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Freedom House è un’organizzazione apolitica no profit che si occupa della libertà di stampa nel mondo. Da poco è stata pubblicata l’edizione relativa all’anno in corso; qui un .pdf con una mappa nella quale le nazioni sono state suddivise in tre categorie: free – verde, partly free – giallo e not free – viola: l’Italia, o meglio, la stampa del nostro Paese è considerata “libera”. Se andiamo a vedere i dati relativi al 2006, però, dal colore verde il Belpaese passa a quello giallo, questo perché, nonostante “la libertà di parola e di stampa fossero costituzionalmente garantite”, tuttavia la libertà dei media era compromessa dal fatto che l’ex Primo Ministro controlasse, all’epoca, il 90% delle televisioni nostrane. Freedom House accenna anche alla legge Gasparri, a quella Frattini, alla vittoria, in tribunale, di Santoro sulla Rai, ed alle ispezioni al Corriere della Sera. Anche il 2005 è giallo: libertà di parola e di stampa costituzionalmente garantite, Berlusconi controlla sei delle sette reti nazionali, la Gruber e l’Annunziata lasciano i loro posti in Rai in segno di protesta, la legge Gasparri viene approvata dopo essere stata rinviata alle Camere nel 2003 dall’allora presidente della Repubblica Ciampi, con questa legge si stabilisce, tra l’altro, che Retequattro debba rimanere “in chiaro” e non finire sul satellite dal gennaio 2004, come era stato invece stabilito dalla Corte Costituzionale nel 2002 per garantire una maggiore concorrenza. Giallo anche il 2004; i due anni precedenti l’Italia era ancora free, anche se nel 2002 si sottolineava l’influenza del premier sia sulle tv nazionali pubbliche sia su quelle private e nel 2003 “in June, RAI canceled a popular television program that had frequently been critical of the prime minister. Several months later, RAI banned an unrelated television episode satirizing Berlusconi. By the end of the year, leading journalists at Corriere della Sera, Italy’s largest daily, warned that a proposed corporate restructuring threatened to undermine the paper’s editorial independence and further diminish media pluralism in the country.”

Qualcuno nutre ancora dei dubbi sull’urgente necessità di una legge sul conflitto d’interesse?

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2 Comments

  1. Siamo tornati verdi, è una gran notizia.

  2. Un po’ borderline, però: siamo al 61 posto ed i gialli iniziano al 75; intanto, accontentiamoci di essere nella stessa barca di Capo Verde, Guyana, Israele e Sao Tome & Principe, che se qualcuno mi spiegasse in quale angolo recondito del mondo si trova, io vivrei più felice…


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