Skip navigation

Dunque, questa la cronaca di venerdì e di sabato.

Una bimbetta di dodici anni (alla quale daremo il nome fittizio di Little Red) come tutti i dì esce da scuola e si dirige versa casa della nonna; solo che venerdì decide di fare una tappa intermedia – non si è ben capito se fosse la prassi o se sia capitato solo quel giorno – e di appartarsi nel parchetto con il ragazzo per scambiarsi delle affettuosità non meglio precisate. Fai questo, fai quello, i due non si accorgono dell’arrivo di alcune amiche di lei.

Panico.

La bimbetta ha il terrore che le amiche riferiscano ai genitori di averla vista fare chi sa cosa in quel parco con quel ragazzo che ai loro occhi deve essere sembrato un uomo. Cosa fare allora? Come togliersi dall’impaccio di una situazione del genere? Improvvisamente un’idea balena nella mente della nostra eroina.

Un’idea geniale. Bisogna agire prima delle sue amiche, Little Red deve batterle sul tempo.

A questo punto, la bimbetta, furba come solo si è a dodici anni, mette in scena il suo dramma. Si presenta in lacrime dai genitori e confessa nientemeno di aver subito uno stupro di gruppo; mentre si dirigeva a casa della nonna, è stata accerchiata da cinque giovani marocchini che l’hanno tenuta ferma con la forza e le hanno fatto violenza.

Little Red, nonostante l’angoscia e il terrore, è però riuscita ad osservare bene uno dei magnifici cinque e ne fornisce una descrizione dettagliata a mamma e papà prima, alla polizia poi; in particolare, ricorda che quell’uomo indossava una t-shirt griffata, una Dolce&Gabbana.

Mamma e papà non hanno un attimo di esitazione e corrono a denunciare l’accaduto: nell’arco di poche ore c’è già un fermo, un ragazzo di ventun anni, marocchino o, meglio, maghrebino, come impone il politically correct.

Ad Anzola, piccolo paese nel bolognese, si conoscono un po’ tutti. Chiunque riconosce Mehdi in quel giovane: Mehdi, quello che consegnava pizze, Mehdi figlio di un metalmeccanico giunto in Italia sedici anni fa; nonostante si guardino dicendosi con gli occhi “ma era un così bravo ragazzo…”, tutti i vicini e i compaesani lo attaccano e lo giudicano per quello che è: uno stupratore di bambine. E allora si organizza una fiaccolata contro il mostro e in solidarietà con la bimba, perché non è giusto che vengano in Italia per violentare le nostre bambine e le nostre donne, per spacciare e per lavorare per la criminalità organizzata; per giunta, ora il governo vuole anche diminuire i tempi per ottenere la cittadinanza, così ci sarà un’invasione di massa.

Solo che c’è un però in questa storia.

Il procuratore che si occupa del caso nutre dei seri dubbi, troppe le falle nella vicenda raccontata dalla ragazza. Innanzitutto la violenza non è stata consumata (perché mai cinque uomini intenzionati a violentare una bimba l’avrebbero accerchiata senza approfittarne?). E poi ad Anzola si conoscono tutti; il procuratore considera il maghrebino un “bravo ragazzo”, uno che lavora e che s’impegna per diventare elettricista, perché avrebbe dovuto rovinarsi per una bimbetta? Il procuratore non può scarcerare Mehdi, ma può mettere sotto torchio Little Red.

E Little Red crolla.

Mehdi, dopo una notte in carcere, ora è molto arrabbiato, pretende le scuse ufficiali dalla bimba e dalla famiglia; si presenta solo un’amica di Little Red, chiede scusa in vece sua e sdrammatizza che non è colpa di Little Red, Mehdi si è solo trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e poi non è stata di Little Red l’idea d’indicarlo come colpevole, è stata dei suoi amici.

Mehdi vorrebbe una fiaccolata tutta per lui; in fondo non chiede altro che la riabilitazione del suo nome.

FRANCISCO GOYA: Il 3 maggio 1808 – Olio su tela – 266 x 345 cm – 1814 – Museo del Prado, Madrid

Annunci

2 Comments

  1. Bellissimo resoconto di una vicenda (sur)reale

  2. Si vede che in questi giorni sono in stato di grazia: è la tensione, è la tensione


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: