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Giornata di sole.

Il caldo oggi è veramente eccessivo, roba da stare bene anche senza giacca.

La notizia del giorno è l’avvenuta prescrizione del processo Mills che fa sì che l’interessato possa dire che c’è in corso una persecuzione nei suoi confronti da parte dei giudici che cercano di bloccare la sua carriera politica da quando ha deciso di scendere in campo nel 1994 (ma i primi procedimenti contro di lui non iniziano negli anni Ottanta?). Gli permette anche di buttarla sul populismo lasciando intendere che i soldi dei contribuenti spesi per il processo si potevano anche risparmiare vista la sua innocenza (lo dice lui, eh) e non lesina un attacco alla magistratura ideologizzata che, nonostante le premesse, ha portato avanti le accuse.

Da qualunque angolazione la si voglia vedere, ha vinto lui. In qualità di innocente non si prenderà la responsabilità per un crimine non commesso; in qualità di colpevole non sconterà una sola ora di pena. Bella invenzione la prescrizione.

Quello che sembra anacronistico è che dopo cento giorni di governo Monti siamo ripiombati nella rete dell’ex Presidente del Consiglio; improvvisamente siamo tornati ad occuparci di lui, delle sue beghe giudiziarie dai risvolti grotteschi nei quali una delle più alte cariche dello Stato viene accusata di aver corrotto un teste o di aver fatto pressioni alla questura di Milano affinché lasciasse in affidamento una minorenne marocchina all’ex igienista dentale in quanto la ragazza era la nipote del presidente egiziano, altro processo di cui si sentirà parlare molto in questi giorni.

Vedi Cicchitto difendere a spada tratta il capo, Scilipoti candidare Sara Tommasi, neo “esperta di finanza”, ti ricordi che fra poco più di un anno si torna a votare e dovrai scegliere tra questa gente qui e improvvisamente ti auguri che il governo Monti duri ancora di più. Non si può?

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