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Category Archives: Buone notizie

Dunque, il piano è fattibile ma bisogna agire in fretta prima dell’arrivo dell’inverno del nostro (sicuro) scontento.

S’inizia annettendo Malta e dichiarandola la nostra ventunesima regione. Il tutto nel nome del Papa Re e del Cristianesimo di Ritorno; insomma si fa leva su quel 98% della popolazione che si ritiene cattolica e sui suoi sensi di colpa e la si convince a diventare parte del Grande Centro Romano.

Una volta conquistata Malta si passa alle Baleari puntando su Ibiza ché la sono tutti fricchettoni impasticcati e si fa presto a portarli dal Lato Oscuro promettendo più pasta per tutti. Formentera e socie, ovviamente, sono solo un pretesto per entrare in Spagna e per annetterla con la solita scusa del CdR: questa volta l’operazione risulterà più complessa perché i cattolici sono solo il 73% della popolazione (shame on you, Spain!) ma aiutandosi con un buon sistema di diplomazia da una parte e mandando in esilio a Malta il resto della popolazione la Spagna potrà essere dichiarata territorio italiano entro fine settembre. La caduta della Spagna porterà con sé anche quella del Portogallo, ça va sans dire.

A questo punto si porteranno a termine le trattative clandestine con i paesi arabi in rivolta iniziate mesi prima: lucrando sulla crisi che li coinvolge più o meno tutti, cominceremo a fare promesse di un futuro migliore (arte nella quale siamo maestri) non in nome del Papa Re ma in quella della modernità fatta di Twitter, Facebook e la globalizzazione e il lavoro e meno tasse per tutti.

Poi cadranno l’Irlanda e la Grecia. La prima accetterà a braccia aperte di far parte del GCR mandando di sua sponte il 15% dei non cattolici presenti sul territorio in esilio a Fatima, la seconda dovrà mettere da parte il proprio orgoglio religioso e preoccuparsi della crisi economica che, sommata alla decentralizzazione delle tasse, costituiranno il motivo principale per cui accetterà di far parte del GCR.

Giunti a questo punto – sette stati riuniti nella tradizione cattolica aventi come unico referente Benedetto XVI che sarà Monarca Universale delle terre del Grande Centro Romano – si passerà alla seconda parte del piano e saremo già a metà ottobre.

Manderemo dei soldati in Corsica e ce la riprenderemo.

Sarkozy s’incazzerà un bel po’ MA, proprio quando sarà pronto a scagliare armi nucleari a San Pietro, partirà un’opera di dissuasione e di convincimento. Le condizioni prevederanno la completa resa, la distruzione del GCR, ma il mantenimento dell’ordine fino ad allora raggiunto – ovvero tutti i territori facenti parte del Grande Centro Romano verranno dichiarati territorio francese -, il Papa (non più) Re verrà consegnato all’esercito che provvederà ad un processo farsa che si concluderà con l’esilio a Sant’Elena.

Lo Stato del Vaticano, che si era disciolto con la conquista di Malta, verrà dichiarato terra di nessuno ed i suoi beni confiscati per finanziare la ripresa dell’economia. Preti, vescovi, cardinali dovranno trovarsi un lavoro vero.

Il Maghreb, una volta compresa la posizione di leader della Francia, non avrà remore ad autoannettersi al neoimpero.

Sarkozy userà tutte le gocce del suo charme per convincere la Merkel ad unirsi, mentre la Grecia farà da cavallo di Troia per le regioni orientali a religione ortodossa.

La Scandinavia, rimasta isolata, non potrà fare altro che adeguarsi al nuovo sistema politico-territoriale entro la fine dell’anno.

Rimane fuori qualcuno? Oh, bè, la Gran Bretagna, ma quelli non hanno ancora imparato a guidare dal lato giusto della strada…

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TRIBUTI REGIONI – Le regioni colpite da calamità naturali potranno incrementare i tributi e le accise sui carburanti. Il provvedimento stabilisce che «qualora il bilancio della regione non rechi le disponibilità finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti» all’emergenza ovvero «la copertura degli oneri conseguenti alla stessa» le regioni possono deliberare gli aumenti. «Potranno essere incrementati i tributi, le addizionali, le aliquote e le maggiorazioni di aliquote attribuite alle regioni». Per gli enti territoriali arriva anche un alleggerimento del patto di stabilità interno.
Quindi se la mia ditta dovesse essere allagata da una piena del Po, non solo mi ritroverei senza lavoro dalla mattina alla sera, ma dovrei anche spendere una cifra maggiore per pagarmi la benzina per cercarmi un altro lavoro? Il tutto per permettere al governo di lavarsi la coscienza in caso di calamità e di scaricare la responsabilità degli aiuti alle realtà locali?

