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In Italia, oggi, il loro numero è stimato tra i centodieci e i centotrentamila, il 30-35% dei quali di sesso femminile.

In Europa Occidentale e Centrale sono compresi fra i quattrocentoottanta e i settecentosessantamila; in Nord America tra i cinquecentoquarantamila e il milione seicentomila; in Asia Orientale tra i cinquecentosessantamila e il milione ottocentomila; tra il Sud e il Sudest Asiatico sono tra i quattro milioni quattrocentomila e i dieci milioni seicentomila; in Africa Subsahariana vengono quantificati tra i ventitre milioni quattrocentomila e i ventotto milioni quattrocento mila.

Per un totale di circa trentanove milioni quattrocentomila nel mondo (dati 2004).

L’AIDS colpisce ogni giorno circa 11,000 persone, novantacinque su cento provengono dai Paesi poveri, millecinquecento hanno meno di quindici anni.

I primi casi di persone infette dal virus Hiv risalgono al 1981 nella zona subsahariana, dove si pensa abbia avuto origine – forse a causa di un morso o di contatti sessuali con scimmie infette – l’epidemia. Dal 1981 in poi, ci sono stati numerosi cambiamenti, ad iniziare da una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica.

Ancora oggi, di AIDS si muore, anche se il cocktail di farmaci ha notevolmente allungato le aspettative di vita; l’AIDS è una malattia mortale dalla quale, allo stato attuale, non si guarisce e contro la quale non esistono vaccini.

Non guarite nemmeno se deflorate delle vergini.

Solo la prevenzione garantisce l’impossibilità di prendere il virus.

La prevenzione significa esigere l’uso del preservativo.

Significa che, se proprio sei tanto idiota da farti in vena, devi almeno evitare di scambiare le siringhe con i tuoi amichetti.

L’AIDS non è la malattia dei gay e dei tossici (non solo): il 40% dei nuovi contagi avviene attraverso rapporti eterosessuali, la metà attraverso quelli omo o bisessuali, il 35% tramite lo scambio di siringhe infette. Non è per nulla importante che tu sia una verginella alla prima esperienza o un tombeur de femmes: il virus colpisce chiunque. Punto e basta.

Quando ero monello io, i media ci bombardavano di informazioni e di pubblicità progresso sull’argomento (ricordate l’angoscioso spot fine anni ottanta del cerchiolino viola? O quello tra i banchi di scuola?). Anche oggi ci sono pubblicità di preservati e due (!) canali hanno adeguato la programmazione dello scorso primo dicembre al World AIDS Day, ma è sufficiente?

La mia impressione è che voglia passare il messaggio che se non se ne parla, il problema non esiste. Bush propone un’anacronistica astinenza per debellare il virus; i giovani americani sottovalutano i rischi del sesso occasionale; Santa Romana Chiesa ha messo in cantiere uno studio per regolamentare l’uso del profilattico all’interno delle coppie sposate, in ogni modo, il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, tiene a precisare “…che nessuna risposta della Chiesa debba essere tale da favorire il libertinaggio sessuale”; la Lila protesta contro il Tg1 che non trasmette servizi sul W.A.D.; lo stesso sito del Ministero ammette: “il primo complice dell’AIDS è ancora la disinformazione”.

World AIDS Day

Fonti e link:

Ministero della Salute

Sieropositivo.it

Anlaids – Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS

Lila – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS

La foto è di Aquilant

 

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5 Comments

  1. …non resta molto da dire, credo.

  2. Infatti, mi ricordo che nei primi anni ’90 c’era un bombardamento di spot anti-AIDS. Ora non se ne parla più… Mah.

    • gaila54
    • Posted 7 dicembre 2006, giovedì at 13 : 01
    • Permalink

    il dramma è che chi è sensibile al problema tutte queste cose le conosce già, poi ci si va a scontrare con il silenzio di chi avrebbe i mezzi per un’informazione capillare… non resta quindi altro da fare che l’informazione “bocca-orecchio” con le persone con cui siamo più a contatto, specialmente i più giovani che ahimè, spesso tuttoggi nel quasi 2007, sono spesso disinformati o in possesso di dati parziali o sbagliati, forse sarebbe il caso di incentivare più di quanto riesce a fare Contorno viola con i soli suoi mezzi la Peer-Education nelle scuole, visto che sono ancora pochissime quelle che offrono questo servizio rispetto alla media nazionale, considerando che facendo informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili il discorso si allarga anche alle malattie veneree che purtroppo con l’abuso di antibiotici (e il conseguente rafforzamento dei batteri) hanno fatto la loro ricomparsa, o delle varie epatiti, alcune delle quali letali, soprattutto bisognerebbe educare prima le famiglie perchè spesso i genitori non toccano l’argomento sesso con i figli se non per terrorizzarli… e non da ultimo distribuire gratuitamente i preservativi negli ambienti frequentati dai più giovani ed abbassarne comunque il prezzo e renderli più accessibili a tutti.
    Buonagiornata a tutti.

  3. quando la moratti era ministro dell’istruzione ha fatto quanto in suo potere per ostacolare/banalizzare l’informazione sull’aids invitando alla castità, mentre rosa russo iervolino fece ritirare gli opuscoli con le storie di lupo alberto che invitavano all’uso dei contraccettivi. Anni di boicottaggio dell’informazione rivolta ai più giovani hanno creato un sottostrato di ignoranza degno del terzo mondo.

  4. Mi spiace essere ripetitivo, però è la cultura cattolica, così capillare nella nostra società, che impedisce il diffondersi di distributori di preservativi nei bagni delle nostre scuole superiori e fa ritirare gli opuscoli di Lupo Alberto, schifìo.


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