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Blog Day 2007

Per il secondo anno consecutivo ci troviamo qui a festeggiare il BlogDay, ovvero il giorno in cui vengono segnalati ai propri lettori cinque blog, preferibilmente diversi dal nostro per pensiero e cultura, ma anche no. Personalmente preferisco l’analogia. Perché proprio oggi?, si chiederanno i più attenti di voi; perché, nella mente degli autori della solenne festività, la parola Blog può essere scritta con i numeri 3108 …just a little bit of imagination.

Cinque le fasi, chiare e semplici:

  1. La ricerca. Leggi molti siti e segnati quelli più interessanti, cercando di non fare come me che l’anno scorso mi sono ridotto all’ultimo minuto a segnalare blog che seguivo già da un po’ ché mi sapeva fatica spulciare in rete.
  2. Gli avvisi. Manda ai fantastici cinque altrettante mail per avvisarli della tua segnalazione ché l’educazione, si sa, fa sempre la sua porca figura.
  3. Il post. Scrivi un articolo di presentazione dei cinque, ricordandoti d’inserire i loro link ed una breve descrizione dei blog in questione.
  4. La pubblicazione. Metti on line il BlogDay Post, il 31 di agosto.
  5. La community. Nel suddetto post, inserisci il tag di Technorati (questo qua) e il link al sito organizzatore (questo).

Al posto della breve descrizione, preferisco mettere direttamente alcune citazioni dei blog in questione. Ecco la lista.

“Ogni volta che ritorno dall’estero ho come la sensazione che sia l’Italia a non volermi qui.
Un ronzio fastidioso nell’orecchio.
Un ritorno in cuffia…
Ecco cos’è: è la gente che mi passa vicino e dice solo stronzate ed il peggio è che le dice a voce alta.”

“Il nostro è diventato un paese dove la responsabilità è scomparsa. Sbagliare non è previsto: si fanno delle cose che secondo alcuni non si sarebbero dovute fare, certo, ma proprio errore errore di sbaglio che uno può dire con certezza quella volta ho sbagliato…be’…insomma…naaa. E non è il caso di prendersi carico dell’errore e delle conseguenze: si rischia di tirarsi la zappa sui piedi, prematuramente! Chi mi dice che si trattava di errore vero e non illusorio, momentaneo, fallace, piccola svista nell’occhio di chi giudica? (E chi giudica il giudice?) Guarda meglio. Poi alla fine non aveva tutti i torti, bisogna capire il perché e il percome, e c’è tutto un contesto intorno che non ti dico, amico caro, e quelli che allagano la scuola in fondo, e poi comunque io sai cosa?, io vado al TAR del Lazio…”

“E se adesso spunta fuori uno ancora più populista di lui, e presenta una proposta di legge per vietare che chi è stato condannato in via definitiva possa presentare proposte di legge, facciamo un altro Vaffanculo Day più ganzo del suo?”

“Se sarai intervistata al telefono in diretta radio dalle 11.30 alle 11.50, in quei 20 minuti il campanello della porta suonerà 4 volte e chi aprirà farà entrare nella stanza (odio gli open space) dove tu stai parlando in diretta radio:

-Una vecchietta sconosciuta che urla: Abita qui la signora Vallarino?
-La colf che urla: Ho dimenticato le chiavi!
-Il postino che urla: Raccomandata!
-Il muratore che urla: Ho bisogno di una calza di nylon della signora per filtrare la vernice!

(Ovviamente dalle 11.51 il campanello della porta resterà muto per sempre).”

“E’ che mi piaci come il primo giorno. Anch’io, vero?”.

“No, tu un po’ meno”.

“Oh, be’, anche tu a dire il vero, alla fine sei sempre il solito film, visto e rivisto”.

“Me ne ricorderò”.

“Ti voglio bene lo stesso”.

“Io un po’ meno”.

“Dici così perché sei famosa, ricordati che è successo tutto grazie a me, prima eri una morta di fame con le pezze al culo a vivevi in un appartamento devastato dall’umidità”.

“Ma cosa dici, falla finita con questa storia dell’umidità e delle pezze al culo, io sono sempre stata felice”.

“Ma non quanto lo sei ora accanto a quest’omino”.

“Quale omino?”.

“Io”.

“Ah, l’omino pelato”.

Per l’occasione ho aggiornato il blogroll, seguendo le preziose istruzioni per l’uso di Culodritto ed ho reso pubblica la pagina dei link su Bloglines. E scusate se è poco.

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3 Comments

  1. Grazie! :-)*

  2. Visto? Era facile, no? 😉

  3. Mitì, Prego.

    CuloDritto, facile, c’ho solo messo un mese di tempo! 😉


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