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Nonostante il sacrilegio compiuto nei confronti di Pippo Baudo dal Tg1 di ieri sera (il video è qui), i problemi di Raiuno di questi giorni sono ben altri.

Come mesi fa, nell’occhio del ciclone c’è ancora lui, il nonno per antonomasia, Lino Banfi, e, sempre come mesi fa, il motivo del contendere riguarda la rappresentazione di una coppia omosessuale in una fiction.

“Non vorrei che la televisione ritenesse opportuno proporci spettacoli e talk show in cui l’unico grande assente è la famiglia della normalità. C’è il rischio che d’ora in poi gli unici discriminati saranno i single.” (Paola Binetti, Margherita)

“E’ un meccanismo strumentale, che parla di questioni delicate con un linguaggio normalizzante, strizzando l’occhio alla nuova dirigenza di centrosinistra Rai.” (Maria Burani Procaccini, Forza Italia)

(citazioni dal Corriere cartaceo di oggi.)

Il motivo che ha fatto accendere gli animi bipartisan è la notizia, uscita in anteprima su “TV Sorrisi e Canzoni”, dell’arrivo, nella popolare fiction, di un nuovo “Medico in famiglia”, tale Oscar, interpretato da Paolo Sassanelli (Paolo chi?); il nostro vestirà i panni di un dottore fidanzato con un pediatra alla Patch Adams, Max (alias Alessandro Bertolucci, Alessandro chi?), il quale ha persino una figlia, Agnese.

“Oscar e Max, ripeto, non vivono insieme. Se hanno degli incontri privati, lo fanno quando a casa Agnese non c’è.”, ha dichiarato Paola Pascolini, autrice del “Medico” e già sceneggiatrice del “Padre delle spose”.

Alla quinta edizione – dopo aver raggiunto l’apice grazie alle peripazie sentimentali (e reali) della Pandolfi, dopo aver mandato in onda le noiose e perbenista vicissitudini della virginale Sikabonij -, la fiction deve osare di più se vuole recuperare spettatori e mettere in cantiere altre serie. Osare di più, senza scordarsi, però, di essere ospitati da Mamma Rai.

Immagino che Oscar e Max (ma perché non Zazà?) non si scambieranno mai un bacio, avranno un tono di voce in falsetto, saranno vestiti alla moda, avranno solo amicizie femminili.

Scommetto che, almeno inizialmente, vivranno la loro relazione in clandestinità, che ci sarà un episodio dedicato all’outing il quale culminerà in una sfuriata da parte del padre di uno dei due (io punto su quello di Max), che nonno Lino dirà qualcosa del genere “e porca puttena, ai miei tempi non c’erano queste cose, ci si vergognava, ma, ai tempi d’oggi, dovete essere fieri di quello che siete, avete la mia benedizione perché sono nonno Libero, bello, vecchio e saggio e non badate alle cattiverie della gente in malafede, mi raccomendo”.

Magari uno dei due medici andrà ad abitare in casa Martini.

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4 Comments

  1. Si è scoperto poi se era un computer o no?
    Mi ricordo una copia gay nella fiction Commesse che andava in onda su Rai1. E comunque come siamo piccini e provinciali in Italia.

  2. Computer? Chi? Cosa? Devo aver perso un passaggio…

  3. Se ti riferisci al gioco di “Domenica in”, pare che fosse il cellulare, almeno così dice qua.

    Ho sbagliato il titolo del post, avrebbe dovuto essere: “…e vissero felici e gai.”

    • RimaSoloalcok
    • Posted 11 luglio 2009, sabato at 3 : 00
    • Permalink

    For a second everything went quiet in the cab, then the driver said, “Look mate, don’t ever do that again. You scared the daylights out of me!”


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