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Ora che finalmente si sono decisi a trovare un accordo sul disegno di legge sulle coppie di fatto, al quale hanno dato il fantasioso nome di DICO (“DIritti COppie”?), mi sento un tantino più orgoglioso di essere Italiano.
Innanzitutto, perché un Paese che difende le proprie minoranze (secondo il Corriere.it, la percentuale di coppie di fatto si aggirava intorno al 3.9 nel 2003) è un Paese che si preoccupa di garantire gli stessi diritti a tutti i suoi cittadini.
In secondo luogo, perché un Paese che lascia ai propri cittadini la possibilità di scegliere tra più opzioni è un Paese con una marcia in più.

Da anni sono contrario al matrimonio come istituzione, perché ho la pretesa, forse infantile, che due persone mature che provano un sentimento profondo, qualora decidano di costruire un futuro insieme, non debbano essere costretti a mettere due firme per poter suggellare qualcosa che tangibile non è. L’amore è un sentimento labile che non garantisce la sua costante presenza, anzi; non credo che la causa dell’aumento dei divorzi registrato negli ultimi anni sia la mancanza di valori, piuttosto il fatto che i matrimoni d’oggi siano basati sull’amore e l’amore oggi c’è, domani chissà (a parte che si potrebbe facilmente obbiettare che fino al ’70 i divorzi non esistevano).

Se oggi Renzo e Lucia volessero trascorrere un pezzo della loro vita insieme, andare ad abitare in una casina tutta per loro, sfornare qualche pargoletto, venirsi incontro reciprocamente (sia da un punto di vista economico che da quello morale), rispettarsi e fare la spesa insieme, perché mai dovrebbero rendere conto alla società delle loro scelte di vita tramite la sottoscrizione di un contratto? Prima di oggi era necessario che Renzo e Lucia si sposassero per vedere garantiti alcuni diritti non proprio secondarii, quali la pensione di reversibilità, l’assistenza sanitaria, il subentro in un contratto d’affitto… Ora basterà un “Dico”.
Non solo. Se oggi Lucia e Lucia possono godere di diritti simili a quelli di Renzo e Lucia è grazie a “Dico”.

Certo, ancora è presto per cantare vittoria, il ddl deve seguire il suo percorso in Parlamento prima di diventare legge e non mancheranno ulteriori battaglie (già mi vedo Ruini che prepara l’elenco di scomuniche, Casini che, pur di sfrantumarsi i maroni, non andrà a firmare con la sua convivente perché è peccato, i preti che si rifiuteranno di benedire case in presenza di “matrimoni di serie b”, SuperClem all’attaco della sua stessa maggioranza…), ma uno spiraglio è stato aperto, e che spiraglio!

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11 Comments

  1. Condivido tutto. Se il ddl sarà portato avanti potremo dirci un paese laico. Non è poco

  2. il fatto è che i laici dovrebbero avere più orgoglio e forza:
    un esempio, mia moglie ed io siamo atei, ed è ateo un buon 60% dei genitori dei compagni dei nostri figli.
    atei di fatto, intendo, non atei militanti.
    ebbene tutti, ma proprio tutti i bambini frequentano la lezione di religione e il catechismo per non farli sentire diversi dagli altri che poi di fatto sono la minoranza…
    e, MEA CULPA, quando mia nipote mi ha chiesto di essere il padrino della sua cresima le ho detto di sì per affetto verso lei e i suoi, pur dovendomi sottoporre all’umiliazione dell’inetrrogatorio del prete che mi chiedeva se credevo veramente e se andavo in chiesa, se avevo tradito mia moglie e se per caso ero un SATANISTA!
    assurdo, umiliante, ridicolo…

  3. Ogni tanto questa tanto ambita libertà ce la fanno respirare, non lamentiamoci.

  4. Emanuele, ora è ancora più in salita.

    Iperio, condivido perferttamente il tuo discorso; noi laici lasciamo correre troppe volte dicendo “tanto non ci crediamo…”, invece dovremmo iniziare a dire una serie di no (dai matrimoni in chiesa ai battesimi, dall’ora di religione – anche se, ben fatta, sarebbe un modo per presentare tutte le religioni ai bambini – alla benedizione della casa, dal crocefisso nelle aule pubbliche al tg1), siamo i nostri peggiori nemici.

    Nonsonounacommessa, non credo che siano lamentele sui Dico, perché dici così?

  5. Anche io mi sento un tantino più orgoglioso di essere italiano. O forse mi vergogno solo un po’ meno, dipende dai punti di vista! 😉

    P.S. Bella l’idea del post sotto!

  6. Del fatto che siamo delusi dalle persone che ci rappresentano e che lo hanno fatto in passato. DICO solo che dovremmo goderci delle piccole vittorie, a volte.

  7. DICO anch’io che è una cosa buona, un primo passo verso la laicità che per una nazione moderna coincide con la civiltà. Vedremo, perché il sedicesimo dei Benedetti a capo dei cattolici non manca di tenerci costantemente informati sulle sue preoccupazioni a questo proposito.

  8. DICO dico che il sedicesimo dovrebbe essere conteto del disegno di legge, considerando che, per vedersi tutelato qualche diritto, bisogna aspettare dai tre ai nove anni;
    DICO dico che, prima di cantar vittoria (forse ho fatto male a stappar champagne in questo momento), bisogna aspettare che passi la legge;
    DICO dico che, se Mastella ha problemi ad uscire, gliela posso tenere aperta io la porta;
    DICO dico (e questa è LA news del giorno che m’inorgoglisce molto) che mio padre 70enne, dopo dieci anni nei quali ho cercato invano di spiegargli che non esiste una religione di stato in Italia e tutta la solfa della libera chiesa in libero stato, ieri è saltato su con questa sorprendente affermazione: “ma come si permettono il papa e quei cardinali lì di interferire nella politica di un altro stato?”.
    Sono commosso al solo ricordo.

  9. 🙂 E’ una grande conquista! Io non sono contraria al matrimionio anche se credo che due persone che si amano possono farlo liberamente anche senza un pezzo di carta in cui ci sia scritto “siete marito e moglie”! Il matrimonio forse è soltanto un modo per condividere con gli altri la propria felicità… e per fare contente le nonne! 😀

    Trovo assolutamente giusto che coppie che optano per una scelta alternativa abbiano gli stessi diritti di quelle sposate. Che siano etero, gay o qualsiasi altra cosa. Siamo tutti uguali a questo mondo, e sarebbe ora di dimostrarlo con gesti concreti! E poi, non si fa riferimento soltanto ad unioni “amorose”, ma anche a legami di amicizia, di solidarietà che a volte sono ancora più intensi è puri. Un inchino al govero che per una volta non mi ha fatto pentire di averlo votato! 😉

  10. Il riconiscimento delle coppie di fatto era nel programma dell’Unione

  11. Infatti, sono contenta che si siano attenuti al programma…


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