Antica Grecia, per esempio, era considerato “normale” che le ragazzine alla prima mestruazione fossero date in spose ad uomini che spesso avevano il doppio dei loro anni, se non di più; oggi, giustamente, si parlerebbe di pedofilia); inoltre, in natura, il matrimonio non esiste, gli animali si accoppiano e, a seconda della specie, abbandonano il nido coniugale o si occupano dell’allevamento della prole per i primi anni di vita. Solo l’uomo ha inventato l’istituzione matrimoniale e le ha dato un valore spirituale e sociale.

Fazioso è anche il voler sostenere che la famiglia formata da due persone dello stesso sesso non sia “naturale”: sempre in natura esistono pinguini omosessuali e lucertole transgender.

Se prendiamo in esame il manifesto del Family Day si trovano delle frasi molto opinabili.

Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa.

L’autore del testo sembra voler sottolineare come la capacità di educare i figli secondo regole civili, morali e religiose, sia una prerogativa di genitori legati da un matrimonio e basterebbe citare, a questo proposito, tutta la popolazione di un carcere di una qualsiasi città italiana per screditare tale affermazione: i carcerati non sono forse dei figli (nel 99% di genitori regolarmente sposati) che hanno deliberatamente deciso di non seguire regole civili, morali e religiose pur di conseguire i propri obbiettivi? Devono essere colpevolizzati i genitori delle scelte scapestrate dei figli? Assolutamente no, altrimenti dovremmo mettere sotto processo quelle mamme e quei papà che non sono stati in grado d’insegnare ai loro figli cosa è giusto e cosa non lo è, cosa è civilmente, moralmente e religiosamente accettabile.

A proposito delle coppie di fatto, si legge:

Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale.

Ma anche il matrimonio non ha forse un “profilo essenzialmente privato”? A parte il riconoscimento, attraverso il valore legale di un apposito contratto, lo Stato non interviene nella vita coniugale, non stabilisce quanti figli una coppia deve mettere al mondo o quale forma di educazione debba essere data loro, non sceglie la formazione scolastica dei bambini, non decide se la moglie debba fare la casalinga o meno, non impone un determinato lavoro alla coppia.
Riemerge il classico preconcetto legato alle coppie di fatto secondo il quale sarebbe una forma di unione che non impone responsabilità, che lascia assoluta libertà alle due parti, ma, se una persona vorrebbe mantenere un’assoluta libertà, perché mai dovrebbe decidere di andare ad abitare con un’altra persona? Perché condividere gioie e dolori, personali ed economici, se non si desiderasse costruire un qualcosa insieme?

Qualora venisse approvata una legislazione sulle unioni di fatto, cos’avrebbe da temere una buona coppia cattolica? Se Adamo ed Eva non riconoscessero se stessi e le loro idee in un Dico, qualcuno li obbligherebbe a sottoscriverlo? Non avrebbero nulla da temere, potrebbero rimanere fedeli alle loro scelte e seguire il loro cammino. Ci sono tante leggi che non riguardano direttamente i due sposi, eppure continuano a vivere in assoluta tranquilità, senza scendere in piazza a manifestare.

Inoltre, la famiglia “tradizionale” non si sgretolerebbe se fossero riconosciuti alcuni diritti agli omosessuali: che ci siano o non ci siano tutele giuridiche, le coppie gay esisterebbero (ed esistono) lo stesso, se vogliamo essere provocatoriamente precisi, sono già un attacco alla salvaguardia della specie umana; il non voler riconoscere loro dei diritti di fronte alla legge è solo un modo virulento ed ipocrita di negare la loro esistenza.

Personalmente, sto pensando di recarmi a Roma per il concomitante Orgoglio Laico, ma devo vedere se riesco a liberarmi da altri impegni (se qualcuno fosse interessato, si faccia avanti ché mi libero più volentieri), di sicuro, alle nove e mezza dell’undici, accenderò un cero sul davanzale.

E’ una realtà universalmente riconosciuta che i figli del ‘68 debbano essere completamente sprovvisti del dono dell’organizzazione.

Zio e nipote di tredici anni davanti alla tv.

In onda l’ultimo video di Pink, U + Ur Hand, dài, quello che hanno messo anche nella pubblicità, quello dal ritornello per nulla ambiguo:

I’m not here for your entertainment
You don’t really want to mess with me tonight
Just stop and take a second
I was fine before you walked into my life
’cause you know it is over
Before it begins
Keep your drink just give me the money
It’s just U + ur hand tonight

- Pensieri dello zio - Certo che i ragazzi di oggi sono molto più smaliziati di quelli della mia età, ricordo che se non lo me avessero detto non mi sarei accorto a cosa facesse riferimento la Morissette quando cantava “my brothers, they never went blind for what they did”. I tredici anni di oggi sono più maturi rispetto a qualche tempo fa: sanno di masturbazione, di sesso, di droga… Sono proprio svegli, non vengono colti impreparati, non sono per nulla superficiali…

- Commento della nipote al termine del video - Decisamente: il taglio di capelli che le sta meglio è il caschetto rosso.

Ttag: , ,

Buonasera, signora, Daniele è in casa?… no?… ah, è in camera… si sta intrattenendo in “rapporti di amicizia e oltre con ragazze e ragazzi”… capisco… [Pausa fin troppo lunga] …ma, mi può togliere una curiosità?… perché mai crede che la cosa mi dovrebbe interessare?… ah, dice perché lui è un deputato… un deputato che ha deciso di fare outing direttamente dalle rispettabili pagine di eva… un deputato che ama la trasparenza e a domanda diretta… risponde in modo sincero… perché lui ha una “mente ospitale”… signorano, non avrei fatto nessuna battuta sull’ospitalità della mente di danie… neanche pensato… no, le garantisco che non c’è stato sarcasmo nel mio tono di voce… sì, ci può credere… a proposito di onestà, le posso fare una confessione del tutto onesta?

Guardi che lo sapevamo già.

Ttag: Daniele, mente ospitale, oltre

Alcune belle, altre un po’ così così.

  • Ho appena letto che Culodritto ha deciso di chiudere i battenti in seguito all’acquisto di Splinder da parte di Dada; peccato, un blog intelligente che ci lascia è sempre una grave perdita, speriamo in un ritorno futuro.
  • babyshower_turkey_hospitalbabyisabella178.jpgGente che va, gente che viene: la Sorella della Cugina Americana ha deciso di partorire; con quattro giorni di anticipo è venuta al mondo Isabella, 3 kili e 3, troppi capelli e buoni polmoni, auguri!
  • I miei, dopo trent’anni, hanno deciso di cambiare il mobiletto in bagno, quello delle scarpe e della biancheria, sporca e pulita; dubito fortemente che durerà altrettanto tempo, considerando il cartone di cui è fatto.
  • Ieri sera, al tg de La7, Elio Germano a domanda dell’intervistatrice (”Com’è stato girare una scena di sesso con la Bellucci?”) - e di fronte allo stupore del suo regista - risponde: “Ho indossato il preservativo”; nel frattempo, la diretta interessata definiva il suo ruolo. Sto ancora ridendo.
  • Se non farò come la settimana scorsa, ciò telefonare qualche ora prima per disdire, mercoledì mattina mi taglierò i capelli, può interessare a qualcuno?
  • Dopo la bellezza di sei giornate di campionato, l’Inter ha deciso di degnarsi di essere prima in classifica e ci mancherebbe anche che quest’anno non vinca lo scudetto!
  • Pare che Rete4 finirà solo sul dtt: meno mal che ho il decoder da oltre un anno, altrimenti mi perderei il meglio proprio ora che Dinah ha deciso di tornare in città!