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Nei due mesi successivi alla scossa di terremoto del 20 maggio 2012 sono state registrate oltre 2.300 scosse, 2.000 solo nei primi trenta giorni, oltre la trentina i terremoti di magnitudo compresi tra il quarto e il sesto grado. L’aerea colpita ha interessato comuni nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo. Ma sono stati riscontrati danni anche a Milano, Venezia, Padova, Genova, Massa Carrara. In tutto sono stati 54 i comuni colpiti. Stimati in 13 miliardi e 273 milioni i danni, 12 miliardi e 202 milioni solo in Emilia Romagna. Danni significa il crollo di palazzi, di abitazioni private, di edifici storici, dei centri storici, significa la chiusura di ospedali e scuole rese inagibili, significa la distruzione di capannoni industriali. Significa 500 scuole colpite, 45.000 gli sfollati. Soprattutto significa la morte di 27 persone, quasi tutte colpite nei crolli delle aziende presso le quali stavano lavorando.

Ad un anno da quegli eventi sismici delle 15.000 famiglie rimaste senza casa, 5.000 sono rientrate (una su tre), mentre 60 continuano a vivere in albergo. 37.000 persone sono state reintegrate al lavoro. L’ultimo campo di emergenza è stato chiuso ad ottobre, 16 sono le zone rosse chiuse su 22. Poi ci sono le aziende che non hanno ancora ricevuto i contributi messi a disposizione dallo Stato a causa di blocchi burocratici e che hanno dovuto pagare di tasca propria la ricostruzione dei capannoni danneggiati e l’apertura temporanea di nuove sedi per far sì che, mentre prende avvio la ricostruzione, il lavoro delle aziende continui ad andare avanti. Ci sono calcinacci per le strade, zone recintate, case distrutte, negozi dismessi, container che sostituiscono aule di scuole.

Che in questo scenario ci sia la comparsa di un signore che risponde al nome di Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe, che si permette di usare frasi come “Io credo che il terremoto che ha colpito l’Emilia sia in parte anche colpa dei buchi che hanno fatto per cercare il gas a cinquemila metri. Mi ci gioco le palle” [*] fa semplicemente schifo al cazzo.

Nel caso non fosse chiaro: c’è un signore che, senza alcuna prova scientifica a dimostrazione della sua tesi, sta sfruttando la tragedia, il dolore, la morte, la paura di un’intera regione per fare nientemeno che della bieca propaganda politica. Perché lui sa delle cose che le normali persone non vedono, perché lui racconta quello che i governanti cattivi non vogliono raccontare, perché lui con una mano fa quello dal grande cuore, pronto a donare 420 mila euro, con l’altra punta l’indice contro il fracking, perché lui è quello che la sa lunga.

Questo è un tipo di atteggiamento che definire vergognoso sarebbe riduttivo, infatti, ripeto, questo atteggiamento fa semplicemente schifo al cazzo, signor Grillo.

[Fonti: Wikipedia, Sky Tg24. Il titolo è un riferimento a questo.]

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One Comment

  1. E verrà poi il pus che infetta la mucillagine che deturpa il fungo che si nutre della feccia di fogna.
    Aspettiamo fiduciosi nel peggio.


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