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Questo video è stato commissionato dal Ministero dell’Educazione e della Scienza della Repubblica della Macedonia. Lo scopo ufficiale di questa e di altre pubblicità progresso simili è quello di promuovere l’alfabetizzazione (lo slogan Il sapere è potere, in questo senso, è piuttosto didascalico) e la sapienza passa anche attraverso la conoscenza della religione, sembrano suggerire le immagini.

Da un punto di vista comunicativo, il video risulta piuttosto convincente, complimenti agli autori che hanno saputo fare leva sui sentimenti di rivalsa di ogni studente che, almeno una volta nella sua carriera scolastica, sogna di salire sul banco e di dimostrare al suo professore che è solo un incompetente. E lo studentello in questione, non solo lascia senza parole un vecchio insegnante che vede vacillare i propri dogmi enunciati con sufficienza spocchia da risultare antipatico a qualunque spettatore, ma viene legittimato nel suo pensiero attraverso il Genio del secolo scorso per eccellenza; “Il male è l’assenza di dio”, disse un giovane Einstein ad un professore universitario (ma siamo poi davvero sicuri?). Verso chi, dunque, viene suscitata la simpatia dello spettatore? Verso l’alunno e, di conseguenza, verso le sue parole. Empatia riuscita.

Da un punto di vista dei contenuti avrei qualcosa da ridire. E cioè che è quantomeno disonesto mettere sullo stesso piano freddo, buio e male; se i primi due rientrano all’interno delle leggi della fisica, il terzo non può essere assoggettato a nessuna disciplina scientifica, in quanto è soggettivo. Si può credere o meno nella forza di gravità, ma se ti butti giù dal quinto piano di un palazzo non prenderai il volo, verrai attirato verso la terra. Al contrario, non esiste un male assoluto, qualcosa che ciascun essere umano presente sulla terra possa universalmente bollare come “negativo”. Per me può essere inaccettabile nutrirsi con alimenti di origine animale, non si può dire lo stesso per i produttori della mia zona che vivono grazie al prosciutto. Un pezzo di pizza può essere estremamente delizioso per un impiegato in pausa pranzo oppure estremamente tossico per un celiaco. La morfina può essere di sollievo per un malato terminale o essere il termine della vita di un tossicodipendente. E così via. Lo stesso concetto di morte può essere associato sia al bene che al male. È un sollievo nel già citato caso del malato terminale. 202 paesi nel mondo, tra quelli che la prevedono e la mettono in pratica e quelli che la prevedono solo sulla carta, utilizzano la pena di morte come massima punizione in caso di reati particolarmente gravi (la cui gravità, a sua volta, cambia con le coordinate geografiche). Alcune popolazioni della Tanzania non trovano nulla di sbagliato nell’uccidere una minoranza etnica, poiché sono convinti che dagli arti di questa gente possano essere create meravigliose pozioni magiche. Anche la sentenza finale del bambino/Einstein (“il male è il risultato di ciò che accade quando l’uomo non ha l’amore di dio nel suo cuore”) non ha nessun valore per il 15% della popolazione mondiale che si dichiara atea o non religiosa.

Da un punto di vista politico, questo video mi suscita le maggiori perplessità, anzi, direi che m’inquieta parecchio. Qui ci troviamo di fronte ad un Ministero che finanzia un filmato per la diffusione della religione all’interno della scuola. “Religion is knowledge too” e “Bringing back religion to school”, si legge subito prima del logo del Ministero macedone. E qui si ritorna ad un dibattito più che attuale all’interno del nostro paese: è davvero compito della scuola insegnare la religione ai nostri alunni? Non dovrebbe essere un compito riservato a quelle figure che rappresentano la confessione religiosa alla quale decidiamo di appartenere? E, soprattutto, se una repubblica dice ai suoi cittadini che non devono trascurare di documentarsi sulla religione non rinnega se stessa e la propria laicità? Mischiare la sfera pubblica e quella privata non è solo controproducente?

(Discorso a parte, meriterebbe la strumentalizzazione della figura di Albert Einstein ai fini religiosi; su Wikipedia la questione viene risolta con un “è certo che Einstein rifuggisse da qualunque facile definizione. Etichettare il suo libero pensiero risulta pertanto poco sensato”, mentre il video qui sopra lascia intuire un profondo senso di dio.)

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One Comment

  1. If you wrote an article about life we’d all reach eninthtelmeng.


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