Salta la navigazione

Archivi delle etichette: benedetto XVI

Premesso che invitare il Papa all’apertura dell’Anno Accademico è una provocazione di fondo, un errore che sta alla base di tutta la vicenda; dal momento che l’università dovrebbe essere il luogo del trionfo della ragione, lasciare inaugurare l’attività scolastica proprio a colui che ha dichiarato che “le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell’uomo, ma anche - lo vediamo - diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo” se non avvallate dalla presenza di Gesù, “l’unico mediatore della salvezza”, delinea, di per sé, una scelta politica molto netta.

Premesso che, dal canto suo, il Papa avrebbe potuto candidamente ed educatamente rifiutare l’invito; che non fosse la sede più indicata per quel genere di confronto non ci vuole molto a capirlo.

Premesso che dichiarare, come ha fatto il Vaticano, che nei confronti del Papa ci sono state delle “iniziative censorie” è come dire che la Nutella è gialla.

Detto questo, forse la vera sconfitta non è dei laici, come titolano i quotidiani oggi, forse la vera sconfitta è di un papato che ha perso un’altra occasione di confronto, ritirandosi a metà dal gioco.

Il rettore Guarini invita Benedetto XVI alla cerimonia d’apertura; il Papa accetta; un gruppo di professori, sessantasette, della Sapienza critica la scelta di Guarini con una lettera interna in appoggio a quella pubblica di Cini al Manifesto; vengono appoggiati a loro volta da alcuni studenti che occupano il Rettorato; il Papa, prima conferma l’invito, poi l’annulla, “a seguito delle ben note vicende di questi giorni”. Con nostro sommo sollievo, l’intervento verrà comunque pubblicato. Domanda: il Papa ha provato a spiegare le ragioni che l’avevano spinto ad accettare l’invito? No, il Papa dice o si fa a modo mio o niente. Questo è il vero spirito della libertà dell’onestà di pensiero.

Sofri viene ospitato dalla trasmissione di Fazio, Che tempo che fa, e, tra le altre cose, lancia una critica al Papa, che, nel suo Gesù di Nazaret, avrebbe avuto un “piccolo lapsus” causato da “un’eccessiva fretta d’identificare se stesso e qualunque buon credente col buon samaritano”. Bòn, questo è quanto. Il Tg2 delle 13 del giorno dopo la messa in onda dell’intervista - oggi, cioè - confeziona un servizio di 1′35″ di tale Tommaso Ricci, servizio nel quale si critica - udite! udite! - Sofri stesso. Il nostro Ricci ci tiene a precisare subito che quel Sofri lì è proprio “l’ex leader di lotta continua, condannato in via definita dalla giustizia italiana come mandante dell’assassino del commissario Calabresi”, sì, proprio lui, “il pontefice laico che sta esemplarmente scontando la sua pena”, osa erigersi ad esperto di dottrina cattolica e a formulare “un’ardita revisione magisteriale, una correzione esegetico-teologica di alcuni passi del libro di Benedetto XVI”. Capito? Non importa cosa si dice, ma chi la dice. Non importa, che so, verificare o meno la fondatezza della critica di Sofri, intervistare un teologo a proposito per trovare conferma o riscontro della tesi - tesi di una frase sola, un record, a suo modo. No, quello che importa è mettere in cattiva luce colui che fa la critica, non vorrai mica credere alle parole di uno così? Uno così non può neanche permettersi di esprimere un’opinione su un libro del Papa, verità assoluta allo stato puro.