Lo scorso 5 marzo una donna, originaria della Costa d’Avorio ma clandestina sul territorio italiano dal momento che le sue due richieste di asilo politico sono state entrambe rifiutate, ha partorito un bimbo al Fatebenefratelli di Napoli.
Poche ore dopo il parto, la polizia di Posillipo ha ricevuto un fax, anonimo ma proveniente dall’ospedale napoletano, nel quale si richiedeva “un urgente interessamento per l’identificazione di una signora di Costa d’Avorio”; uno zelante cittadino ha voluto mettere in pratica la norma contenuta all’interno del “pacchetto sicurezza” che prevede la possibilità per un medico di denunciare un paziente non in regola con i documenti di soggiorno, un clandestino per l’appunto. Peccato che il pacchetto sicurezza sia stato approvato dal Senato, ma non sia ancora diventato una norma effettiva.
La notizia è stata raccontata oggi da Repubblica (in un articolo, a mio avviso, fin troppo patetico, nel senso di “pieno di pathos”) e solo dopo la sua diffusione, ovvero 26 giorni dopo, i medici del Fatebenefratelli, hanno diramato una smentita dichiarando che non c’è stata nessuna denuncia, bensì una richiesta di verifica dell’identità della donna che aveva presentato come unico documento una fotocopia del passaporto. La prima conseguenza della denuncia segnalazione è stato l’allontamento del bimbo dalla madre per dieci giorni, il tempo necessario affinché venisse confermata l’identità della donna. Per dieci giorni il bimbo non è stato dimesso e la madre non se l’è sentita di lasciare l’ospedale senza di lui.
L’aspetto più interessante resta il fatto che la donna, seppur clandestina, era presente in Italia dal 2007, di conseguenza era già in Italia quando è iniziata la gravidanza, ed è stata seguita per tutto il suo iter dal personale medico di un altro ospedale napoletano, il San Paolo, presso il quale avrebbe dovuto partorire inizialmente, ma, la sera in cui sono iniziate le doglie, al San Paolo non c’erano posti disponibili. Il parto al Fatebenefratelli è stata una pura casualità. Una pura e sfortunata casualità.

