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Giornata di sole.

Lo dico piano ma sembra quasi aria di primavera.

Adele mi piace. Davvero, molto. Mi piace soprattutto nei momenti più ritmati come in “Rumour has it” o in “Rolling in the deep”, mi piace meno quando è stucchevole e riflessiva come in “Someone like you” ma ne apprezzo il fascino e le grandi qualità vocali che le hanno permesso di vincere sei meritati Grammy Awards la scorsa settimana. Quello che mi fa sorridere è che quando è esplosa su grande scala, a poco più di ventun’anni come ci ricorda il titolo del suo album, abbia scalato le classifiche di tutto il mondo grazie ad un singolo nel quale si rivolge all’ex e gli dice, parafrasando, che spera che lui sia felice insieme alla nuova fidanzata. E, quando lo dice, lo pensa davvero, non ci mette del sarcasmo. Stavamo insieme, è vero, ma ora che è finita mi auguro che tu possa continuare ad essere felice con la ragazza con la quale hai deciso di passare il resto della vita – perché, nel frattempo, lui non solo si è trovato una nuova compagna ma l’ha persino sposata. E Adele sta lì a mostrare una profonda maturità e a dire, pazienza, doveva andare così, si vede. Quello che mi fa sorridere è che, tornando ai giorni della mia adolescenza, back in 1995, la ventunenne che impazzava all’epoca era una canadese, vincitrice di quattro Grammy, che si era fatta notare anche lei per una canzone dedicata all’ex, una canzone di tutt’altro tenore. Una canzone che iniziava con un “Voglio che tu sappia che sono felice per voi due, non vi posso augurare altro se non il meglio” e che, nel corso di poco più di quattro minuti, dimostrava come quell’augurio iniziale non fosse altro che sarcasmo allo stato puro. La situazione era simile a quella di Adele, entrambe lasciate per un’altra, anche se l’ex di Alanis probabilmente non si era sposato, ma le reazioni delle ragazze sono agli antipodi. “Pensi a me quando te la scopi?”, “Lo sa che mi giuravi amore eterno ma che non è stata la morte a separarci?”. Versi come questi ci facevano capire che la ragazza non l’aveva presa molto bene, la separazione, ma al tempo stesso ci facevano immediatamente schierare dalla sua parte (qualche anno più tardi ci avrebbero pensato certe scene di certi film a darci quel gusto di soddisfazione post tradimento e di compartecipazione con lo sventurato protagonista). Perché va bene la classe, va bene lo stile, va bene la superiorità, ma certe volte niente sa essere più eloquente di un sano “vaffanculo”.

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4 Comments

  1. Ho superato indenne le tormente di neve delle scorse settimane e ora con 17 gradi ho il raffreddore.

  2. Ti sei scoperta prima del tempo.

  3. Ebbene, sì… maledetto Carter.
    No, invece no, non credo. Penso di essere stata contagiata. Ma sta passando.

  4. Vai sotto le coperte in compagnia di una scatola di aspirine.


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