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I motivi per i quali trovo ridicola la manifestazione organizzata per il prossimo sabato, il cosidetto Family Day, sono svariati.

Innanzitutto considero fazioso parlare di “famiglia naturale” in relazione alla situazione uomo e donna sposati e con figli: il matrimonio, come lo consideriamo oggi, non è sempre esistito e non sempre in questa forma (nell’Antica Grecia, per esempio, era considerato “normale” che le ragazzine alla prima mestruazione fossero date in spose ad uomini che spesso avevano il doppio dei loro anni, se non di più; oggi, giustamente, si parlerebbe di pedofilia); inoltre, in natura, il matrimonio non esiste, gli animali si accoppiano e, a seconda della specie, abbandonano il nido coniugale o si occupano dell’allevamento della prole per i primi anni di vita. Solo l’uomo ha inventato l’istituzione matrimoniale e le ha dato un valore spirituale e sociale.

Fazioso è anche il voler sostenere che la famiglia formata da due persone dello stesso sesso non sia “naturale”: sempre in natura esistono pinguini omosessuali e lucertole transgender.

Se prendiamo in esame il manifesto del Family Day si trovano delle frasi molto opinabili.

Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa.

L’autore del testo sembra voler sottolineare come la capacità di educare i figli secondo regole civili, morali e religiose, sia una prerogativa di genitori legati da un matrimonio e basterebbe citare, a questo proposito, tutta la popolazione di un carcere di una qualsiasi città italiana per screditare tale affermazione: i carcerati non sono forse dei figli (nel 99% di genitori regolarmente sposati) che hanno deliberatamente deciso di non seguire regole civili, morali e religiose pur di conseguire i propri obbiettivi? Devono essere colpevolizzati i genitori delle scelte scapestrate dei figli? Assolutamente no, altrimenti dovremmo mettere sotto processo quelle mamme e quei papà che non sono stati in grado d’insegnare ai loro figli cosa è giusto e cosa non lo è, cosa è civilmente, moralmente e religiosamente accettabile.

A proposito delle coppie di fatto, si legge:

Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale.

Ma anche il matrimonio non ha forse un “profilo essenzialmente privato”? A parte il riconoscimento, attraverso il valore legale di un apposito contratto, lo Stato non interviene nella vita coniugale, non stabilisce quanti figli una coppia deve mettere al mondo o quale forma di educazione debba essere data loro, non sceglie la formazione scolastica dei bambini, non decide se la moglie debba fare la casalinga o meno, non impone un determinato lavoro alla coppia.
Riemerge il classico preconcetto legato alle coppie di fatto secondo il quale sarebbe una forma di unione che non impone responsabilità, che lascia assoluta libertà alle due parti, ma, se una persona vorrebbe mantenere un’assoluta libertà, perché mai dovrebbe decidere di andare ad abitare con un’altra persona? Perché condividere gioie e dolori, personali ed economici, se non si desiderasse costruire un qualcosa insieme?

Qualora venisse approvata una legislazione sulle unioni di fatto, cos’avrebbe da temere una buona coppia cattolica? Se Adamo ed Eva non riconoscessero se stessi e le loro idee in un Dico, qualcuno li obbligherebbe a sottoscriverlo? Non avrebbero nulla da temere, potrebbero rimanere fedeli alle loro scelte e seguire il loro cammino. Ci sono tante leggi che non riguardano direttamente i due sposi, eppure continuano a vivere in assoluta tranquilità, senza scendere in piazza a manifestare.

Inoltre, la famiglia “tradizionale” non si sgretolerebbe se fossero riconosciuti alcuni diritti agli omosessuali: che ci siano o non ci siano tutele giuridiche, le coppie gay esisterebbero (ed esistono) lo stesso, se vogliamo essere provocatoriamente precisi, sono già un attacco alla salvaguardia della specie umana; il non voler riconoscere loro dei diritti di fronte alla legge è solo un modo virulento ed ipocrita di negare la loro esistenza.

Personalmente, sto pensando di recarmi a Roma per il concomitante Orgoglio Laico, ma devo vedere se riesco a liberarmi da altri impegni (se qualcuno fosse interessato, si faccia avanti ché mi libero più volentieri), di sicuro, alle nove e mezza dell’undici, accenderò un cero sul davanzale.

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3 Comments

  1. non sopporto più l’ossessivo potere vaticano sulla politica italiana…

  2. Io trovo sciocco il family day per un motivo di ordine pratico.
    La famiglia tradizionale non esiste quasi più, è una specie in via d’estinzione in Italia, in altri paesi, anche europei, è già estinta.
    Come vedono, i sostenitori della famiglia tradizionale, le famiglie formate da partner entrambi divorziati, che nella nuova unione hanno nuovi figli? I figli che hanno avuto nelle precedenti relazioni non posso considerarsi educati secondo criteri civili, religiosi, morali?
    Sempre più si va verso una società in cui l’unione fra persone non è comandata da vincoli, le convivenze, anche a lungo termine, senza la prospettiva del matrimonio, oramai sono una realtà affermata in tutta la società italiana.
    Se poi guardassimo oltre i nostri confini, ci accorgeremmo che c’è poco da discutere.
    Questo, se vogliamo metterlo sul sociologico.

    l’abominio è poi avere la presunzione di tacciare come innaturali, rapporti e persone che non assomigliano al proprio.

  3. E’ vero, il mondo sta andando in direzioni più diversificate e “sulla carta” si discute quale sia il modello di famiglia normale.


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