PRECARI SCUOLA – : Saranno congelate sino al 2012 le graduatorie ad esaurimento degli insegnanti precari. Inoltre si stabilisce che i supplenti chiamati dalle scuole potranno provenire solo dalla provincia in cui ha sede l’istituto stesso.
Il merito scompare per fare posto alla territorialità. Se hai culo di nascere dove c’è bisogno di supplenti, avrai qualche speranza di lavorare, altrimenti, fatti tuoi. Questo è il trionfo della Lega. Abbiamo lasciato che prendesse piede poco alla volta ed ora è in grado di permettersi di affermare che un insegnante debba essere originario della stessa provincia in cui si trova la scuola. Non solo lo afferma, ma lo fa diventare legge. E se un supplente si dovesse trovare in classe un alunno di un’altra provincia che fa? lo manda in un istituto fuori città per tutta la durata della supplenza?

SANATORIA MANIFESTI – Arriva il condono per le violazioni «ripetute e continuate» delle norme in materia di affissioni e pubblicità di «manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari». Il provvedimento consente di chiudere i contenziosi «di ogni ordine e grado di giudizio, nonchè delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio» attraverso il versamento di 1.000 euro. Il termine per il pagamento è fissato al 31 maggio 2011.
Quanto possono pesare mille euro sul bilancio di un partito? Niente. Di fatto si legalizza l’abuso di manifesti, visto che con la chicca delle violazioni “ripetute e continuate” sarà possibile condonare la violazione della legge solo se lo si fa abitualmente. Tanto vale, quindi, riempire la città di pubblicità abusiva – ché intanto fai un po’ di propaganda per il partito – e poi pagare la multa e tutto si lava via.

QUOTE LATTE – Slitta ancora una volta il pagamento delle multe sulle quote latte, dando altri sei mesi di tempo agli allevatori. È prevista uno slittamento di altri sei mesi, rispetto all’ultimo termine fissato al 31 dicembre 2010, della partenza dei piani di rateazione delle multe.
Ma non vorrete mica recuperare del denaro con le multe, vero? C’è tempo.

ABRUZZO – Via libera al pacchetto di norme per i terremotati in Abruzzo. Tra le misure approvate c’è la proroga della riscossione dei tributi al 31 dicembre 2011 e lo slittamento della riscossione delle rate dei premi assicurativi al 31 ottobre di quest’anno. Viene inoltre istituita la giornata della memoria delle vittime del terremoto, il giorno 6 aprile.
Il prossimo 6 aprile i telegiornali e i quotidiani del premier avranno di che occuparsi invece di dar spazio a quell’altra vicenda.

CAMPANIA – Stop alle demolizioni delle prime case in Campania, disposte in seguito a sentenza penale. La sospensione delle demolizioni è fissata fino al 31 dicembre 2011. Gli enti locali della Campania e la regione potranno inoltre aumentare tributi e addizionali, in alternativa alla tariffa sui rifiuti, per finanziare il ciclo dei rifiuti.
Immagino che qua si riferiscano alle costruzioni abusive che per tutto l’anno non verranno più buttate giù, non si vorrà mica far passare il messaggio che le case si costruiscono solo col permesso comunale, ma stiamo scherzando? Il mattone, diceva la nonna, bisogna investire sul mattone. E poi c’è la spazzatura in strada? Ve la tenete e pagate anche di più per raccoglierla. Un colpo di genio.

