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C’è un tipo di malafede che si basa sull’ignoranza, da essa trae tutto il suo becero nutrimento.

Il caso più lampante – quello di un professore che dice ad un suo alunno: “sei ignorante nella mia materia, nel senso che ne ignori il contenuto” – contiene tutta la malafede e la vigliaccheria di chi lo fa suo. E’ vero che, in senso etimologico, la parola “ignorare” derivi dal verbo latino “ignoro” (“non so”, “non conosco”), ma è anche vero che il termine “ignorante” indichi un’altra cosa, piuttosto offensiva e che vuole essere denigrante verso coloro ai quali viene rivolta. “Non solo voglio attaccarti attraverso le mie parole, ma voglio che tu ti senta inadeguato culturalmente, dal momento che pensi di conoscere il significato delle espressioni che comunemente utilizzi, quando in realtà non ne sai nulla; prova a controllarne l’etimologia e mi darai ragione.” Il che è una cosa piuttosto volgare e fine a se stessa. L’italiano, a differenza del latino, non è una lingua morta e il termine “ignorante” si è allontanato dal suo significato originale.

Allo stesso modo, la parola “ipocrita” deriva dal greco “hypokrités”, ovvero “colui che risponde” (al coro) o “colui che imita”; con questa parola s’identificava infatti un attore. Oggi, nel 2009, nessun italiano si sognerebbe di scegliere “ipocrita” come sinonimo di “attore”, perché la storia della parola ha avuto il suo corso e non identifica più quella roba là e se dici che Brad Pitt è un ipocrita, non designi la professione dell’uomo Brad Pitt, ma dai un giudizio morale all’attore di cui sopra (che poi alcuni attori possano essere anche dei grandissimi ipocriti è un altro discorso).

Se un sedicente cantante scrive un pezzo sull’omosessualità che contempla una strofa del tipo “sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte/mi vergognavo e le cercavo di nascosto/c’era chi mi diceva “è naturale”/io studiavo Freud, non la pensava uguale”, si riferisce al fatto che il padre della psicoanalisi inserisse la categoria degli omosessuali all’interno delle aberrazioni sessuali, definendoli “invertiti” o “pervertiti”. Il che, a ben pensarci, è una frase ad effetto piuttosto funzionante (“Vedi? Non racconto delle balle, ho dalla mia anche colui che ha messo le basi della terapia psicoanalitica, tuttora praticata”), proprio come può essere ad effetto tirare fuori il significato etimologico della parola “ignorante”. Quello che si omette di dire è che Freud pubblicò i suoi “Tre saggi sulla teoria sessuale” nel 1905, che da allora né è passata di acqua sotto i ponti, che nel frattempo l’OMS ha smesso di considerare l’omosessualità come una malattia, classificandola come una variante naturale del comportamento umano.

L’ignoranza che genera malafede che genera ignoranza.

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