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A parte la sigla orientaleggiante, segno della pigrizia mentale degli americani che tendono a mettere in un unico calderone tutto quello che al di là dell’oceano.

A parte la caratterizzazione di alcuni personaggi un po’ troppo sopra le righe, un po’ troppo poco fedeli alla realtà storica, un po’ troppo dediti all’incesto.

A parte le scene di sesso gratuite che saltano fuori ogni dieci minuti.

A parte l’inverosimiglianza dei due personaggi principali che, nell’ordine: sono legionari al fianco di Giulio Cesare in Gallia e nel passaggio del Rubicone, partono poi alla volta della Grecia ma fanno naufragio e vengono soccorsi da Pompeo che catturano e liberano in un secondo momento, vengono mandati in Egitto per mettere in salvo Cleopatra in fuga perché condannata a morte dal fratello; uno dei due – lo stesso che era stato maestro d’armi di Ottaviano – riesce a mettere incinta la regina nientemeno che di Cesarione, mentre l’altro viene nominato Magistrato dell’Aventino poi perde il controllo del colle, lo recupera con la violenza, lascia tutto per partire per l’Egitto ma questa volta guidato da Marco Antonio.

A parte tutto questo, gran bella serie, soprattutto per le ricostruzioni scenografiche che danno vita a sequenze come questa o questa (e tante grazie, dirà qualcuno, con i soldi ti puoi permettere questo ed altro).

Comunque in un ipotetico duello Servillia/Azia qui si farebbe il tifo per la seconda. Sempre e comunque – anche se le vere regine della bitchfight si sono rivelate altre.

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