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Archivi delle etichette: google

La svolta moralistica di YouTube non mi scandalizza particolarmente. YouTube fa parte di un’azienda che, come tutti sappiamo, si occupa di ricerche sul web; tale azienda ha fra le impostazioni la cosiddetta SafeSearch che utilizza un sistema di filtraggio di default per le immagini (prova ne è che se ti metti a cercare “Zac Efron nudo col cazzo” non trovi nulla di particolarmente disdicevole) (se invece volessi cercare qualcosa di disdicevole, dovresti volontariamente modificare le impostazioni, per l’appunto). Ora su YouTube il principio è lo stesso: vengono tolti dalle ricerche i video che potrebbero avere anche un vago riferimento sessuale o essere in qualche modo blasfeme. Toh, sai che censura.

E’ una novità non da poco nella politica di gestione dei file del sito, nel senso che prima dell’avvento di Google valeva il principio dell’autoregolamentazione della comunità web: una volta caricato un video esplicito, qualche solerte utente provvedeva alla segnalazione del contenuto, “taggandolo” come inappropriato – lo stesso principio alla base di Wikipedia, se provassi a modificare la voce della ministra Carfagna inserendo due parole a caso, nell’arco di qualche minuto verrebbe corretta – ora, invece, viene deciso dall’alto cosa filtrare. Non che i contenuti “a bollino rosso” spariscano dal sito, eh, semplicemente, bisogna andarseli a cercare in qualche link. In sostanza, quelli di Google non fanno sparire i video che probabilmente richiamano un maggior numero di visitatori, ma si parano il sedere per evitare di essere bollati come “non adatti ai minori”.

Ci sono alcune cose riguardo la rete che sono fuori dalla mia comprensione e che, credo, neanche un’anima pia disposta a spiegarmele riuscirebbe a mettermele in testa.

Una di queste è il funzionamento di Google. O meglio, il modo in base al quale Google decide di stilare la graduatoria dei link. Esempio, se cerco Alba Parietti (che, ultimamente, si è trasformata nella mia password preferita e predefinita, per inciso), perché mi appare prima la pagina di Wikipedia che il sito ufficiale? Quale logica segreta determina il predominio della Wiki sull’ufficialità? Allo stesso modo, se cerco delle immagini sul senso di colpa, perché fa la sua comparsa un lemure? Durante biologia non ero molto attento, ma non mi risulta che l’animale dal buffo naso sia famoso per il suo proverbiale timore di dio, no?

Altra questione sono i termini di ricerca di un blog. Da un paio di mesi, chi arriva qui sta cercando informazioni sulla Muraglia Cinese. All’inizio pensavo che qualche profesoressa avesse commissionato un tema sull’argomento, col tempo mi sono accorto che il numero dei visitatori cinacuriosi non diminuiva, anzi. Non solo è aumentato, ma in alcuni giorni è l’unico referente presente. Il problema è che io scrissi un post proprio un anno fa che aveva sì come argomento i cinesi, era sì presente un’immagine della Muraglia, ma era costituito dalla bellezza di tredici parole. Tre di ci. Il mio ego è sottoterra.

Infine, c’è la questione Twitter. Negli ultimi 15 giorni si sono iscritti agli aggiornamenti del mio profilo ben sei persone (lo so, mi arriva una mail ogni volta che). Per qualcuno potrebbe sembrare un numero irrilevante, per me è esagerato ed incomprensibile, dal momento che, dal giorno della sua creazione, il 9 dicembre 2006, ad oggi, ho inserito due, e dico due, commenti. Come dire, è morto, caput, abbandonato a se stesso nei meandri dei server della California. Allora, cara lettrice e cari lettori, ma che cazzo vi leggete?