CINEMA – Dal primo luglio andare al cinema costerà un euro in più. L’incremento del costo dei film nelle sale, ad esclusione delle sale parrocchiali, servirà per finanziare le agevolazioni fiscali nel settore della produzione cinematografica, previsti dal milleproroghe. I rincari avranno effetto dal primo luglio e fino al 31 dicembre 2013.
Questo è un gioco di specchi: il governo toglie, il governo dà. I fondi del FUS vengono tagliati drasticamente, ma, ehi, aumenta il costo dei biglietti del cinema così sarà lo stesso spettatore a finanziare la produzione cinematografica; in fin dei conti il cinema è un lusso che non dà da mangiare, meglio che sia a produrlo chi si può permettere di sprecare denaro in un multisala. Non tocchiamo le sale parrocchiali, però, ché bisogna recuperare lo strappo con la chiesa delle ultime settimane. E quelle parti del FUS destinate ai teatri, alla musica o alla danza come vengono recuperate? Non è dato saperlo.

SOCIAL CARD – Torna la social card, la carta acquisti alimentari e per il pagamento delle bollette, destinata alle fasce della popolazione più bisognose. E avrà una fase sperimentale affidata agli enti caritativi operanti nei comuni con più di 250.000 abitanti. La sperimentazione avrà durata di 12 mesi e potrà contare su risorse pari a 50 milioni di euro.
Il ritorno della propaganda del governo. Sappiamo bene come finì l’altra volta.

Da come si vede da qualche post più sotto mi sono appassionato alla serie britannica “Doctor Who”. Il Dottore è un viaggiatore che di solito si accompagna con una ragazza che lo segue nelle sue peripezie attraverso lo spazio e il tempo (parlo della nuova serie partita nel 2005, ché quella ho visto, non mi riferisco a quella classica del periodo 1963-1989). Nella prima e nella seconda stagione c’è Rose, nella terza Martha, poi Donna, Amy… Rose ha un fidanzato ufficiale, che è Mickey, un ragazzotto di colore non molto sveglio all’inizio della serie. Anche Martha è di colore, ma lei è una studentessa di medicina (ma guarda un po’ il sottile umorismo britannico che fa viaggiare il Dottore, un alieno che conosce parte del futuro dell’umanità e dell’universo tutto, con una futura dottoressa). Ora, non so se sia un problema di limitatezza mentale mia o se sia una questione di cinico realismo ma, sin dalla prima visione, io ho sempre pensato che una situazione del genere non sarebbe proponibile in una fiction italiana. Intendo proprio il modello che viene presentato dalla serie, quello di una protagonista di colore che parla in perfetta dizione inglese, non vive in una situazione di disagio culturale o di limitatezza rispetto ai suoi concittadini bianchi, anzi, è talmente inserita nel contesto socioculturale del suo paese da essere una brillante studentessa in medicina che viene giudicata in base alle sue azioni, nessuno sembra prendere in considerazione il colore della sua pelle (tranne in alcuni episodi ambientati nel passato, ma non ho problemi a pensare che la cosa dipenda dalla credibilità che gli sceneggiatori hanno cercato di dare alla vicenda). Nemmeno Jackie Tyler, la mamma di Rose, si dimostra particolarmente infastidita dal fatto che la figlia frequenti Mickey, spesso, anzi, sembra avere un atteggiamento di fiducia verso il ragazzo, nel senso che gli affida la vita. Niente Bingo Bongo, né anelli al naso, né Vucumprà, né Mami dalle parlate discutibili, né posteggiatori abusivi o insistenti venditori di rose. Il tutto, ripeto, accade alla BBC, la Rai inglese volendo semplificare un po’ troppo. Se la televisione statale inglese propone personaggi come Martha o Mickey significa che risultano credibili al pubblico che segue la serie, che non vedono nulla di male in quella situazione proposta.

Veniamo a ieri. Per una serie di motivi che non vi sto ora a spiegare ho trascorso cinque ore e mezza in ospedale. Gran parte del tempo è stato occupato nell’aspettare che l’unico dottore presente visitasse le quindici persone in fila prima di me. Una fila durata, senza esagerazioni, tre ore. Ad un certo punto in sala d’attesa si è presentata una signora sui sessant’anni. Mi ha chiesto quale numero fosse dentro col dottore e, quando è venuta a sapere che il suo numero non era ancora stato chiamato, mi ha guardato soddisfatta e ha tenuto ad informarmi che era ben preparata, dal momento che non era la prima volta che andava in quel reparto e sapeva che bisognava prendere il numero prima di fare qualsiasi altra cosa. Poi si è fatta più seria, quasi preoccupata. “Spero solo – mi ha detto – che dentro non ci sia quella negra dell’altra volta, ché non mi fido mica tanto a farmi mettere le mani addosso da una così.” Ecco, se Lele Martini fosse stato di colore, magari figlio di immigrati nato e laureato in Italia, non credo che si sarebbe andati oltre una prima stagione.

