Salta la navigazione

Archivi Categorie: Sfogliando il giornale

Giornata di sole.

Nella giornata della (quasi) morte e conseguente resurrezione di Giulio Andreotti – letteralmente se si considera l’affaire Wikipedia – non ho potuto fare a meno di chiedermi se il decesso del senatore novantatreenne mi avrebbe procurato un sollievo di qualsiasi tipo e la risposta è stata sì. Un po’ come con Oriana Fallaci, in parte come con Cossiga. Nel senso che ci sono delle personalità che oggettivamente hanno causato più danni che bene a questo nostro malconcio Paese e che non si sono mai assunti le responsabilità delle loro azioni, anzi, nel corso degli anni si sono ricreati una verginità politica che li ha portati ad essere considerati come saggi, persone cui portare rispetto nonostante l’elefante dentro al loro salotto. Quindi, sì, in definitiva la morte rimane l’unico modo per liberarsi di queste persone e per vivere in un ambiente più civile. Perché, come recita la saggia, “augurarti la morte fa di me una persona orribile ma di te una persona morta dunque, ci sto”.

Una delle due foto che ho fatto con Instagram. Dagli agenti atmosferici si può capire a quanto tempo fa risalga.

Giornata di sole.

Miriam Mafai è  morta.

Renzo Bossi ha annunciato le dimissioni.

Facebook ha comprato Instagram.

“New Girl” avrà una seconda stagione.

Che giornata impegnativa.

Giornata di sole.

Io la butto lì, ma se la procedura per ottenere la pillola dei cinque giorni fosse più semplice (attualmente prevede un esame del sangue per stabilire l’effettiva gravidanza, oltre alla prescrizione medica) e il numero di ginecologi obiettori venisse abbassato (attualmente è pari al 75%), forse si potrebbe gridare meno all’allarmismo che fa lanciare anatemi contro l’internet brutto e cattivo, proprio all’indomani della morte della donna a causa di un farmaco somministratole e comprato su eBay. Forse, se le donne sentissero che esiste un sistema funzionante che si preoccupa di offrire un servizio senza giudicare le scelte delle pazienti, se sapessero di non essere condannate per la loro decisione, se sapessero che l’intervento fosse fatto in un clima di serenità e senza pressioni psicologiche e ideologiche, forse non sentirebbero il bisogno di ricorrere al fai da te del ricercare sull’internet il contraccettivo d’emergenza. Perché tra questo tipo di fai da te e quello di qualche decennio fa di fare ricorso ad una mammana la differenza è poca, in entrambi i casi si cerca di trovare una soluzione che passa per vie non convenzionali a scapito di un’adeguata tutela delle norme igieniche e sanitarie. Oggi non ci sarà una riduzione del numero di aborti perché gli specialisti si rifiutano di praticarli o perché lo stato-mamma decide arbitrariamente che, se proprio vuoi farlo, devi essere rallentata da una procedura burocratica lunga e dolorosa, come ieri esistevano gli aborti anche prima che la legge 194 fosse promulgata. Vuoi far diminuire il numero degli aborti o il ricorso alle farmacie on line? Allora rendi meno complicato procurarsi la pillola dei cinque giorni o quella del giorno dopo, rendi l’uso dell’RU 486 preferibile rispetto all’aspirazione dell’embrione ed elimina l’obbligo al ricovero, obbliga i ginecologi a fare il loro lavoro che, diosanto, se non avessero voluto fare interruzioni di gravidanza avrebbero dovuto scegliere un’altra specializzazione e, soprattutto (soprattutto), fai partire una reale campagna di educazione sessuale che incentivi l’uso degli anticoncezionali e la pianificazione di una famiglia.

Giornata di sole.

Ad Amici di Maria il copione era quello di ieri e, come immaginato, hanno provato a far votare gli insegnanti di canto alla ricerca del consenso unanime. A differenza dei ballerini di ieri, oggi i cantanti hanno capito subito che la cosa non sarebbe arrivata da nessuna parte. Ognuno tragga le considerazioni che preferisce.

Se per “blitz” s’intende un’operazione “militare o di polizia, improvvisa e fulminea”, perché quello di Tolosa sta andando avanti dalla scorsa notte? Vien da chiedersi se i giornalisti che usano questo termine ne conoscano il significato.

A costo di passare per impopolare a me la riforma del lavoro, per come è stata presentata oggi, piace.

Mi sembra che il tentativo di fondo sia quello di ridurre il lavoro precario: dopo tre anni il contratto a tempo determinato diventa a tempo indeterminato, dopo sei mesi i lavoratori con partita IVA avranno un contratto di lavoro subordinato, non ci sono più stage dopo la laurea e viene messo un paletto di tre anni all’apprendistato ma, soprattutto, le aziende pagheranno una percentuale più alta per ogni lavoratore a tempo determinato che collabora con loro rispetto a un collega assunto a tempo indeterminato.

