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È da ieri che non riesco a togliermi dalla testa questa fotografia. A suo modo è un piccolo capolavoro del genere, non solo per come è stata scattata, ma anche per la storia che racconta.

Il fotografo pone l’obbiettivo in basso riprendendo uno stile molto usato nel cinema. L’esempio più famoso (e più scomodato) è quello di “Quarto potere”. L’inquadratura dal basso al comizio elettorale di Kane serve a sottolinearne la maestosità del momento e l’apice del potere raggiunto dal protagonista. L’occhio della macchina da presa (e con esso l’occhio dello spettatore) si trova in una posizione subalterna rispetto agli avvenimenti narrati: è il grande momento di Kane, il culmine della sua vicenda politica e umana, e tutti, noi compresi, siamo letteralmente ai suoi piedi. Al contrario, quando la sorte di Kane gli sarà avversa, le inquadrature dall’alto serviranno a dare un senso di oppressione e della piccolezza dell’uomo.

Tornando alla fotografia, l’inquadratura riprende dal basso il manifestante dandone un senso d’imponenza – aiutato in questo anche dalla stazza – ma, a sua volta, il manifestante è sovrastato dal cartello che regge a mani alzate verso l’alto, quasi un gesto di resa al messaggio che il cartello reca con sé. Cinque semplici parole – dalle dimensioni piuttosto notevoli, oltre che dal peso semantico impegnativo – che esprimono la più completa fiducia che l’uomo ripone in Berlusconi. Ma non è solo fiducia nelle strategie politiche dell’ex Presidente del Consiglio, c’è qualcosa di trascendentale in quelle parole. Berlusconi perde i suoi connotati umani per diventare un essere in grado di compiere qualsiasi azione, anche quelle che non appartengono a questo mondo. Berlusconi racchiude in sé ogni potere (esecutivo, giudiziario e legislativo?), è al di sopra di essi, li amministra in quanto unico detentore, in quanto Creatore. Il manifestante non solo sa che Berlusconi è onnipotente, ma crede in lui. La scelta del verbo è significativa. Si crede in qualcosa o in qualcuno quando si mette da parte lo spirito critico per affidarsi alle parole pronunciate da quel qualcuno. Berlusconi come Dio è una creatura infallibile e quindi merita cieca obbedienza, non deve essere messo in discussione il suo punto di vista, non c’è necessità di ascoltare portatori di messaggi diversi dal suo, anzi, deve essere considerato in malafede chi si oppone alle parole della divinità onnipotente o, peggio, chi cerca di eliminare Nostro Signore per vie giudiziarie, vista l’impossibilità di riuscirci politicamente. D’altronde, come si potrebbe attuare un piano simile, come potrebbe un comune mortale decidere razionalmente di mettersi contro l’Onnipotente che ci governa dall’alto dei cieli?

Proprio dall’alto di quel cielo azzurro e privo di nuvole che sovrasta il cartello del manifestante della fotografia.

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