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C’era una volta, in un tempo lontano lontano, una magica terra chiamata Italia.

“Efficienza” era la parola d’ordine di questa terra poiché l’organizzazione di tutti gli aspetti della vita dei suoi abitanti era destinata esclusivamente ad ottenere il massimo dai servizi che venivano offerti. Efficienti erano i treni che entravano nelle stazioni delle città. Puntuale la loro partenza, in anticipo il loro arrivo. Efficiente era il sistema di controllo della criminalità. Nessuno parlava di poliziotti perché della loro presenza non se ne sentiva il bisogno, erano “aiutanti dell’ordine e del progresso civile” e come tali venivano considerati dalla popolazione. Riverenza e gratitudine venivano loro riservati. Al loro passaggio gli abitanti d’Italia si affacciavano dalle finestre lanciando petali profumati. Le mamme più fortunate potevano vantarsi dei giovani figli che aspiravano ad entrare a far parte di quei reparti organizzati, i vecchi padri erano pronti a far risuonare i tacchi delle loro antiche divise nel ricordo di quei giorni in cui erano stati una parte attiva del sempre efficiente ordine pubblico.

Non c’erano buche nell’asfalto delle strade d’Italia. Prive d’insetti le paludi. Non erano necessari quattro contenitori per la raccolta differenziata perché, una volta sistemata la spazzatura sotto il lavabo, questa andava direttamente a buttarsi nella discarica. Mai nessuno ha sentito un odore nauseante provenire da una di queste discariche, al massimo sono state avvistate delle farfalle nei paraggi.

Esattamente alle sette antimeridiane di ogni mattina che Nostro Signore mandava sula Terra, un cucciolo di labrador bussava alla porta di ogni abitante d’Italia. Scodinzolava felice e teneva fra i denti una copia de Il Popolo d’Italia.

Le donne sapevano che il loro più grande contributo ad Italia era quello di mettere al mondo e allevare bambini che un domani avrebbero reso fiera la loro terra attraverso valorosi atti di coraggio. Gli uomini lavoravano sodo nei campi per poter permettere una vita decorosa alle famiglie e per far sì che il livello qualitativo d’Italia rimanesse alto.

Gli zingari non rapivano i bambini nei centri commerciali per il semplice fatto che non esistevano né zingari – il controllo alle frontiere era serrato, il che portava a molteplici risultati: zero era la diffusione delle droghe, zero gli stupri, zero i bambini molestati, zero la violenza nelle strade – né centri commerciali – l’onestà del piccolo commerciante locale era premiata dal governo d’Italia. Di negri non si parlava. Erano bingo bongo con un anello al naso che abitavano nelle loro terre selvagge e, quando venivano accompagnati in Italia, si offrivano di loro sponte di servire e riverire il fiero abitante d’Italia. Erano orgogliosi di svolgere le mansioni che venivano loro richieste. Accontentare il popolo d’Italia e svolgere lavori usuranti, per questo venivano messi al mondo. Non esistevano omosessuali perché, si sa, non esiste nulla di cui non si parla.

Le guerre venivano avviate con il solo scopo di rendere migliore Italia, allargare i confini nazionali, dare nuove terre da coltivare agli abitanti, nuovi prati dove pascolare il bestiame, nuovi tragitti per le ferrovie più efficienti. Persino la civilizzazione delle popolazioni indigene era uno degli obbiettivi principali delle guerre portate avanti da Italia. Essere un soldato era il vero e unico motivo di onore per un ragazzo a cui non importava di essere ripagato con denaro o medaglie, il solo pensiero di aver servito Italia era motivo di estrema soddisfazione. Sapere che il figlio era morto sul campo di guerra era l’estrema soddisfazione dei genitori. Morire sul campo di guerra senza un adeguato equipaggiamento era l’estrema soddisfazione per chiunque, soldati, familiari, Italia.

Non c’erano conflitti di religione perché la religione di Santa Romana Chiesa non era mai motivo di conflitto.

Il consenso verso il governo era plebiscitario. Le poche voci che non si rispecchiavano nella politica d’Italia venivano calorosamente ascoltate in amene località dove veniva data loro la possibilità di descrivere il loro punto di vista ad apposite commissioni che registravano i pareri discordanti. Ogni voce era ascoltata con uguale premura. Nessuno lasciato indietro. La salute degli abitanti d’Italia era una delle preoccupazioni maggiori del governo. I centri sportivi ricevevano finanziamenti statali, circa dieci stadi venivano aperti ogni anno, le piscine erano sempre piene di avventori. “Mens sana in corpore sano” era scritto su ogni banconota d’Italia. Mai c’era stato in Italia – e mai ci sarebbe stato ancora – un numero così esiguo di malati. Sembrava che le patologie fossero scappate in un altro ambiente, meno spontaneo e meno rigoglioso. Non solo le malattie del corpo ma anche quelle della mente non si prendevano il disturbo di esistere. In Italia, ogni giorno era un magico carosello, pieno di arcobaleni e unicorni.

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One Comment

  1. Quindi siamo d’accordo. Egli HA fatto qualcosa di buono.


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