Mamme! Siete stanche di trovare addosso ai vostri costosi vestiti di Prada e alle vostre camicette di Versace rigurgiti dei vostri poppanti? Siete stanche di affrontare con paura e circospezione la fase del cambio del pannolino del vostro lattante che, non solo avete dovuto portarvi appresso per ben nove mesi, ma siete costrette anche a notti insonni per stare dietro ai suoi pianti e alle sue coliche, che solo chi non ha avuto figli chiama con fare simpatico “colichette”?

Mamme! Siete stanche di avere le papille gustative distrutte dall’assuefazione dell’odore degli omogeneizzati? Avete i polsi ustionati dal latte in polvere che preparate e di cui testate la temperatura sul vostro corpo?

Mamme! Siete stanche di stare dietro a due bambini, di cui uno è vostro marito? Stanche che lui non faccia nulla per darvi una mano nella crescita di uno sfornacacca alla cui nascita ha dato un essenziale contributo?

Mamme! Come avete ben capito da tempo a vostre spese, non esistono miracoli: vostro marito non diventerà un padre esemplare dalla sera alla mattina, le coliche non si dissolveranno di punto in bianco ed il bimbo non inizierà a dormire quando spegnerete la luce. Tuttavia, esiste una soluzione ad un problema essenziale che modificherà la vostra giornata e i rapporti con il vostro pargolo saranno ad una svolta. Se non vedrete la luce, potrete almeno scorgerne uno spiraglio.

E lo spiraglio in questione si chiama Pee-pee Teepee.

Pee-pee Teepee sarà la vostra luce nel tunnel, il vostro faro guida, l’idea geniale che si nasconde dietro la semplicità, una semplicità che passa attraverso un piccolo cono di cotone. Esatto, qualche centimetro di stoffa saranno il primo passo verso la vostra ritrovata felicità.

Avete appena partorito una femminuccia? Son contento per voi, ma qui non troverete nessuna soluzione che vi possa interessare.

Avete appena partorito un maschietto? So che siete terrorizzate che, mentre gli cambiate il pannolino, il suo pistolino possa impazzire all’improvviso e ricoprirvi dalla testa ai piedi di urina – che benché urina di un angioletto, il vostro angioletto, rimane pur sempre urina – e so che la sola idea vi impedisce di adempiere correttamente ai vostri doveri rischiando di procurare un arrossamento inutile quanto non voluto al pargolo.

Per ovviare a questo problema vi viene incontro Pee-pee Teepee.

Una volta tolto il pannolino, non dovrete far altro che sbrigarvi nel prendere un Pee-pee Teepee e metterlo sul pistolino del lattante, dopo di che potrete prendervi tutto il tempo che desiderate per prendere un pannolino pulito e farlo indossare al poppante. Perché, se lui intende urinare a tradimento, non sarà certo sui vostri costosi vestiti di Prada o sulle vostre camicette di Versace o, peggio, sui vostri già provati volti. Dimenticate quei giorni. Pee-pee Teepee tratterrà tutto quello che non dovrebbe mai, e dico mai, finire sulle vostre persone.

Dimenticate lo schifìo di quei giorni. Rallegratevi con le divertenti forme che assume il Pee-pee Teepee: qui in versione natalizia, qui circense, questo da mettere solo ad Halloween e questo per giocare a cowboy e indiani.

Cosa state aspettando? Ordinate subito una confezione che arriverà direttamente a casa vostra e avrete a disposizione ben cinque meravigliosi Pee-pee Teepee, ovvero un intero giorno di luce.

Ed ora, intoniamo tutti lo splendido canto dei possessori del Pee-pee Teepee:

Changing a baby girl is not all glitz and glory;
Changing a baby boy is another horror story!
You hold his feet with one hand
and the diaper with the other;
The whole time praying,
“Please don’t pee on your mother!”

