
Hey, dico a te, vecchietta che porti il tuo culone a spasso per la città in bicicletta, prova a guardarti attorno, la prossima volta. Prova ad alzare lo sguardo e a voltare la tua nobile testolina di novanta gradi, dall’altra parte della strada. Hai visto? Sì, proprio quella cosa delimitata da due strisce gialle, entrambe fiancheggiate da una fila di alberelli, quella nella quale, ad intermittenza, vi è disegnato un omino le cui terga - oibò, che stranezza! - sono anch’esse delicatamente appoggiate al sellino di una bicicletta, in-cre-di-bi-le! Come dici? Non ti è ben chairo a cosa serva? Non avevo alcun dubbio. Vedi, quel pezzo d’asfalto indebitamente sottratto alla strada, quello che fa sì che, se qualcuno parcheggia in doppia fila, io sia costretto a fare i dieci km/h per evitare di sfiorare lo stronzo della doppia fila e quello che viene in senso opposto, proprio quello, non ci crederai mai, è fatto apposta per ospitare te e il tuo culetto incartapecorito; serve affinché tu non sia d’intralcio alla circolazione delle auto e affinché voi due non veniate trainati sotto le ruote delle macchine di cui sopra.
Quindi, la prossima volta, invece di lamentarti per la mia limitata velocità, perché, si dia il caso, che se voi due pedalate proprio sopra i parcheggi, io non posso levarmi dalle scatole in tempi brevi, prova ad alzare lo sguardo e a voltare la tua nobile testolina di novanta gradi, dall’altra parte della strada. Grazie. Per il momento, vai pure a farti fottere!