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Mi è tornato il dolore alla schiena.

La gatta ha deciso che, nonostante gli aghi antipiccione, il vaso dell’albero di natale debba essere il suo letto per la notte, perché di giorno non si fa scrupoli a dormire in ogni dove, con particolare attenzione per le mie scarpe in prossimità del termosifone.

Ieri sera ho lasciato la tapparella della sala aperta finché le luci dell’albero sono rimaste accese, volevo illudermi di far morire d’invidia qualcuno che guardasse fuori dalla propria finestra.

Gli u2 a Milano, c’ero anch’io; promemoria: ho fatto bene a non prendere il dvd alla Pa’, il film sì che sarebbe stato un bel regalo, ma non lo editano.

Io sta cosa delle feste comandate proprio non riesco a mandarla giù: perché debbo essere costretto a festeggiare proprio quel giorno? E se non mi andasse? Perché debbo girare mezza città per cercare regali fantasiosi e sentirmi dire “cosa vuoi che ti prenda a natale? Cosa ti serve?”.

Ecco, io il regalo utile proprio non lo tollero; fammi dono di una camicia che non indosserò mai, di una lampada che verrà divorata dalla bestia, di un portasigarette il giorno dopo che ho smesso di fumare, ma il regalo utile no, echecazzo. Dimostra che un minimo ci tieni, che in un momento della tua vita hai dovuto seriamente pensare a me, a cosa mi piacerebbe, a cosa troverei gradevole.

Eppure, una cosa più triste del regalo utile c’è: regalare soldi.

Secondo promemoria: tra un regalo e l’altro, oggi, compra anche un analgesico.

Ci sono delle parole che mi piacciono per il loro suono, ti riempiono la bocca quando le pronunci; parole come “debbo”, “creolo”, “Joshua”, ti costringono ad articolare per dirle bene.

Ma la trasmissione della Fiorello cazzo c’entra con i blog?

Da tre giorni provo a scrivere una voce per Wikipedia; la scrivo la sera e il mattino dopo mi sembra una ciofeca incomprensibile.

Come ha fatto isadora.wordpress.com a finire tra le mie categorie?

Come disse Crozza che imitava Buttiglione: “Sono filosofo perché sono brutto o sono brutto perché sono filosofo?”

Terzo ed ultimo promemoria: se esco di casa con l’intenzione prendere l’autobus, mi debbo fermare ed aspettarlo, funziona così, in genere.

Ttag

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2 Comments

  1. Davvero impressionante questo post!
    Realistico piacevole e sarcastico come si deve…
    E’ un piacere leggerti.

  2. Grazie.
    Non ho ancora finito con i regali, ma ho già iniziato ad andare a cene per distribuirli. Lo stress è doppio, meno nove (almeno)


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