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Giornata di sole.

Io la butto lì, ma se la procedura per ottenere la pillola dei cinque giorni fosse più semplice (attualmente prevede un esame del sangue per stabilire l’effettiva gravidanza, oltre alla prescrizione medica) e il numero di ginecologi obiettori venisse abbassato (attualmente è pari al 75%), forse si potrebbe gridare meno all’allarmismo che fa lanciare anatemi contro l’internet brutto e cattivo, proprio all’indomani della morte della donna a causa di un farmaco somministratole e comprato su eBay. Forse, se le donne sentissero che esiste un sistema funzionante che si preoccupa di offrire un servizio senza giudicare le scelte delle pazienti, se sapessero di non essere condannate per la loro decisione, se sapessero che l’intervento fosse fatto in un clima di serenità e senza pressioni psicologiche e ideologiche, forse non sentirebbero il bisogno di ricorrere al fai da te del ricercare sull’internet il contraccettivo d’emergenza. Perché tra questo tipo di fai da te e quello di qualche decennio fa di fare ricorso ad una mammana la differenza è poca, in entrambi i casi si cerca di trovare una soluzione che passa per vie non convenzionali a scapito di un’adeguata tutela delle norme igieniche e sanitarie. Oggi non ci sarà una riduzione del numero di aborti perché gli specialisti si rifiutano di praticarli o perché lo stato-mamma decide arbitrariamente che, se proprio vuoi farlo, devi essere rallentata da una procedura burocratica lunga e dolorosa, come ieri esistevano gli aborti anche prima che la legge 194 fosse promulgata. Vuoi far diminuire il numero degli aborti o il ricorso alle farmacie on line? Allora rendi meno complicato procurarsi la pillola dei cinque giorni o quella del giorno dopo, rendi l’uso dell’RU 486 preferibile rispetto all’aspirazione dell’embrione ed elimina l’obbligo al ricovero, obbliga i ginecologi a fare il loro lavoro che, diosanto, se non avessero voluto fare interruzioni di gravidanza avrebbero dovuto scegliere un’altra specializzazione e, soprattutto (soprattutto), fai partire una reale campagna di educazione sessuale che incentivi l’uso degli anticoncezionali e la pianificazione di una famiglia.

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