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Volevo scrivere un post sul Presidente del Consiglio, su come qualche mese fa aveva promosso un decreto legge che prevedeva, tra le altre cose, l’aumento del 100% dell’iva della pay-tv e di come, oggi, lo stesso Presidente del Consiglio, nonché proprietario di Mediaset, quindi diretto concorrente della Sky di Murdoch, mandi in onda sulle sue reti (generaliste e non) uno spot nel quale si vanta di come l’aumento, entrato in vigore lo scorso primo gennaio, non peserà sulle tasche dei telespettatori o sulla qualità dell’offerta del servizio sul digitale terrestre. Poi, mentre, cercavo lo spot su YouTube, ho trovato questo con annesse queste informazioni:

In questo spot l’azienda televisiva si vanta di non scaricare l’adeguamento dell’Iva dal 10% al 20% sugli abbonamenti dei proprii clienti, a differenza di quanto è stato annunciato da Sky Italia nei mesi scorsi. Veramente un bel gesto, peccato che sul decreto 185/2008 (per gli amici “anticrisi”) sia scritto all’art 31 comma 1 che: “A decorrere dal 1 gennaio 2009 il n. 123-ter della Tabella A, Parte terza, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e’ soppresso.”. A questo punto il bravo cittadino si va a leggere il D.P.R. in questione, e può trovare chiaramente scritto che tra i beni e servizi che erano soggetti all’Iva al 10% c’erano i “canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma
codificata, nonché alla diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in
forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite”…VIA CAVO O VIA SATELLITE!!! Appunto, Mediaset non trasmette con queste 2 tecnologie, bensì con quella digitale terrestre, settore per il quale l’Iva è sempre stata al 20%… Quindi, non solo il decreto 185/2008 danneggia il concorrente Sky, ma serve anche a Mediaset per farsi bella gli occhi dei proprii abbonati… Classico esempio di legge “ad aziendam”.

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