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Mi sembra giusto, perché, se la legislazione sulle coppie di fatto fosse andata in porto, avrebbe finito col tutelare solo gli omosessuali ed in un Paese civile come il nostro non si vuole e non si deve permettere che questo accada, quegli invertiti debbono rimanere nascosti nell’ombra a fare le loro sozzerie, ché, se anche solo provassero a scambiarsi effusioni vicino al Colosseo, verrebbero subito denunciati per atti osceni in luogo pubblico. Paese civile, il nostro.

Così accade che una donna di cinquant’anni sia morta nel 2002, stroncata da un tumore. La donna – di origine slava, hanno tenuto a sottolineare i media – conviveva da 15 anni con un uomo a Milano. More uxorio.
Un giorno, l’uomo decide di chiamare l’ambulanza perché la donna è allo stremo delle forze. Gli operatori del 118 arrivano e trovano una scena devastante: la donna è al limite, le sue condizioni di salute sono pessime, l’igiene un vago ricordo. Morirà poco dopo.
L’uomo viene accusato di aver trascurato la donna e di abbandono di persona incapace. Non si sarebbe accorto della gravità della malattia della donna, non l’avrebbe assistita somministrandole la dose di farmaci che le avrebbero permesso, se non una guarigione completa, almeno un’agonia meno straziante. Non si sarebbe nemmeno accorto che, a causa del cancro, la donna era arrivata a pesare 30 chili.
I parenti di lei hanno fatto causa a lui e la I sezione della Corte d’Assise di Milano ha stabilito che no, l’uomo non aveva nessuno dovere morale nei confronti della donna, tantomeno di aiutarla ad affrontare la malattia, non prendiamo nemmeno in considerazione l’idea della somministrazione di farmaci; questo perché i due non erano uniti dal sacro vincolo del matrimonio, erano conviventi ed il “rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è privo di rilevanza penale”. Paese civile, il nostro.

Sì, un eventuale Dico non avrebbe fornito garanzie alla donna ed i suoi familiari si sarebbero trovati comunque con un pugno di mosche in mano.
E poi, i Dico erano un affaire per omosessuali, non avrebbe riguardato minimamente le coppie eterosessuali.

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4 Comments

  1. I DICO prevedevano un diritto d’assistenza, non un obbligo.

    Se poi dopo 15 anni non ti sorge neppure l’obbligo morale di assistenza allora i DICO servono a ben poco.

  2. Il diritto di assistenza dovrebbe scattare anche con il gatto del vicino di casa se ti viene affidato. La natura umana continua a sorprendermi e non sono sicura che sia un bene.

  3. 😦 DICO a parte…trovo spaventoso che dopo tanti anni trascorsi insieme si possa restare impassibili davanti alla propria compagna che muore agonizzante di cancro.

    • netstar
    • Posted 2 agosto 2007, giovedì at 16 : 05
    • Permalink

    mah, disumano il tipo…


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