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E’ che ho una visione un po’ troppo idealizzata delle cose. Di certe cose. Più che “idealizzata”, “romantica” sarebbe il termine esatto. “Romantica” nel senso di “che è proprio del Romanticismo”. Presente il vecchio Jacopo che preferiva uccidersi piuttosto che scendere a patti con il mondo nel quale viveva? “Il sacrificio della patria nostra è consumato”, ma vaffanculo, và. Quindi, succede che, quando un pensionato a bordo del suo fiorino color panna prende una curva un po’ troppo stretta, arrivando sparato dal senso di marcia opposto al mio e sfiorando di appena qualche millimetro lo specchietto sinistro della mia Punto – e solo perché io ho avuto la prontezza di riflessi di farmi piccolo piccolo, spostandomi il più possibile a destra della carreggiata – dunque, quando succede tutto questo, io, a mente fredda, il che significa più o meno ventiquattr’ore dopo, penso, “ma come? non avrei dovuto vedere tutta la mia vita scorrermi davanti nell’arco di pochi istanti? non avrei dovuto distinguere chiaramente le scelte sbagliate da quelle corrette? non avrei dovuto preoccuparmi del fatto di aver vissuto così poco?”. Ché uno che ha avuto un incidente (quasi) mortale, a causa del quale è rimasto in coma per due giorni, e, in seguito al quale, ha cambiato radicalmente il suo stile di vita, dal giorno alla notte, come si suol dire – e lui solo sa quanto l’ha cambiato – io lo conosciuto e posso affermare che simili persone non sono solo soggetti di copioni hollywoodiani. Mi sarei aspettato quantomeno un chiarimento esistenziale, quindi, dal (quasi) incidente dell’altro giorno, invece niente. Nothing. Rien. Coisa nenhuma. Nada de nada. “Un angelo ti ha preso per i capelli”, avrebbe detto mia nonna; beata lei, che almeno riusciva a credere in queste cose. Io credo, invece, di aver sottovalutato un po’ troppo il mio istinto di sopravvivenza, in tutti questi anni. Ho semplicemente agito senza pensare. Cosa ci sia di semplice in tali meccanismi mentali, a dire il vero, non saprei dirlo, fattostà che quando mi sono accorto che il fiorino stava prendeno la curva di Vicolo de le Puttane un po’ troppo stretta, proprio mentre io mi trovavo nella suddetta curva, ho istintivamente spostato il volante a destra, sfiorando con la ruota il marciapiede; il poco sveglio pensionato deve aver fatto lo stesso, dal canto suo, altrimenti ora non sarei qua a scrivere un post su di un fiorino e su quello stronzo che lo guidava in Vicolo de le Puttane. Domanda (retorica): si è fermato lui a vedere come stavo o a chiedermi scusa? Forse, non se n’è neanche accorto, cosa alla quale non credo nemmeno io stesso, considerando che sono riuscito a guardarlo in faccia e a trasmettergli tutto il mio disprezzo. Mi sono fermato io, invece. A pensare, “ed il flashback di tutta la mia vita?”, dopo, prima, “cazzo che stronzo”.

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One Comment

  1. Dicesi “Vicolo de le Puttane”, strada di piccole dimensioni, spesso adiacente a centri commerciali, che a certe ore del giorno e, soprattutto, della notte, si riempe della presenza di disinibite e poco vestite signorine – ma anche no, all’insegna di una caccia al tesoro dallo sfondo sessuale – pronte a prestare la propria vagina al maiale di turno, in cambio di qualche decina di euro.

    Non sono sicuro che “fattostà” sia italiano corrente.

    Sono invece consapevole del brutto titolo del post. “Coisa nenhuma”, avrei dovuto intitolarlo.

    L’autocommento è il nuovo trend della stagione autunno/inverno. Provare per credere.


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