Ancora giochi di potere sulla vita della signora Englaro, la deontologia medica direttamente nel sacchetto della spazzatura, la pressione fiscale del 2009 prevista al 43,3%, un serpente di 13 metri.

Proprio una giornata di merda.

Ieri da Condor ho scoperto che sull’isola di Mann accade quello che dovrebbe accadere in ogni Paese civilizzato dotato di telecomunicazioni, ovvero si sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di far pagare un canone d’internet più alto rispetto alla media europea, in quanto sarebbe prevista una percentuale da destinare alle case discografiche come rimborso per i brani scaricati dagli utenti della linea adsl. In parole povere, si prende consapevolezza del fatto che il file sharing sia una realtà con la quale bisogna iniziare a convivere, il mondo si è mosso in quella direzione, le regole son cambiate ed è ora d’iniziare a sfruttare questa realtà per non lasciar morire il mercato del disco definitivamente.

Per chi se lo chiedesse, l’Italia si sta muovendo in direzione diametralmente opposta.

Quelli di Trenitalia mi fanno sapere che anche il ritardo del viaggio di ritorno del 05/03/06 sull’IC 560  “non supera il limite di 30 minuti previsto dalla Carta dei Servizi”.

Giusto perché io mi diverto a mandare richieste di bonus alle ferrovie, anche se so in partenza che verranno respinte.

Due anni dopo.

In duplice copia.

(ma poi, secondo voi, può esistere davvero una mail rap.clienti.to.pax?)

Ho sognato che Silvio vinceva le elezioni, che Renato Giuseppe veniva nominato Presidente del Senato, Gianfranco della Camera, Gianni veniva osannato da una marea di saluti fascisti e Umberto, al Ministero delle Riforme, metteva in moto la secessione de facto.

E’ proprio vero che durante le feste si mangia l’impossibile e poi la digestione lenta turba il sonno.

Due gemelli monozigoti si formano da un solo ovulo ed un solo spermatozoo. Cioè, all’inizio della fiera, c’è un solo embrione che si prende la briga di sdoppiarsi e di dar vita ad un essere uguale uguale a se stesso; quest’ultimo, il clone, vedrà la luce per primo, con l’ovvia conseguenza che il primigenio nascerà per ultimo.

Da tutto ciò deriva che Giacobbe avrebbe acquisito il diritto della primogenitura con la nascita e che Esaù gli è ancora debitore di una porzione di lenticchie, in cambio delle quali non gli avrebbe offerto niente che già non avesse.

Si chiama Tang Wei, ha 28 anni e, se l’immagine è tutto, lei non esiste.
Almeno non in Cina.

Di professione attrice, deve il suo successo all’ultimo film di quel Ang Lee che, con I segreti di Brokeback Mountain, è riuscito a vincere tutto quello che umanamente poteva intascarsi (Leone d’Oro a Venezia, quattro Golden Globes, tre Oscar, solo per citare alcuni premi). Nell’ultimo film, dal titolo esplicativo di Lust, Caution (italianizzato in Lussuria – Seduzione e tradimento), vincitore anch’esso di un Leone d’Oro, la nostra Tang (s)veste i panni di Wong Chia Chi, una studentessa/spia nella Cina di fine anni Trenta disposta ad usare tutte le sue armi pur di perorare la sua causa. E che fosse di facili costumi – Wong Chia Chi, non Tang Wei, naturalmente – se ne era accorta la censura cinese che già a settembre aveva deciso che la pellicola sarebbe uscita privata di ben trenta minuti per permettere la visione “ad un pubblico più ampio”, questa la motivazione principale. La notizia di questi giorni riguarda direttamente l’attrice. La Sarft, l’organo responsabile della censura radiotelevisiva in Cina, ha deciso di bandirne la presenza dalle televisioni e, con lei, è scomparso anche il trailer del film di Lee, in un circolo vizioso nel quale non si capisce quale sia l’obbiettivo principale della sciabola censoria, se l’attrice o il film da lei interpretato. Per la casalinga di Voghera*, Tang Wei ha smesso di esistere.

*Pechino, Cina.