Poi dal 2016 c’è l’introduzione dell’ASPI (Assicurazione Sociale Per l’Impiego), un ammortizzatore sociale che copre tutti, dai lavoratori a tempo indeterminato a quelli con contratti atipici, e che eroga un assegno mensile per un massimo di un anno di tempo e che diminuisce del 15% ogni sei mesi, responsabilizzando sensibilmente chi è rimasto senza lavoro che viene così obbligato a trovare un’alternativa senza perdere la dignità che la mancanza di uno stipendio comporta.

Vedo anche dei primi passi verso la parità tra i sessi: dal divieto alle dimissioni in bianco alla sperimentazione sul congedo di paternità.

Infine la controversa questione dell’articolo 18 e delle nuove norme sul licenziamento. Introdotte tre tipologie di situazioni: in caso di licenziamento discriminatorio il datore di lavoro è obbligato al reintegro anche nelle aziende con meno di 15 persone (cosa che con la legislazione attuale non avviene); nel licenziamento per motivi disciplinari si può ottenere il reintegro o l’indennizzo da 15 a 27 mensilità, indennizzo previsto anche nei licenziamenti per motivi economici.

Esattamente cosa c’è di male in tutto questo? Considerando che i tre operai di Melfi, dopo che il tribunale aveva deciso la loro riassunzione, sono stati invitati dalla Fiat a non presentarsi al lavoro (anche se continueranno regolarmente a ricevere lo stipendio) e che gli operai dell’Esselunga di Pioltello sono stati messi in cassa integrazione nonostante un giudice avesse stabilito il loro reintegro nell’azienda, non è il caso di accettare che la legge attuale sia limitativa e fallace? E poi, se uno viene licenziato e il tribunale stabilisce la riassunzione, quante probabilità ci saranno che l’ambiente lavorativo sia influenzato da questa decisione, che si crei un clima di mobbing verso il lavoratore il quale verrà spinto verso il licenziamento? Un indennizzo in mensilità, in questo senso, mi sembra una soluzione preferibile.

Poi, boh, magari non c’ho capito nulla io.

Giornata di sole.

Il caldo oggi è veramente eccessivo, roba da stare bene anche senza giacca.

La notizia del giorno è l’avvenuta prescrizione del processo Mills che fa sì che l’interessato possa dire che c’è in corso una persecuzione nei suoi confronti da parte dei giudici che cercano di bloccare la sua carriera politica da quando ha deciso di scendere in campo nel 1994 (ma i primi procedimenti contro di lui non iniziano negli anni Ottanta?). Gli permette anche di buttarla sul populismo lasciando intendere che i soldi dei contribuenti spesi per il processo si potevano anche risparmiare vista la sua innocenza (lo dice lui, eh) e non lesina un attacco alla magistratura ideologizzata che, nonostante le premesse, ha portato avanti le accuse.

Da qualunque angolazione la si voglia vedere, ha vinto lui. In qualità di innocente non si prenderà la responsabilità per un crimine non commesso; in qualità di colpevole non sconterà una sola ora di pena. Bella invenzione la prescrizione.

Quello che sembra anacronistico è che dopo cento giorni di governo Monti siamo ripiombati nella rete dell’ex Presidente del Consiglio; improvvisamente siamo tornati ad occuparci di lui, delle sue beghe giudiziarie dai risvolti grotteschi nei quali una delle più alte cariche dello Stato viene accusata di aver corrotto un teste o di aver fatto pressioni alla questura di Milano affinché lasciasse in affidamento una minorenne marocchina all’ex igienista dentale in quanto la ragazza era la nipote del presidente egiziano, altro processo di cui si sentirà parlare molto in questi giorni.

Vedi Cicchitto difendere a spada tratta il capo, Scilipoti candidare Sara Tommasi, neo “esperta di finanza”, ti ricordi che fra poco più di un anno si torna a votare e dovrai scegliere tra questa gente qui e improvvisamente ti auguri che il governo Monti duri ancora di più. Non si può?

Giornata di sole.

A proposito del no di Monti al finanziamento delle Olimpiadi a Roma non potrei essere più d’accordo, non è il momento per sobbarcarsi una spesa simile né da un punto di vista economico (mancano i soldi) né da un punto di vista politico (non puoi chiedere sacrifici al Paese e allo stesso tempo spendere miliardi in un’attività che forse tra qualche anno porterà un ritorno economico, oltre che di prestigio). Piuttosto mi chiedevo come mai non venga proposta la candidatura di una città del sud: se davvero i giochi olimpici portano alla città ospitante sviluppo urbano, nuove infrastrutture, posti di lavoro e prestigio internazionale, quale occasione migliore per un rilancio del Meridione? Poi mi sono ricordato che durante l’emergenza neve a Roma qualcuno ha avuto l’intelligenza di dire che le tasse pagate dal nord per mantenere Roma erano uno spreco e non mi sono fatto più altre domande.

