Skip navigation

Giornata di sole.

Cercare un parcheggio ai poliambulatori del policlinico è un’impresa in condizioni ottimali, figuriamoci quando metà dei posti auto sono ricoperti dal ghiaccio e tra una corsia e l’altra ci sono dei posteggiatori abusivi la cui attività, per inciso, era stata bandita dal sindaco un anno fa, ma vedo che.

Da qualche anno ho preso l’abitudine di seguire la diretta da Sanremo con un occhio sui socialcosi, un po’ snob come atteggiamento (guardo quello che guardano tutti ma lo faccio segnalando il peggio), ma mi diverte molto. Dei cantanti non mi è piaciuto praticamente nessuno. Molte aspettative su Samuele Bersani e Noemi prontamente deluse dalle prime note delle loro canzoni (Noemi aveva due aggravanti: un testo scritto da Fabrizio Moro, un colore di capelli improponibile), Nina Zilli ha giocato un po’ troppo a fare quella che scimmiotta Mina, Pierdavide Carone si vuole vendere come il nuovo cantautorato che avanza e poi porta una canzone su una prostituta e sai la novità, piuttosto avrebbe dovuto puntare su Dalla come selling point, Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar vestita da Ransie la strega per non parlare del solito pezzo che ripropongono ogni volta, Emma ha preso a cuore i casi umani ma il suo pezzo rimane una palla, Irene Fornaciari che urla “VAI SANREMO!” ed è subito tristezza, il cantante dei Marlene Kuntz col dolcevita sotto la camicia, Chiara Machicazzosono? Civello non pervenuta, Francesco Renga che renghizza, Dolcenera che ha lasciato la personalità nel beauty case con la matita per gli occhi e Eugenio Finardi che, be’, non si spara sulla croce rossa. Insomma, tocca tifare per Loredana Bertè (senza Giggi Giaccadafonzie D’Alessio) o Arisa alla meno peggio.

Di Celentano non mi è piaciuto praticamente nulla. Né la durata del suo intervento – quasi un’ora -, né l’attacco ai giornali cattolici che gli ha fatto fare la figura del rosicone per le critiche sul cachet ricevute da Avvenire e Famiglia Cristiana nelle scorse settimane, né tanto meno la sparata contro la Consulta venduta come gesto antidemocratico. E’ la legge che prevede che la raccolta delle firme sia seguita da un controllo della Corte di Cassazione prima e dalla Corte Costituzionale poi. Va da sé che un controllo in quanto tale può anche dare esito negativo, bisogna accettarlo senza gridare allo scandalo tutte le volte, si chiama maturità e sarebbe bello vederla ogni tanto.

Piaciuta l’idea iniziale, riciclata dall’anno scorso, di mettere in apertura Luca e Paolo, creando continuità con la passata edizione. Piaciuto meno lo sketch.

Poi c’è stato Morandi che ha detto un “minchiate” e un “cazzo” ed è stato molto destabilizzante.

Ah, c’erano anche Belén e Elisabetta Canalis che ballavano sul cadavere di una non meglio precisata diciannovenne slava bloccata da un torcicollo (Gianninostro, presentando Papaleo – ah! c’era anche Rocco Papaleo – ha detto qualcosa del tipo, “Doveva esserci una figa di 19 anni, invece c’è Rocco Papaleo”. LOL, Gianni, LOL).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: