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Category Archives: Di tutto un po’

Giornata di sole, ma fredda.

Ho deciso di eliminare Feedburner, quindi, oh voi cinque che siete iscritti al feed, aggiornate il vostro lettore di feed preferito: questo il link per i post, questo per i commenti, se proprio sentite il bisogno di. Muovetevi perché l’eliminazione verrà a breve, senza preavviso e senza ripensamenti. Tiè.

C’è il primo spot della nuova stagione di “Weeds”, l’ottava (sì, lo so, mi fisso sempre sulle stesse cose ma, se nemmeno Fede al Tg4 è più una garanzia, un ragazzo a cosa dovrebbe attaccarsi?). L’ottava stagione di “Weeds” inizierà il primo di luglio, fra TRE mesi, è come se Raiuno iniziasse a trasmettere degli spot per avvisarci che quest’estate verrà replicata tutta la serie de “La signora in giallo”, cosa peraltro abbastanza improbabile visto che ora la signora Fletcher ha traslocato su Rete 4, sempre a proposito di certezze che vengono meno.

L’11 aprile uscirà una compilation di cover degli 883, si chiamerà “Con due deca”. La versione de “Gli anni” di Colapesce non mi piace tanto ma sono curioso di ascoltare il resto dell’album, poi, boh, mi sembra quasi che nei confronti di Max Pezzali & socio si sia creato negli ultimi anni una specie di feticismo simile alla passione di Tarantino per i film di Bombolo. Non sono nessuno per giudicare le fissazioni degli altri però cerchiamo almeno di ridimensionare il tutto. I film di Bombolo sono spazzatura anche se piacciono a Tarantino. A me piace “Amici”, per dire, ma non penso che debba essere rivaluto come grande precursore di nulla.

Oltre sette milioni di italiani hanno seguito la prima parte della fiction sulla Madonna, 25,25% di share. Non c’è speranza per questo Paese.

Hanno provato a rifilarmi la MasterCard in aeroporto. Sto ancora ridendo.

Giornata di sole.

Presa la macchina per la prima volta dopo quasi una settimana di neve, alla faccia della manovra antismog. Le vie principali sono abbastanza pulite, salvo in coincidenza con le diramazioni dove ho notato che i cumuli di neve occupano metà corsia, col risultato che chi deve svoltare si ritrova metà macchina in una corsia e l’altra metà in un’altra, non proprio il massimo per la sicurezza. Invece le vie meno trafficate (leggi: quelle intorno alla mia zona) sono piene di ghiaccio, soprattutto nella parte centrale delle carreggiate, al punto che la mia macchina, sprovvista di ruote termiche, slittava in alcuni tratti. Le vie vicino alla posta e alla scuola elementare sono invece completamente ricoperte da lastre di ghiaccio; un cartello di velocità limitata ai 30 km/h ha fatto la sua comparsa in un angolo. Mi chiedo: ma non dovrebbero proprio essere zone come queste, frequentate da molti bambini, le prime ad essere sgomberate dalla neve? Al contrario, anche il passaggio pedonale che porta alla scuola è un misto di ghiaccio e neve alto diversi centimetri.

Scoperto quasi casualmente che Rete 4 manderà in onda le ultime puntate di “Lie to me” sempre il giovedì ma in seconda serata, un episodio alla volta, nove settimane dalla fine. Teoricamente questa sera avrebbe dovuto essere la prima ma sta andando in onda da non so quanto tempo “Speciale Tgcom24 – Arriva la bufera”, un megaspottone a favore della giunta Alemanno. Approfittato per guardare “In the market”, un film “ishpirato ad una shtoria vera”, come recita il suo trailer. Mai più. Ma la pochezza di idee, la recitazione da saggio dell’asilo, l’assenza di fotografia, la macchina da presa perennemente fissa, il chiamare il 911 da una cabina della Sip (probabilmente l’unica rimasta in giro), la cartomante che spalanca gli occhi prima durante e dopo una visione come si fa nei film di streghe, l’inserviente che non apre la porta dove si nasconde il trio di somari inespressivi altrimenti la storia non può continuare, il killer che cita Isacco mentre sta per compiere il suo sacrificio, le citazioni esplicite a “Hostel” per far del metacinema de’ noartri, le infinite riprese delle strade umbre, le canzoni in inglese maccheronico, lo speaker romano di una radio messicana, la scritta “Uscita” sulle porte del centro commerciale che si suppone sia americano e che non può che chiamarsi “Market”… Basta, troppi colpi sulla croce rossa.

Comunque, alla fine Luca Lombroso ha decretato che non faremo la storia a questo giro.

Questo video è stato commissionato dal Ministero dell’Educazione e della Scienza della Repubblica della Macedonia. Lo scopo ufficiale di questa e di altre pubblicità progresso simili è quello di promuovere l’alfabetizzazione (lo slogan Il sapere è potere, in questo senso, è piuttosto didascalico) e la sapienza passa anche attraverso la conoscenza della religione, sembrano suggerire le immagini.

Da un punto di vista comunicativo, il video risulta piuttosto convincente, complimenti agli autori che hanno saputo fare leva sui sentimenti di rivalsa di ogni studente che, almeno una volta nella sua carriera scolastica, sogna di salire sul banco e di dimostrare al suo professore che è solo un incompetente. E lo studentello in questione, non solo lascia senza parole un vecchio insegnante che vede vacillare i propri dogmi enunciati con sufficienza spocchia da risultare antipatico a qualunque spettatore, ma viene legittimato nel suo pensiero attraverso il Genio del secolo scorso per eccellenza; “Il male è l’assenza di dio”, disse un giovane Einstein ad un professore universitario (ma siamo poi davvero sicuri?). Verso chi, dunque, viene suscitata la simpatia dello spettatore? Verso l’alunno e, di conseguenza, verso le sue parole. Empatia riuscita.

Da un punto di vista dei contenuti avrei qualcosa da ridire. E cioè che è quantomeno disonesto mettere sullo stesso piano freddo, buio e male; se i primi due rientrano all’interno delle leggi della fisica, il terzo non può essere assoggettato a nessuna disciplina scientifica, in quanto è soggettivo. Si può credere o meno nella forza di gravità, ma se ti butti giù dal quinto piano di un palazzo non prenderai il volo, verrai attirato verso la terra. Al contrario, non esiste un male assoluto, qualcosa che ciascun essere umano presente sulla terra possa universalmente bollare come “negativo”. Per me può essere inaccettabile nutrirsi con alimenti di origine animale, non si può dire lo stesso per i produttori della mia zona che vivono grazie al prosciutto. Un pezzo di pizza può essere estremamente delizioso per un impiegato in pausa pranzo oppure estremamente tossico per un celiaco. La morfina può essere di sollievo per un malato terminale o essere il termine della vita di un tossicodipendente. E così via. Lo stesso concetto di morte può essere associato sia al bene che al male. È un sollievo nel già citato caso del malato terminale. 202 paesi nel mondo, tra quelli che la prevedono e la mettono in pratica e quelli che la prevedono solo sulla carta, utilizzano la pena di morte come massima punizione in caso di reati particolarmente gravi (la cui gravità, a sua volta, cambia con le coordinate geografiche). Alcune popolazioni della Tanzania non trovano nulla di sbagliato nell’uccidere una minoranza etnica, poiché sono convinti che dagli arti di questa gente possano essere create meravigliose pozioni magiche. Anche la sentenza finale del bambino/Einstein (“il male è il risultato di ciò che accade quando l’uomo non ha l’amore di dio nel suo cuore”) non ha nessun valore per il 15% della popolazione mondiale che si dichiara atea o non religiosa.

Da un punto di vista politico, questo video mi suscita le maggiori perplessità, anzi, direi che m’inquieta parecchio. Qui ci troviamo di fronte ad un Ministero che finanzia un filmato per la diffusione della religione all’interno della scuola. “Religion is knowledge too” e “Bringing back religion to school”, si legge subito prima del logo del Ministero macedone. E qui si ritorna ad un dibattito più che attuale all’interno del nostro paese: è davvero compito della scuola insegnare la religione ai nostri alunni? Non dovrebbe essere un compito riservato a quelle figure che rappresentano la confessione religiosa alla quale decidiamo di appartenere? E, soprattutto, se una repubblica dice ai suoi cittadini che non devono trascurare di documentarsi sulla religione non rinnega se stessa e la propria laicità? Mischiare la sfera pubblica e quella privata non è solo controproducente?

(Discorso a parte, meriterebbe la strumentalizzazione della figura di Albert Einstein ai fini religiosi; su Wikipedia la questione viene risolta con un “è certo che Einstein rifuggisse da qualunque facile definizione. Etichettare il suo libero pensiero risulta pertanto poco sensato”, mentre il video qui sopra lascia intuire un profondo senso di dio.)

Huggies, Telecom, StartPeople, Acer, Volvo…

Più che un film è uno spot continuo.

Così; giusto per dire che siamo a quota due.

Leggere Troppi paradisi – ovvero il best seller della scorsa estate, ok, il tempismo non è mai stato il mio forte – e riuscire a comprendere le battute in dialetto dei genitori senza far ricorso alla seguente traduzione mi riempie di profondo orgoglio campanilistico.

Le “c” diventano “z”; le “z” “s”; le “s” fischiano; le vocali si allungano. A ben pensarci, l’emiliano è come i nonni, dolce ed avvolgente. I miei erano calabresi.

In principio erano le diapositive.

E tu tremavi vedendo quell’amico di famiglia che si presentava a casa tua con il proiettore sottobraccio e ti chiedevi come facesse a non essere soggetto ad ernia e già sapevi che avresti dovuto arrampicarti sopra il divano per togliere il quadro più grande di tutta la casa ché la mamma aveva l’horror vacui e doveva riempire le pareti di ogni sorta d’immagine, altrimenti le sarebbe venuta l’ansia cronica e non volevi essere tu la causa delle malattie di tua madre. Così, mentre ti arrampicavi sulla spalliera ché eri “quello più leggero di tutti” e stavi in equilibrio con una gamba sola perché non c’era posto dove mettere entrambi i piedi, allungavi le braccia per cercare di alzare il quadro senza farlo cadere, senza far cadere il chiodo che lo reggeva e, soprattutto, senza lasciarti cadere all’indietro.
“Che vergogna! Che sporco lì dietro!”, era il commento classico di tua madre.
Poi, il proiettore s’insediava al centro della tavola ed iniziava la tortura.

Dopo due lunghi interminabili minuti di spiegazioni assolutamente inutili, maturavi la decisione di andare in bagno e di restarci per un bel po’ (“sai com’è, alla natura non si comanda”): nella migliore dell’ipotesi, al tuo ritorno, la tortura sarebbe già finita, nella peggiore, l’amico di famiglia avrebbe sospeso la proiezione “per aspettarti”. Sorriso di circostanza. Tiratissimo.

Papà sì, invece, che era uno furbo. Non aspettava neanche due minuti, si alzava ed andava in cucina, “Vado a fumare di là, così il fumo non vi disturba”. Papà aveva capito tutto, già d’allora.

Dopo altri due interminabili minuti, l’unica cosa che riusciva a mantenerti sveglio era una zanzara che si muoveva in senso circolare intorno alla lampadina e ti chiedevi se quell’essere infinitamente più piccolo di te fosse in grado di divorarsi la parete e trascinare nel suo stomaco quei luoghi e quelle persone che avevi avuto la fortuna di non conoscere. Mai. Ma così non era. Mai.

Poi i tempi sono cambiati, il mondo è cambiato. Dalle diapositive si è passato al cd-rom, dal cd-rom a Flickr.
“Ho messo le mie foto sul sito, ti dò l’indirizzo.”
“Va bene, ma aspetta che prendo carta e penna… Dimmi… Come dici? P o T? Puoi ripetere?… Ok, te lo ripeto, dimmi se è giusto…”

Ovviamente, ti sei guardato bene dall’esserti alzato, non hai mai preso carta e penna, non hai mai scritto l’url corretto.

Gran bella invenzione la tecnologia.

Avevo pensato di non parlarne neanche, limitandomi a cambiare il template per 24 ore.

Avevo pensato di scrivere un post contenente tutti post precedenti; al sesto link ho cambiato idea.

Avevo in mente delle frasi molto filosofeggianti, ma che avrei capito soltanto io, a meno che non entrassi in particolari specifici, ma in questi giorni non m’interessano i particolari specifichi, vivo di superficialità.

Avevo per la testa alcune immagini da scovare e file da ascoltare, ma sarebbero stati un po’ troppo melensi per i miei gusti.

Alla fine scrivo dello scrivere, tautologia perfetta per occuparsi del nulla.

Fuffa.

Questi i fatti. La Terra ha ruotato su se stessa per ben trecentosessantacinque volte, spostandosi contemporaneamente nello spazio siderale e compiendo un movimento di rivoluzione intorno al Sole, tornando per posizionarsi nel punto iniziale; il che implica due cose, direbbe qualcuno. La prima è che ogni rivoluzione, in realtà, non porti a nulla di nuovo, ti fa annusare una ventata di novità, ma poi le vecchie consuetudini tornano per rinsediarsi nel posto che avevano temporaneamente lasciato mentre erano andate – volontariamente – a farsi un drink. E come si chiamano le persone che compiono sempre le stesse azioni e gli stessi errori? (barrare una casella a scelta)
a) patetiche
b) persone

La seconda è che, in realtà, qualcosa cambia, eccome se cambia. Il solo fatto di avere un anno in più è un notevole segno di cambiamento.

 

Porta ticinese piove ma c’è il sole
quando il dandy muore fuore nasce un fiore
le ragazze fan la file per vedere
la sua tomba con su scritte le parole
“io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto io non lo so
io vi amo
vi amo ma vi odio però
vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo”

Baustelle – Un romantico a Milano

 

A voler proprio essere precisi, oggi più che essere la fine del primo, è l’inizio il secondo anno; in ogni caso, io il template lo cambio lo stesso. Solo per ventiquattr’ore, però.

Paris Hilton ha lasciato il carcere dopo solo tre giorni di detenzione, anziché i quarantacinque ai quali era stata condannata inizialmente, poi ridotti a ventitre. Dopo qualche ora, il giudice di Los Angeles ha stabilito che l’ereditiera non solo debba tornare in carcere, ma scontare anche tutti e quarantacinque i giorni. L’interessata è scoppiata a piangere, urlando: “Mamma!” e ciucciandosi il pollice. Alcuni testimoni riferiscono che non avesse un filo di trucco.

Rocco Buttiglione e Albertina Soliani hanno scritto una lettera ai questori del Senato per chiedere un “miglioramento della qualità della vita in Senato” interpretando così “il desiderio di molti” affinché vengano adeguati “i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone”; nella lettera si chiede che il bar del Senato venga provvisto di gelato.

Gustavo Selva ha candidamente ammesso che, per evitare il traffico causato dalla manifestazione odierna a Roma, ha finto un malore e ha chiamato l’ambulanza per farsi accompagnare negli studi televisivi di La7. E come rideva nel dirlo!

Francesco Cossiga ha deciso di salutare la visita di Mr President esponendo sulla sua finestra le bandiere di: Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele, Italia e, last but not least, Sardegna.

In questi giorni sta vedendo la luce il primo albumi degli inglesi The Zimmers; il cantante della band, Alf Carretta, ha soli 90 anni, l’età media del gruppo si aggira intorno ai 78.

Il Papa ha schiaffeggiato Mr President all’avvio dell’incontro di stamane in Vaticano e, puntando l’indice, ha tuonato: “Tu, un giorno sconterai la tua pena davanti al Signore per le morti innocenti che hai causato in questi anni!”. Mr President si è affrettato a giustificarsi: “E’ da anni che mi dice cosa fare”.

Una di queste notizie è falsa. Quale?

…dopo che tutti questi personaggi barra vips barra soliti noti vengono scagionati per prescrizione barra archiviazione del reato, ci tocca anche sorbirli in salotti televisivi barra rotocalchi più o meno rosa, ma, soprattutto siamo costretti ad assistere a pubbliche accuse nei confronti dei loro “persecutori” ed a patetiche scene di vittimismo barra innoncentismo, no, eh!
(ovvero: ti è andata bene questa volta? abbi la classe di stare nel tuo angolino a vergognarti del tuo sputtanamento in silenzio)

…speriamo almeno che, questo giro, ci risparmino sterili accuse a videogiochi violenti, a film fantascientifici, a cantanti furbetti e che non mandino in onda sette giorni su sette a “L’Italia sul 2” puntate dal titolo “Chi sono i giovani che vivono con noi?”, “Dove abbiamo sbagliato?”, “Ritorno al coprifuoco?”.
(ovvero: più di trenta volte in dieci anni significa che c’è un problema serio da risolvere)

…abbiamo davvero bisogno di comici/messia per sapere come è meglio investire le nostre risorse? (ovvero: va bene che gliele canti e gliele suoni, però dopo il polverone mediatico cosa ottieni?)