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Giornata di sole.

A Padova c’era il sole, a Modena mi hanno detto che ha piovuto per buona parte del tempo come a Bologna, a giudicare dalle pozzanghere.

Gita fuori porta.

In treno, un Frecciargento pieno come un uovo, ho conosciuto una signora californiana smaniosa di raccontarmi la storia della sua vita. In viaggio con il marito, una coppia di amici e una vecchietta di cui non ho ben compreso i rapporti di parentela/amicizia con il resto del gruppo e il cui unico interesse era quello di leggere i quotidiani sull’iPad, la signora mi ha raccontato di essere in Italia da quasi due settimane con la scusa di andare a trovare il figlio del marito, studente di medicina a Firenze. Ma a Firenze son rimasti ben poco. “Il bello dell’Italia – mi ha confessato piena di euforia – è che in un paio d’ore sei in un’altra città bellissima. Parti e BAM! due ore dopo sei a Posillipo. Parti e BAM! sei alle Cinque Terre. Parti e BAM! Venezia. Parti e BAM! Svizzera. Parti e BAM! Malta”. In tutti i posti che hanno visitato hanno noleggiato una macchina per spostarsi e la signora era molto divertita dal fatto che il marito avesse guidato tutto il tempo mentre lei dormiva nei sedili posteriori, quello che la divertiva di più era che, soprattutto a Posillipo e in Liguria, le strade fossero particolarmente impervie e strette ma lei dormiva sonni tranquilli perché il marito “sa guidare bene”. Quando sono sbarcati a Malta e hanno realizzato che la guida era a destra l’allegra californiana ha esclamato in fibrillazione: “Un’altra sfida per mio marito!”. “Fuck yeah”, stavo per aggiungere.

Padova è carina; la sensazione è che urbanisticamente le cose più interessanti siano spalmate ai quattro angoli della città quando potrebbero essere raccolte in pochi metri. Grandi spazi aperti, insomma, anche nel centro cittadino. Un’altra sensazione è che la città non sia particolarmente tourist friendly: il Duomo era chiuso per mezza giornata, la mostra su De Chirico era chiusa di lunedì (una scelta che avrebbe potuto subire una deroga considerando il ponte e il conseguente afflusso di gente), per non parlare dei commercianti che o ti raccontavano della crisi che stanno affrontando o si stampavano sulla faccia il muso più lungo che avevano e, ogni tanto, riuscivano a biascicare un “Salve”. La Basilica di Sant’Antonio ha il suo fascino anche se l’ho trovata un po’ troppo barocca per i miei gusti e non mi riferisco solo allo stile architettonico ma anche alle bancarelle che vendono ceri con l’effige del santo, al negozietto di articoli religiosi dentro la basilica, alla vendita di dolci locali sempre in un ambiente all’interno della Basilica, alla maschera che invita i turisti a guardare le reliquie con maggiore velocità. Di fronte ad una reliquia ho esclamato: “E’ un po’ come conservare un fazzoletto usato da Jon Bon Jovi!”. Alcuni turisti mi avrebbero volentieri fulminato, a giudicare dai loro sguardi di disapprovazione.

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