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Si chiama Tang Wei, ha 28 anni e, se l’immagine è tutto, lei non esiste.
Almeno non in Cina.

Di professione attrice, deve il suo successo all’ultimo film di quel Ang Lee che, con I segreti di Brokeback Mountain, è riuscito a vincere tutto quello che umanamente poteva intascarsi (Leone d’Oro a Venezia, quattro Golden Globes, tre Oscar, solo per citare alcuni premi). Nell’ultimo film, dal titolo esplicativo di Lust, Caution (italianizzato in Lussuria – Seduzione e tradimento), vincitore anch’esso di un Leone d’Oro, la nostra Tang (s)veste i panni di Wong Chia Chi, una studentessa/spia nella Cina di fine anni Trenta disposta ad usare tutte le sue armi pur di perorare la sua causa. E che fosse di facili costumi – Wong Chia Chi, non Tang Wei, naturalmente – se ne era accorta la censura cinese che già a settembre aveva deciso che la pellicola sarebbe uscita privata di ben trenta minuti per permettere la visione “ad un pubblico più ampio”, questa la motivazione principale. La notizia di questi giorni riguarda direttamente l’attrice. La Sarft, l’organo responsabile della censura radiotelevisiva in Cina, ha deciso di bandirne la presenza dalle televisioni e, con lei, è scomparso anche il trailer del film di Lee, in un circolo vizioso nel quale non si capisce quale sia l’obbiettivo principale della sciabola censoria, se l’attrice o il film da lei interpretato. Per la casalinga di Voghera*, Tang Wei ha smesso di esistere.

*Pechino, Cina.

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