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“Mamma, ma se siamo morti, dov’è il Limbo?”

“Non credo più nemmeno che esista il Limbo.”

The Others – 2001

Nel 1274 il Concilio di Lione stabilì l’esistenza del Purgatorio, uno “stato di espiazione e pena temporanea, in cui le anime dei giusti pagano il loro debito di pena, prima di essere ammesse al premio della felicità eterna” (Devoto/Oli). Perché fu necessaria tale innovazione nei nostri cieli?

Da un punto di vista prettamente storico-antropologico, le spiegazioni sono molteplici: l’alto tasso di mortalità, la scarsa (per non dire nulla) visibilità nelle ore notturne, la superstizione.

Le persone vivevano principalmente in campagna, prive della corrente elettrica; ogni giorno della settimana ed ogni ora del giorno erano buone per morire, a qualunque età; età che, in ogni caso, difficilmente avrebbe superato i venticinque anni. In un’epoca nella quale era quantomeno complicato arrivare a fine giornata (in senso letterale), iniziò a diffondersi la credenza che le anime dei defunti per morte improvvisa non andassero né all’Inferno né in Paradiso, ma che rimanessero sulla Terra girovagando senza pace e spaventando chiunque incontrassero. Pura superstizione? Forse; naturalmente l’impossibilità di vedere oltre qualche metro di notte, i rumori sospetti e l’impossibilità di associarli ad un determinato evento, l’ignoranza di basilari norme igieniche, devono essere stati fattori non di poco conto.

Di fronte alla diffusa convinzione dell’esistenza di spettri da parte dell’opinione pubblica e della paura della stessa di finire all’Inferno per non aver ricevuto l’estrema unzione, la Chiesa reagì con un’idea geniale: il Purgatorio. Chiunque fosse morto improvvisamente e, soprattutto, fosse stato una persona onesta, chiunque cioè non avesse meritato di marcire all’Inferno ma non avesse ancora guadagnato i numeri per andare in Paradiso, ebbene tutta questa schiera di cari estinti avrebbe avuto la possibilità di guadagnarsi l’uno o l’altro rimanendo temporaneamente in un ambiente neutro. Come guadagnarsi la promozione o il declassamento? Lasciando passare la giusta quantità di tempo e sperando che nell’Al di Qua parenti e amici pregassero per noi, come dire, maggiori preghiere, minor tempo in Purgatorio.

Analogamente, nel XII secolo, il teologo Pietro Lombardo “inventò” il Limbo, lembo di Paradiso nel quale troverebbero riparo le anime dei defunti senza battesimo, quindi intrisi del peccato originale, non colpevoli ma neanche meritevoli della beatificazione.

In questi giorni, riprendendo in mano un processo avviato da Giovanni Paolo II, il Vaticano ha fatto sapere che entro il 2008 il Limbo smetterà definitivamente di esistere, in base al principio secondo il quale tutti i defunti morti prima del sacramento battesimale, per lo più bambini, meritano indistintamente un posto accanto a Dio.

Gli avversari della Chiesa hanno trovato un campo fertile nel quale poter attaccare e le domande imbarazzanti non sono mancate (qui c’è una summa).

Ogni volta che capita una cosa del genere, non posso fare a meno di chiedermi: se davvero è così facile modificare dei dogmi religiosi (che per definizione dovrebbero essere assoluti), che bisogno c’era di far soffrire tanta gente?

Tutte le persone che hanno pregato per i loro bambini finiti prematuramente nel Limbo, hanno perso il loro tempo?

Cosa rimane a coloro che hanno pregato perché finisse l’espiazione della pena dei loro cari?

Consigli per gli acquisti: Paolo Viola, L’Europa moderna. Storia di una identità, Einaudi

EUGèNE DELACROIX: La barca di Dante – 1822 – Olio su tela – 189×242 cm – Museo del Louvre, Parigi

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4 Comments

  1. Non riesco a prendere questa faccenda troppo sul serio. E poi, mi chiedo, gli sfrattati del Limbo che fine faranno? Virgilio potrà finalmente andare in Paradiso?
    Secondo alcune indiscrezioni di ieri Benedetto XVI vorrebbe tornare alla liturgia della messa in latino… Mah!

    Viva te!

  2. Probabilmente non ci sono sfrattati, son sempre stati in gloria di Dio in Paradiso; solo che ora lo “sappiamo” anche noi mortali grazie a Papa-Ratzi…

  3. Allora Dante aveva proprio sbagliato tutto… SIGH! E dire che m’è sempre garbata la Commedia… Vabbé.

    Viva te!

  4. Prendila per quella che è: un’ottima (molto pop, oserei dire) opera di finzione in versi e continua ad apprezzarla


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