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Giornata di sole.

Uno dei buoni propositi che ogni tanto mi ripropongo di portare avanti è la realizzazione di un documentario su come i prodotti di fiction per la televisione siano portatori sani di messaggi politici. Niente di particolarmente originale, eh, però non sono a conoscenza di opere simili. L’idea mi è tornata in mente guardando il frammento della puntata di TV Talk di oggi dedicato alla miniserie di Raiuno sulla vita di Walter Chiari, interpretata da Alessio Boni e prodotta da Luca Barbareschi, quest’ultimo presente nello studio di Bernardini.

Nelle immagini si vedeva Chiari/Boni in un’aula di tribunale seduto al banco degli imputati, intento a sbeffeggiare i giudici che lo stavano interrogando. Urlava loro queste parole: “Distruggete la mia carriera, la mia famiglia, per che cosa? Perché non siete in grado di catturare quattro ladri di polli, eh? (…) Per non parlare del resto. Chi ha messo la bomba a piazza Fontana? Li avete trovati? No!”

Ricorda nessuno?

La fiction è stata girata quando al governo c’era ancora Berlusconi e quando gli attacchi alla magistratura erano quasi giornalieri. L’ex Presidente del Consiglio ci ha abituato a critiche verso i giudici cosiddetti “rossi”, colpevoli di una persecuzione nei suoi confronti che sarebbe nata quando decise di occuparsi di politica. Più volte ha paventato riforme della magistratura, più volte si è inventato delle leggi che proteggessero la sua persona sia accorciando i tempi della prescrizione dei reati sia riducendo la gravità del crimine. Le parole di Boni sarebbero risultate perfette sulla bocca di Berlusconi. Perché vi accanite tanto contro di me? Perché mi accusate delle peggio cose? Compreso quell’affondo finale, quella virata sul populismo da discussione da bar: perché i tribunali si occupano di me invece di indagare sulle cose più serie? Perché non si mettono a cercare l’assassino di Yara? Cosa interessa a loro con chi va a letto Berlusconi o quanto paga? Se c’ha i soldi e le ragazze ci stanno che male c’è?

Avrei voluto che qualcuno degli analisti facesse presente il mio stesso parallelismo ma nessuno si è fatto avanti; invece l’attenzione è stata spostata su Annicchiarico, in collegamento telefonico, che ha ridimensionato la polemica nata intorno alle sue critiche verso un prodotto che non rappresentava bene la figura del padre, si è detto, anzi, soddisfatto del risultato e ha manifestato una profonda stima verso Barbareschi.

Poi ho scoperto che Annicchiarico ha appena dato alle stampe una biografia del padre che si ripropone di raccontare “tutta la verità” e un po’ mi sono cadute le braccia per una pseudo polemica funzionale alla vendita in libreria.

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