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Riflettevo su di una cosa.

Supponiamo che l’intera umanità smettesse di esistere e che, fra mille anni, la Terra venisse ripopolata da una comunità aliena e che, poniamo il caso, le uniche tracce delle nostra presenza fossero alcuni spartiti musicali, cosa penserebbero gli ufo di questi resti?
Con molta probabilità, crederebbero che le note fossero le lettere dei nostri alfabeti; magari, insigni professori riuscirebbero a tradurre quei segni nel loro linguaggio, giungerebbero alla costruzioni di frasi di senso compiuto; magari le nuove generazioni extraterrestri sarebbero costrette a studiare a memoria pagine e pagine di quei versi antichi, dovrebbero sorbirsi versioni in classe ed interrogazioni a sorpresa; sarebbe un’ironia davvero sottile, talmente sottile che nessuno sarebbe in grado di comprenderla, poiché ne mancherebbero gli strumenti idonei.
Chissà come commenterebbe l’illustre docente le lamette della Rettore?
“Il testo denota esemplificamente il crollo di una società, la quale, attraverso la ricercata metafora della lacerazione del vaso sanguigno, cerca (o, almeno, tenta di cercare) la fuoriuscita di una rigenerata linfa vitale…”
E lo spanizzo studente di Civiltà Antiche cosa penserebbe del buon vecchio Frank?
“Du’ palle!”
La pappa col pomodoro diventerebbe una misteriosa divinità creatrice? E ymca il rito propiziatorio che apre le porte all’anno nuovo?

Buon 2007 a tutti, che sia pieno di musica, cominciando da un classico.

Ttag

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6 Comments

  1. Grazie… tanti auguri anche a te 😀
    CIAO!!!

  2. A un certo punto pensavo che volessi paragonare le note musicali ai geroglifici, mettendo in discussione la stele di rosetta.
    Tornando alla tua riflessione, la rima affetta-lametta magari diventerà un luogo comune come cuore-amore.

  3. Implicitamente l’idea era quella…
    Mille volte meglio affetta-lametta di cuore-amore, adesso apro una petizione per sostituire le due rime in ogni canzone, a partire da quelle di Ferro!

  4. Bel ragionamento il tuo, anche io ho pensato ai geroglifici. 😀

  5. Se poi uno ci pensa, alla fine, il greco o il latino che si studiano a scuola non sono le lingue originali, ma le interpretazioni che la nostra cultura ha fatto di quelle lingue

  6. Io ho come l’impressione che gli alieni ci osservino già da tempo, comunque bella riflessione!
    Buona giornata.


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