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La politica irrompe nella saga e prende posizione contro la pena di morte. Ne Harry Potter e il prigioniero di Azkaban per ben due volte l’esecuzione capitale si dimostrerà una scelta sbagliata, sommaria ed ingiusta.

L’Ippogrifo di Hagrid deve essere soppresso, sentenzia il Ministero della Magia, a causa del suo comportamento violento nei confronti del giovane Malfoy – anche se era stato quest’ultimo a stuzzicare l’animale facendo sì che si scatenasse la sua reazione violenta, ma avere un padre nei piani alti permette l’apertura di molte porte. L’animale viene giustiziato, ma, grazie alla GiraTempo di Hermione, un viaggio nel passato della ragazza con Harry cambierà le sorti di Fierobecco, l’Ippogrifo, e di tutti gli altri personaggi, Harry in primis. Harry che si vede alle prese con una scelta difficile: assecondare o meno il suo desiderio di vendetta nei confronti di Black. Nell’arco del romanzo, infatti, il maghetto scoprirà che il motivo per cui Sirius Black era stato incarcerato ad Azkaban è legato alla vicenda personale e familiare di Harry stesso: Black, un tempo amico e confindente dei signori Potter, avrebbe tradito la loro fiducia consegnandoli letteralmente a Voldemort. Nel momento in cui Harry si troverà faccia a faccia con il fuggiasco, in un emozionantissimo ed imprevedibile capitolo 17, esiterà più di una volta prima di fidarsi di Black e prima di non cedere al fascino di un agoniato autogiustizionalismo; scelte che si riveleranno più che felici, vista l’innocenza dell’uomo. La Rowling ci dice, insomma, che un libro non si giudica dalla copertina (non perché ti chiami Black devi essere per forza malvagio) e introduce ai suoi giovani lettori temi più delicati, più “da grandi”, considerando che la loro età anagrafica cresce assieme a quella di Harry Potter stesso.

Leggendo, infine, mi è successa una cosa un po’ particolare: ho realizzato che, se lo incontrassi nella vita di tutti i giorni, io, quel Ron lì, proprio non lo sopporterei.

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2 Comments

  1. Ecco, è esattamente il genere di argomentazioni da sostenere nel Palazzo di vetro la prossima volta che l’argomento sarà all’ordine del giorno.
    Ron è insopportabile, vero.

  2. Hai già il calendario ché mi tengo libero?


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