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La prima puntata sembra pacchiana e paracula il giusto che basta per incuriosirti e farti venire voglia di vedere le successive (…and if Mom says it’s okay, you can watch the beginning of the show.)

La seconda ti sferra il primo colpo con un generico e un filino populista attacco all’ipocrisia (The point was that any law that makes criminals out of 15 million Americans is probably not such a good idea. The point was that drug abuse isn’t a criminal issue, it’s a health care issue. And the money and manpower that we spend prosecuting a surfer in San Diego might better be used fighting things that genuinely threaten our national health and safety. That was the point.), arriva il gancio con espliciti riferimenti a Rosa Parks (Yeah, well, sitting in the back of the bus was how it was done until a 42-year-old lady moved up front.) e la scusa da cui il titolo ti manda a gambe all’aria (You deserved better in my hands. And I apologize. That’s all.)

Alla terza sei già ufficialmente conquistato dal resoconto della caccia (Look, I know these are animals, and they don’t play bridge and go to the prom, but you can’t tell me that the little one didn’t know who his mother was. That’s got to mean something.), colpito dagli Indiani prima (The things they had to kill held the highest place of respect for them, and to kill for fun was a sin. And they knew the gods wouldn’t be so generous next time. What we did wasn’t food, and it wasn’t shelter, and it sure wasn’t sports! It was just mean.) e dalla saggezza di Isaac poi (…but mostly because if you feel that strongly about something, you have a responsibility to try and change my mind!)

Durante la quarta ti viene il sospetto che ci sia il solito filo conduttore romantico à la Mulder & Scully e che probabilmente andrà avanti per tutta la stagione e/o serie perché è evidente che i due abbiano fatto di tutto tranne che chiarirsi. (KNOCK IT OFF!)

Alla quinta pensi che tu, al posto di Natalie, avresti lasciato lo show ed eliminato buona parte della tua rubrica senza tanti giri di parole e senza tanti ripensamenti (A lot of fuss about nothin’, huh? ‘sta ceppa.)

Alla sesta realizzi che la coppia à la Ross/Rachel è quell’altra (I just wanted to do something.)

La settima ti fa pensare che, per quanto ben scritto, un riassuntone rimanga sempre un riassuntone (Shock therapy! e I killed him. I killed him. I killed him dead.)

L’ottava è tutto un “Uh, come porta male il viola nello showbiz, uh, come porta male il viola nello showbiz”, salvo poi ricordarsi che i problemi reali sono altri o vedi alla voce retorica di cui sopra (Anybody know why there’s a 20-pound frozen turkey up in the light grid?)

La nona è proprio bella, cazzo (You’re welcome.)

La dieci è “Toh, Sally è Mary Alice Young” (How do you know I don’t have a big house?)

L’undicesima gioca sul cliché dell’uomo di successo che non ha minima idea di chi siano le persone che hanno contribuito a tale successo, meglio conosciuta come “la puntata del manager” o come “la puntata di Natale con tanto di cappello da Babbo sul logo” (Well, uh… what’s my name?)

La dodici è tutt’un flirt e, sì, Mulder e Scully sono ancora lì (He’s talking about you, you freak.)

La tredici è “Toh, Bobbi è la dr.ssa Cuddy”, ma anche “le uscite a quattro non sono mai una buona idea” e “tocca a Natalie” (Ah, get yerself a real name.)

“Non cercare di burlare un burlone”, ci dice la quattordici (Why did you come in here?)

La quindici è tipo una di quelle scene in cui Giacomo racconta un simpatico aneddoto mentre Aldo e Giovanni mimano l’introduzione di sostanze psicotrope per via endovenosa nei loro avambracci (Do you mind if I grab a piece of paper?)

Alla sedici ci rimani proprio male, ché va bene scherzare e ridere e tutto quanto, però quando ci sono in ballo emozioni veri… Ecco! (I was wondering why it felt so tight.)

Mentre ti chiedi se ogni dieci puntate debba esserci per forza un riassunto, scorre la diciassette (I’ll never get it, Louise, I understand what makes a woman think that any man is better than nothing. I’ll just never understand what makes a woman think she’s got nothing.)

Nella diciotto realizzi quanto sia odiosa Rebecca (I’m hunkering down for a long period of wall demolition just bit by little bit. I expect the process to be excruciating, but ultimately worth it.)

La diciannove è la conferma: Rebecca è una brutta, brutta, brutta, brutta persona (If my not calling you made you feel like any less than what you are, I’m sorry.)

Il piano sequenza iniziale della venti ti distoglie dal pensiero di Isaac (Pluto’s stil a planet.)

Con la ventuno le cose iniziano a farsi interessanti dopo un piao di puntate che-barba-che-noia (Bobbin’ and weavin’.)

Ecco che arriva il dramma nella ventidue e comunque Felicity Huffman ci ricorda che è proprio una gran brava attrice (… things have changed since the last time we spoke.)

(Hey, lady. Are you thinking about getting my show on the air anytime soon?) La questione padre/figlio per chiudere il ciclo iniziato nella prima puntata, la chiusura del capitolo con quell’altro mentre – anche nella ventitreesima puntata – rimane in sospeso la vicenda degli altri due …so stick around.

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  1. By La Tua Bonta’ « Pensieri e Diario on 21 Ott 2011 at 10:05 am

    […] Sports Night, prima stagione (miaotze.wordpress.com) […]

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