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WHITE BEAR – Io lo so che i riferimenti sono altri (e alti), che c’è dentro “Ai limiti della realtà”, “Ai limiti dell’incredibile”, ma anche “The Truman Show” o “eXistenZ”, e so anche che Charlie Brooker, il creatore della serie, non avrà la minima idea di chi sia Carmelita Nostra e che non passerà i pomeriggi sul satellite ad aggiornarsi sulle faccette del Volto di Canale 5. Però, chiunque abbia visto almeno cinque minuti di una trasmissione condotta da Barbara d’Urso sa che il pubblico in studio svolge un ruolo fondamentale e particolarmente rumoroso. “Indignato” è forse la parola più corretta per descriverlo. Indignato è il signore che perde la pazienza di fronte al politico colpevole di non interessarsi ai problemi del paese reale perché troppo preso dagli inciuci di palazzo per conservare la poltrona. Indignata è la signora che impreca contro la madre omicida che esce dal carcere troppo presto. Indignato è l’anziano che ha paura di uscire da solo e che vive con ansia la fila alle poste nel terrore di essere derubato della sempre insufficiente pensione. Indignata è la donna che solidarizza con l’ennesima madre alla quale un magistrato ha tolto il figlio senza un reale motivo. Alla fine smette di avere importanza cosa si urli, l’importante è alzare la voce che, si sa, chi urla più forte vince. Vengono fornite poche informazioni sulla cronaca raccontata al pubblico in studio e sulla base di quelle informazioni s’intessano ore di discussioni, tutti hanno un’opinione a proposito di qualsiasi argomento perché nessuno vuole perdersi l’occasione di mettersi sul pulpito e considerarsi migliore. Migliore dell’assassino, migliore del politico, migliore del giudice. Il pubblico che riprende con il telefonino l’inseguimento di Victoria Skillane, il pubblico che non interviene mentre la donna viene assalita da chi sta tentando di ucciderla, il pubblico che poi si scaglia contro Victoria stessa, il pubblico che ogni mattina si mette in fila per assistere al grande spettacolo, il pubblico giudice e carnefice è un pubblico che noi italiani conosciamo molto bene. È il pubblico dei nostri salotti pomeridiani.

THE WALDO MOMENT – C’è un commediante che decide di darsi alla politica, ma di non entrare direttamente nell’agone politico. Non ci mette la faccia, insomma, ma lascia che siano altri a parlare per lui. Rifiuta il confronto con gli altri candidati accusandoli di non essere reali, non entra nello specifico dei temi dibattuti, si limita a trattare gli avversari con sufficienza ridicolizzandoli e storpiando i loro nomi, a volte impreca soltanto. Per ottenere il consenso degli elettori fa leva sulla loro “pancia”: il più pulito ha la rogna, vi hanno promesso di tutto negli ultimi anni senza tener fede a nessuna promessa, solo io vi parlo schiettamente dicendovi come stanno le cose, vi potete fidare di me perché sono uno di voi che parla come voi, non sono un radical chic come quelli che hanno solo studiato nella vita. Ad un certo punto arriva anche a teorizzare che si possa stare benissimo senza politica, sarà sufficiente mettere tutto online e la proposta che otterrà più “mi piace” sarà legge, ogni cittadino collegato ad internet diventerà legislatore. Democrazia dal basso. Uno vale uno. Purtroppo per lui arriva solo secondo alle elezioni, ma a quelle successive andrà decisamente meglio. Certo che questo Brooker ha proprio una vena fantascientifica molto sviluppata!

JACK: Look we… we don’t need politicians, we’ve all got iPhones and computers, right? So any decision that has to be made, any policy, we just put it online. Let the people vote thumbs up, thumbs down, the majority wins. That’s a democracy. That’s a… that’s an actual democracy.

JAMIE: So’s YouTube and I don’t know if you’ve seen it but the most popular video is a dog farting the theme tune to Happy Days.

JACK: Well, today it’s Waldo.

JAMIE: No. It’s still the dog.

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