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Giornata di pioggia.

Lo spettacolo de I soliti idioti di ieri sera è stato pessimo, di cattivo gusto, non divertente, volgare, vagamente simile a quello della concorrenza ma senza l’invettiva, l’ironia e la critica al costume che lo contraddistingue.

Lo spettacolo di ieri sera aveva un solo scopo, fare ascolti e, in questo, è stato vincente se il picco di share c’è stato proprio durante l’esibizione del duo di MTV.

Lo spettacolo di ieri sera ha deciso di far ridere puntando direttamente al pubblico cui si rivolge, ai preadolescenti, sfruttando il linguaggio tipico dell’età, pieno di malizia e volgarità facili. Ricordi in seconda media quando la prof d’inglese ti spiegava che il parlamento è pieno di membri e tu tiravi una gomitata al compagno di banco dicendo “Oh, hai sentito? La Ferrari ha detto “membro”!” o quando quella di scienze ti raccontava come si riproducono i batteri e tu giù a trattenere neanche troppo velatamente le risate? Ecco, lo spettacolo di ieri sera è stato questo, una conferma della cifra stilistica de I soliti idioti: demenzialità sciocchine fine a sé stesse con l’unico scopo di far divertire un pubblico di dodicenni in piena vampata ormonale.

“Oh, cantano di LSD e di cocaina, ma quanto sono trasgressivi questi due che parlano di cose che non si potrebbero dire ad alta voce?”

“Oh, hai visto come hanno massacrato la Maria e gli altri vecchietti degli insegnanti? Magari, potessi dirne due io a quel zoccolone di lettere!”

“Oh, ma questi sono proprio uguale a me, solo che loro hanno il coraggio di dire certe cose! E in tv!”

Dopo questa premessa, che la signora Cecilia Cipressi in arte Syria si lamenti su Twitter perché la figlia di dieci anni le ha chiesto il significato di parole come “crack, cocaina, Lsd canne e fattone” perché le ha sentite da quei due ieri sera trovo che sia veramente ridicolo.

E’ nella natura dei bambini essere curiosi e, quando vengono in contatto con qualcosa che non conoscono, fanno la cosa più ovvia che passa per la loro piccola mente (piccola, non stupida): chiedono chiarimenti alle persone di cui si fidano di più, mamma e papà. E la cosa, in genere, crea problemi più nei genitori che nei bambini, ché un genitore vorrebbe tenere lontani certi argomenti il più possibile illudendosi così di tenere lontano dal bambino anche tutte le nefandezze del mondo e di allontanare il momento in cui il figlio inizierà a crescere e a diventare un adulto. Oggi il bambino ti chiede cosa sia un drogato, domani a cosa serva la pillola anticoncezionale e poco importa se te lo chiede perché l’ha sentito in un pessimo sketch del sabato sera o in uno telefilm di Aaron Sorkin o perché l’ha letto su un graffito o gliel’ha detto il compagno di merende mentre si scaccolava, tu devi essere lì e rispondere ai suoi (mille) interrogativi. Si presume che sia il tuo compito di genitore aiutare un bambino ad entrare nel mondo “dei grandi” e a comprendere soprattutto quello che non conosce, proprio per evitare che cerchi risposte da altri che non sono in grado di fornirgliene o che non hanno gli strumenti per farlo.

Se poi nel farlo eviti di gridare alla tivvù cattiva maestra, tanto di guadagnato.

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