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Il Grande Centro
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Voi dite, io dico
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Marco su Partecipa anche tu marlene su Partecipa anche tu 
Marco su Non pervenuto Quella roba sociale lì
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Questo è il sito ufficiale del Louvre.
Accedendo alla sezione dedicata alle opere (ulteriormente suddivisa in quattro categorie: singole opere, collezioni, raccolte tematiche e banche dati), è possibile visualizzare una galleria d’immagini delle opere stesse, corredate da opportune descrizioni tecniche. Cliccando sul singolo riquadro, si apre una finestra nella quale vengono fornite alcune spiegazioni sul soggetto trattato, sul committente e sull’autore, nonché una breve contestualizzazione del tema. Una quarantina di righe, eh, sia ben chiaro, niente di particolarmente impegnativo. In ogni scheda ci sono anche una ricca bibliografia, alcune immagini dettagliate che possono essere ingrandite (tutte), una mappa interattiva della localizzazione dell’opera per organizzare un’eventuale visita. Qui ci si occupa della Victoire de Samothrace - perché usare l’originale Nike non fa francese.
Questo è il sito ufficiale della Galleria degli Uffizi.
La sezione dedicata alla visita del museo contiene i link per accedere o alle singole sale o all’elenco delle opere in esse contenute. Per fare un esempio, questa è la descrizione della sala 20, del Dürer:
Il soffitto ha mantenuto la decorazione originaria cinquecentesca solo nelle grottesche. Le quattro scene, raffiguranti feste e spettacoli cittadini, sono state inserite nel Settecento.
La sala raccoglie opere di alcuni pittori tedeschi del Rinascimento, tra i quali emergono Albrecht Durer e Lukas Cranach il Vecchio. Tra i dipinti del primo ricordiamo la famosa Adorazione dei Magi e il Ritratto del padre; del secondo le due grandi tavole raffiguranti Adamo ed Eva.
Dal Durer dipende anche Il grande Calvario del fiammingo Jan Bruegel il Vecchio.
E questo è l’elenco delle opere della stessa sala. Dire “elenco” al singolare non è propriamente corretto, perché trattasi di tre elenchi distinti. Uno, quello più ovvio, dedicato alla visualizzazione delle immagini (anche se risalta all’occhio la circoferenza blu delle “immagini non presenti”) e due link per ogni opera, che rimandano all’inventario e al catalogo.
Informazioni di vitale importanza per un Paese che vive di burocrazia.
Zdora muore (?) dalla voglia di conoscere sei cose che mi rendono felice; vediamo di accontetarla.
E Marco prese la catena, la spezzò e disse: “Prendete e abbiatene tutti…” (visto da lei).
Ci sono alcune cose riguardo la rete che sono fuori dalla mia comprensione e che, credo, neanche un’anima pia disposta a spiegarmele riuscirebbe a mettermele in testa.
Una di queste è il funzionamento di Google. O meglio, il modo in base al quale Google decide di stilare la graduatoria dei link. Esempio, se cerco Alba Parietti (che, ultimamente, si è trasformata nella mia password preferita e predefinita, per inciso), perché mi appare prima la pagina di Wikipedia che il sito ufficiale? Quale logica segreta determina il predominio della Wiki sull’ufficialità? Allo stesso modo, se cerco delle immagini sul senso di colpa, perché fa la sua comparsa un lemure? Durante biologia non ero molto attento, ma non mi risulta che l’animale dal buffo naso sia famoso per il suo proverbiale timore di dio, no?
Altra questione sono i termini di ricerca di un blog. Da un paio di mesi, chi arriva qui sta cercando informazioni sulla Muraglia Cinese. All’inizio pensavo che qualche profesoressa avesse commissionato un tema sull’argomento, col tempo mi sono accorto che il numero dei visitatori cinacuriosi non diminuiva, anzi. Non solo è aumentato, ma in alcuni giorni è l’unico referente presente. Il problema è che io scrissi un post proprio un anno fa che aveva sì come argomento i cinesi, era sì presente un’immagine della Muraglia, ma era costituito dalla bellezza di tredici parole. Tre di ci. Il mio ego è sottoterra.
Infine, c’è la questione Twitter. Negli ultimi 15 giorni si sono iscritti agli aggiornamenti del mio profilo ben sei persone (lo so, mi arriva una mail ogni volta che). Per qualcuno potrebbe sembrare un numero irrilevante, per me è esagerato ed incomprensibile, dal momento che, dal giorno della sua creazione, il 9 dicembre 2006, ad oggi, ho inserito due, e dico due, commenti. Come dire, è morto, caput, abbandonato a se stesso nei meandri dei server della California. Allora, cara lettrice e cari lettori, ma che cazzo vi leggete?
Ricordo la morte di Cobain.
Ricordo anche che non avevo la minima idea di chi fosse.
Non ricordo la vittoria di Silvio.
Ricordo la delusione di mio padre.
Ricordo anche che all’epoca credevo che fosse finiano - il che dimostrerebbe quanto poco conoscessi mio padre.
Ricordo l’Expo di Siviglia, tanto pubblicizzata, e, allora come adesso, non mi è ancora chiaro cosa si faccia ad un’Expo.
Ricordo che ero in terza media e che credevo che il mondo fosse l’insostituibile triangolo scuola-casa-chiesa, non so bene in che ordine.
Ricordo l’unica volta che feci a botte in vita mia, per una ragazza, anzi, per difendere l’onore di una ragazza, anzi, per difendere l’onore di una stronza che non se la faceva nemmeno con me.
Ricordo i ragazzi più grandi che s’illudevano (e m’illudevano) di aver capito tutto dalla vita.
