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Archivi delle etichette: sanremo 2009

La Zanicchi ha ribadito anche oggi a “Quelli che… il calcio” (anche se non sono sicuro che la trasmissione della Ventura si chiami ancora così) che la sua canzone presentata allo scorso Festivàl di Sanremo, “Ti voglio senza amore”, sia stata eliminata dalla gara a causa del testo e del tabù della sessualità nella terza età: il pubblico non avrebbe apprezzato che una signora di sessantanove anni abbia (ancora) una vita sessuale e che possa cercare un amante per il puro piacere, senza amore, appunto.
La Ventura non si è tirata indietro e si è lanciata in una difesa calorosa riassumibile in un “Noi giovani donne che guardiamo “Sex and the City”, in quale personaggio ci identifichiamo? Ma in Samantha, la porcona!”.

C’è questo atteggiamento – “molto italiano”, direbbe qualcuno -  per cui se uno sbaglia, le colpe sono da ricercare sempre all’esterno.

La Zanicchi non è riuscita a qualificarsi a Sanremo? Colpa del monologo di Benigni che l’ha “offesa da morire non come artista ma come donna” e colpa di Bonolis che ha lasciato che il comico parlasse della cantante e infangasse il suo onore, costringendo così i nipoti della Zanicchi a vergognarsi di lei a scuola.

Ora, se tu ti costruisci una carriera sulla base di canzoni pop, facilmente orecchiabili, che invocano all’amore con la a maiuscola, ai sospiri di una donna fedele, relegata all’angolo del caminetto a far la calza, se scrivi libri che inneggiano a quei sani valori di una volta che ormai non si trovano più, neanche col microscopio, se, per anni, ti sei proposta come la signora che in tv ti aiuta a comprare quei prodotti per la casa e quegli elettrodomestici di cui proprio non puoi fare a meno, non ti puoi aspettare che dall’oggi al domani il tuo pubblico accetti il cambiamento radicale dell’immagine che tu per prima hai scelto di dare di te stessa. E se lo fai, corri un rischio che può andare bene, come può fallire. Sono le regole del gioco: o corri sempre all’interno dei tuoi binari e sei sicura che il pubblico più fidelizzato ti seguirà sempre e comunque (leggi “Al Bano”) o provi a cambiare binario, ben consapevole che avrai un 50% che vada male (o un 50% che vada bene, a seconda del tuo ottimismo). Dunque, se il pubblico non trova credibile questo tuo cambiamento, decide di non seguirti e – a Sanremo – decide di non darti il suo voto, di non spendere un euro per approvarti. La nuova strada che hai intrapreso non piace. Tutto qua.

A questo punto puoi decidere se perdere con stile o no. Nel secondo caso, sentiti pure libera di attaccare Benigni e di cercare in lui un capro espiatorio, lui che ti ha fatto passare per una bagascia, e fatti pure paladina di una campagna a favore del sesso in menopausa, tanto qualcuno/a che stia dalla tua parte lo troverai, stai pur tranquilla. Nel primo caso, invece, trovati un altro paroliere.

Stessa cosa dicasi per la Ventura, eh. Nel momento in cui si è trovata ad “X Factor” a dover scegliere quali dei due suoi pupilli dovesse mandare a casa, non ha avuto di meglio da dire che attaccare Morgan per le strategie che aveva messo in atto a scapito della squadra di Supersimo. Sì, proprio la Ventura che per anni si è fatta portavoce a “Quelli che… il calcio” (o come si chiama ora) della cultutra della sconfitta che in Italia manca e che no, non è accettabile un atteggiamento del genere, bisogna saper crescere anche quando si perde; proprio lei ora attacca il suo diretto avversario accusandolo di giocare sporco, senza porsi eventuali domande sul fatto che lei di musica ne sa quanto ne posso sapere io di giardinaggio.

E che dire di Andrea “Giops” che, dopo essere stato eliminato dal programma musicale di raidue, si difende dicendo che la Ventura faceva delle allusioni pesanti su di lui (“E’ stata mandata a casa della gente che valeva ed è rimasto chi invece non è nemmeno intonato”)? Questo è davvero troppo. No, caro Andrea, non sei andato a casa perché la Ventura ha fatto una crociata contro di te, ma perché hai cantato davvero di merda. E per quattro settimane di fila.

“…vabbuò, jà, trasi!”