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In principio erano le diapositive.

E tu tremavi vedendo quell’amico di famiglia che si presentava a casa tua con il proiettore sottobraccio e ti chiedevi come facesse a non essere soggetto ad ernia e già sapevi che avresti dovuto arrampicarti sopra il divano per togliere il quadro più grande di tutta la casa ché la mamma aveva l’horror vacui e doveva riempire le pareti di ogni sorta d’immagine, altrimenti le sarebbe venuta l’ansia cronica e non volevi essere tu la causa delle malattie di tua madre. Così, mentre ti arrampicavi sulla spalliera ché eri “quello più leggero di tutti” e stavi in equilibrio con una gamba sola perché non c’era posto dove mettere entrambi i piedi, allungavi le braccia per cercare di alzare il quadro senza farlo cadere, senza far cadere il chiodo che lo reggeva e, soprattutto, senza lasciarti cadere all’indietro.
“Che vergogna! Che sporco lì dietro!”, era il commento classico di tua madre.
Poi, il proiettore s’insediava al centro della tavola ed iniziava la tortura.

Dopo due lunghi interminabili minuti di spiegazioni assolutamente inutili, maturavi la decisione di andare in bagno e di restarci per un bel po’ (“sai com’è, alla natura non si comanda”): nella migliore dell’ipotesi, al tuo ritorno, la tortura sarebbe già finita, nella peggiore, l’amico di famiglia avrebbe sospeso la proiezione “per aspettarti”. Sorriso di circostanza. Tiratissimo.

Papà sì, invece, che era uno furbo. Non aspettava neanche due minuti, si alzava ed andava in cucina, “Vado a fumare di là, così il fumo non vi disturba”. Papà aveva capito tutto, già d’allora.

Dopo altri due interminabili minuti, l’unica cosa che riusciva a mantenerti sveglio era una zanzara che si muoveva in senso circolare intorno alla lampadina e ti chiedevi se quell’essere infinitamente più piccolo di te fosse in grado di divorarsi la parete e trascinare nel suo stomaco quei luoghi e quelle persone che avevi avuto la fortuna di non conoscere. Mai. Ma così non era. Mai.

Poi i tempi sono cambiati, il mondo è cambiato. Dalle diapositive si è passato al cd-rom, dal cd-rom a Flickr.
“Ho messo le mie foto sul sito, ti dò l’indirizzo.”
“Va bene, ma aspetta che prendo carta e penna… Dimmi… Come dici? P o T? Puoi ripetere?… Ok, te lo ripeto, dimmi se è giusto…”

Ovviamente, ti sei guardato bene dall’esserti alzato, non hai mai preso carta e penna, non hai mai scritto l’url corretto.

Gran bella invenzione la tecnologia.

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