Scaricato una ricetta di Benedetta Parodi. Direi che possiamo anche finirla qui.

Giornata di sole.

Notizie che non mi appassionano neanche morto: il presunto attentato al papa, i dettagli inutili del naufragio della Costa Concordia, il sindaco di Genova che non ha accettato l’esito delle primarie del suo partito, come e dove abbia concepito la figlia Susan Sarandon, Iacchetti che rosica per l’esclusione del figlio da Sanremo, quello che passa per la testa di Giovanardi. In pratica, tutte le notizie di oggi.

Giornata di sole.

Domandone: se il 90% del fabbisogno totale di gas dipende dall’estero perché importare quantitativi così elevati da pochi Paesi – nello specifico circa un terzo dall’Algeria ed oltre un quarto dalla Russia – quando c’è il rischio che, in condizioni di crisi come quella di questi giorni, uno Stato decida di ridurre l’esportazione facendoci correre ai ripari? Non sarebbe più semplice concludere accordi con più Paesi per un quantitativo minore da importare da ciascun partner commerciale?

Domandone numero due: che senso ha avuto il conflitto in Libia se l’importazione di gas dai lidi tripolini è ferma all’11%?

Cover of her album Amore, released in 1982.

Giornata di sole.

Da una settimana, ogni giorno, tutti i notiziari e i quotidiani locali annunciano l’imminente arrivo della neve per il giorno seguente: ancora non si vede niente all’orizzonte (anzi), ma sono convinto convinto che domani sarà la volta buona – ché poi son capace anch’io di fare il meteorologo in questo modo, basta dire che cadranno fiocchi di neve copiosi e, prima o poi, sarà vero.

In attesa in una sala d’aspetto ho sfogliato il numero di dicembre ’11 di una vecchia rivista di fantascienza dal titolo “Di Più”. Nelle prime pagine si parla di un Ministro del governo Monti imparentato con Cetto La Qualunque, di Alessandra Mussolini che ci spiega perché non le piace il governo Monti (spoiler: perché non è stato eletto dal Popolo), di un 23enne deluso dall’Amore che ha deciso di tornare a crederci sul trono di Maria De Filippi. Nelle pagine interne, invece, tutto un proliferare di lettere: Francesco Venditti che risponde alla lettera della settimana precedente di mamma Simona Izzo per dirle che, a 35 anni dal parto, sarebbe anche ora di lasciar crescere il figliolo – che uno poi si chiede: ma telefonarsi sembra brutto? -; Federico Moccia che risponde alle lettere dei lettori, in particolare ad una giovane lettrice che sembra uscita direttamente da uno dei suoi romanzi (19enne, mamma, esce con un 35enne ma lui mi vuole solo per il sesso, che devo fare?); l’ex sessuologo di “Loveline”, Marco Rossi, che risponde (indovina?) alle domande sulla sessualità, seguite da un test dal titolo “Quanto sei creativo a letto? Molto creativo, abbastanza creativo, per niente”. Altri articoli degni di nota: Milena Miconi che, per il suo quarantesimo compleanno, si regala un matrimonio con il padre delle sue due figlie; una ragazza è svenuta durante la visione di “Breaking Dawn” perché non ha retto alla scena troppo violenta del parto e il figlio di Mike Bongiorno si è dato all’imprenditoria: vende insalata.

Venti minuti d’attesa lunghissimi.

Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L’Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale.

Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l’unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l’Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D’Alema è comunista. L’amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione.

La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L’amico Vladimir. L’amico George. L’amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio. Romolo e Remolo.

All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti della democrazia. L’Islam civiltà inferiore. Meno tasse per tutti. Tutta colpa dell’euro. La mafia, poche centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio di Cacciari, le presenterò mia moglie.

Il circuito mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L’amico Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti. L’amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra rovina l’Italia all’estero. L’amico Pompa. Il falso in bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami. Dell’Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto. Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

Ciampi è comunista. Il decreto salva-Rete 4. I poteri forti. La legge Gasparri. L’Economist è comunista. Che ne direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono cambiare mestiere. Bertolaso uomo della Provvidenza. La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino. Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità e Repubblica. Napolitano è comunista.

Giustizia a orologeria. L’amico Minzo. I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me. Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

Il Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo della ricostruzione dell’Aquila. Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes. Il Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille giudici si occupano di me. Agostino, trova una parte ad Antonella: è impazzita, racconta cose in giro. Lodo Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo impedimento. Partito dell’Amore e sinistra dell’odio. Il padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve.

Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi, Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo. Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote di Mubarak. Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si prostituisse.

La rapina Mondadori. L’amico Lavitola. Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile. L’amico Gianpi. Faccio il premier a tempo perso. La maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera. Traditori. Mi dimetto. Sic transit gloria immundi.

Marco Travaglio

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.