Ricordo la prof d’italiano che si metteva tonnellate di rossetto che finivano puntualmente sui suoi denti, delineando una striscia rossa che distoglieva noi studenti dalla lezione per guardarla pieni di disgusto (ma non se ne rende conto?).
Ricordo la prof di alternativa che si grattava il pacco.
Ricordo il desiderio di riscossa.
Ricordo l’idea che “la vita mia deve darmi un po’ di più”.
Ricordo Jessica Fletcher.
Ricordo le lunghe pedalate su una mountain bike troppo grande.
Ricordo il tossico, armato di cric, che voleva fregarmela e che continuava a ripetere che sotto il sedile c’era il numero del suo telaio.
Ricordo le paranoie sul bacino troppo grande (”le donne - aveva detto la prof d’inglese - hanno il bacino più grande degli uomini”).
Ricordo le promesse di essere amici per sempre.
Ricordo le promesse infrante.
Ricordo i lunghi sabati pomeriggio in centro.
Ricordo Brandon, ché anche se non seguivi dovevi sapere chi fosse.
Ricordo una maglia con Jake e Jo.
Ricordo il fanclub I hate Brenda.
Ricordo le tette della Fiorella che si svilupparono dalla sera alla mattina e la voglia che venisse chiamata spesso alla lavagna.
Ricordo i dischi della Pausini.
Ricordo Seimandi. E i pullover di Bersani.
Ricordo il primo sole primaverile.
Di politica e di (buona) musica sapevo ben poco.

(via Coraxil compresse)
Ieri era il sessantesimo anniversario della Costituzione.
Ivo Silvestro propone qui un gioco/sondaggio d’opinione per indagare quali siano gli articoli più amati e quali quelli che avrebbero bisogno di una modifca, se non cancellati definitivamente. Io ho già apprezzato l’articolo 27 e criticato il 3.
Cosa aspettate a dire la vostra e a diffondere il giochino?
Per il secondo anno consecutivo ci troviamo qui a festeggiare il BlogDay, ovvero il giorno in cui vengono segnalati ai propri lettori cinque blog, preferibilmente diversi dal nostro per pensiero e cultura, ma anche no. Personalmente preferisco l’analogia. Perché proprio oggi?, si chiederanno i più attenti di voi; perché, nella mente degli autori della solenne festività, la parola Blog può essere scritta con i numeri 3108 …just a little bit of imagination.
Cinque le fasi, chiare e semplici:
Al posto della breve descrizione, preferisco mettere direttamente alcune citazioni dei blog in questione. Ecco la lista.
“Ogni volta che ritorno dall’estero ho come la sensazione che sia l’Italia a non volermi qui.
Un ronzio fastidioso nell’orecchio.
Un ritorno in cuffia…
Ecco cos’è: è la gente che mi passa vicino e dice solo stronzate ed il peggio è che le dice a voce alta.”
“Il nostro è diventato un paese dove la responsabilità è scomparsa. Sbagliare non è previsto: si fanno delle cose che secondo alcuni non si sarebbero dovute fare, certo, ma proprio errore errore di sbaglio che uno può dire con certezza quella volta ho sbagliato…be’…insomma…naaa. E non è il caso di prendersi carico dell’errore e delle conseguenze: si rischia di tirarsi la zappa sui piedi, prematuramente! Chi mi dice che si trattava di errore vero e non illusorio, momentaneo, fallace, piccola svista nell’occhio di chi giudica? (E chi giudica il giudice?) Guarda meglio. Poi alla fine non aveva tutti i torti, bisogna capire il perché e il percome, e c’è tutto un contesto intorno che non ti dico, amico caro, e quelli che allagano la scuola in fondo, e poi comunque io sai cosa?, io vado al TAR del Lazio…”
“E se adesso spunta fuori uno ancora più populista di lui, e presenta una proposta di legge per vietare che chi è stato condannato in via definitiva possa presentare proposte di legge, facciamo un altro Vaffanculo Day più ganzo del suo?”
“Se sarai intervistata al telefono in diretta radio dalle 11.30 alle 11.50, in quei 20 minuti il campanello della porta suonerà 4 volte e chi aprirà farà entrare nella stanza (odio gli open space) dove tu stai parlando in diretta radio:
-Una vecchietta sconosciuta che urla: Abita qui la signora Vallarino?
-La colf che urla: Ho dimenticato le chiavi!
-Il postino che urla: Raccomandata!
-Il muratore che urla: Ho bisogno di una calza di nylon della signora per filtrare la vernice!(Ovviamente dalle 11.51 il campanello della porta resterà muto per sempre).”
“E’ che mi piaci come il primo giorno. Anch’io, vero?”.
“No, tu un po’ meno”.
“Oh, be’, anche tu a dire il vero, alla fine sei sempre il solito film, visto e rivisto”.
“Me ne ricorderò”.
“Ti voglio bene lo stesso”.
“Io un po’ meno”.
“Dici così perché sei famosa, ricordati che è successo tutto grazie a me, prima eri una morta di fame con le pezze al culo a vivevi in un appartamento devastato dall’umidità”.
“Ma cosa dici, falla finita con questa storia dell’umidità e delle pezze al culo, io sono sempre stata felice”.
“Ma non quanto lo sei ora accanto a quest’omino”.
“Quale omino?”.
“Io”.
“Ah, l’omino pelato”.
Per l’occasione ho aggiornato il blogroll, seguendo le preziose istruzioni per l’uso di Culodritto ed ho reso pubblica la pagina dei link su Bloglines. E scusate se è poco.
Se sei in Turchia e provi a collegarti con il tuo pc ad un blog di WordPress.com, ti apparirà la scritta
“Access to this site has been suspended in accordance with decision no: 2007/195 of T.C. Fatih 2.Civil Court of First Instance.”
Pare che sia una questione di diffamazione. Ma.