Skip navigation

Category Archives: Sempre meglio che niente

Ci sono delle crepe nei muri, delle pareti da tinteggiare, delle tegole da cambiare, le grondaie da pulire, la siepe da rinfittire… C’è da nominare un restauratore che si occupi di questi lavoretti di manutenzione e c’è una fetta, una grossa fetta, dell’assemblea che ha già deciso di appoggiare un tizio abbastanza giovane da proporre idee innovative rispetto alla concorrenza – cosa piuttosto facile considerando l’incapacità della concorrenza di aggiornasi – ma non proprio di primo pelo, il ragazzo insomma ha esperienza nel settore e vuole proporre una strada nuova, alternativa.

Ha parlato con la signora del terzo piano e l’ha convinta che ha ragione, il problema è lo sterco dei piccioni che corrode le tegole e poi piove in casa.

Ha parlato con il ragazzo del secondo piano e gli ha detto che ha ragione, ha tutti i diritti a fare festa con i suoi amici, i vicini hanno poco da lamentarsi.
«Si potrebbe risolvere il problema in cinque minuti insonorizzando l’appartamento»
«Davvero è possibile? In tutto questo tempo che abito in quel condominio non mi era mai stato detto!»
«Certo che è possibile, basta volerlo!»

Ha parlato con il signore del primo piano e gli ha detto che ha ragione, il rispetto passa per le piccole cose e gli altri condomini non possono lasciare le loro macchine davanti al suo garage, anche se lui non ha la patente, non significa che gli altri possano fare i loro comodi senza il suo consenso.

Poi c’è un’altra fetta, decisamente più piccola, quasi irrisoria, che si guarda sbalordita intorno.
«Ma come potete credere a quello che vi dice? – si chiede – Non vedete che dice a ognuno di voi quello che volete sentirvi dire? Non vedete che dietro a quelle promesse di rinnovamento ci sono le stesse tecniche utilizzate dalla concorrenza in tutti questi anni?»
Ma, niente, si arriva al momento della votazione e il restauratore in questione vince a mani basse. I lavori andranno assegnati a lui.

Giubilo generale.

«Finalmente il nostro condominio verrà modernizzato! Non avrà nulla da invidiare a quelli stranieri!»
«Da domani verrà premiato il talento e i lavori non verranno più fatti dalla “Baraldi & figli” solo perché sono gli zii di quello dell’attico!»
«Il nuovo restauratore è giovane e c’è bisogno di giovani alla guida dei lavori!»

Poi c’è sempre quella fettina che era contraria che continua a dire, «State attenti, non perdetevi dietro a questo facile entusiasmo, il fatto che sia giovane non vuol dire nulla di per sé e…» E, niente, la fetta grossa non vuole sentire ragioni, il restauratore è l’unica alternativa per recuperare il condominio, per renderlo competitivo sul mercato, per trasformarlo in un posto migliore in cui vivere. La fetta piccola è solo gelosa che non è passato il loro candidato, uno che usa internet per farsi pubblicità e internet, si sa, non è conosciuta da tutti, le persone serie si fanno pubblicità in tv, e se avanza del tempo, anche su internet. La fetta piccola è disfattista, non le va mai bene niente, per una volta che c’è uno che ci prova a cambiare qualcosa in quel condominio barcollante…

C’è un solo problema.

I lavori non possono essere assegnati immediatamente al nuovo restauratore perché il contratto con il vecchio non è ancora scaduto.

Che fare?

Niente, sembra che sia necessario aspettare la naturale scadenza del contratto.

Solo che poi accadono una serie di coincidenze, un soffio di vento in più, Giove in trigono con Saturno, le nutrie che scavano una tana di troppo, il cane dei vicini che abbaia al nuovo postino, e si materializza la concreta possibilità di recedere dal contratto col vecchio restauratore così, all’improvviso e senza penali, e che quello nuovo possa finalmente prendere in mano la situazione.

A quel punto, una parte di chi aveva sostenuto il nuovo restauratore comincia a dire, «Ma no, guardate, lui è una persona a modo, non se ne approfitterebbe mai della situazione per prendere il posto di quello vecchio così, lui preferisce seguire una via più corretta e quando sarà il suo turno – perché legittimato dal nostro voto – farà grandi cose. E poi entrambi i restauratori vengono dalla stessa scuola, perché dovrebbero farsi la guerra?» E la fetta piccola prova ancora a dire che «Ve l’abbiamo spiegato, quello parla di rinnovamento ma nella pratica è molto vicino agli stessi che critica» ma, niente da fare, ormai il nuovo restauratore è diventato come un messia e chi ci prova a dire che «Di messia ce n’era uno ed è finito in croce, forse dovremmo concentrarci su cosa fare, non su chi dovrebbe farlo» continua ad essere bollato come disfattista. E poi, oh, poi arriva il giorno.

Il giorno in cui il nuovo ha l’occasione di prendere il posto del vecchio anzitempo.

E il nuovo, oh, il nuovo la coglie.

Il condominio ha un nuovo restauratore.

A quel punto la fetta grossa inizia un po’ a vacillare.

Una parte rimane delusa e prende le distanze dal nuovo restauratore, dice che si è fidata ed è stata ripagata con i soliti mezzucci che venivano proprio da chi prometteva di seguire una nuova strada. Un’altra parte dice che va bene così, l’importante è che il nuovo restauratore lavori sereno e che faccia le modifiche concordate e poi i miracoli possono sempre capitare. Un’altra si mette ad attaccare la fetta piccola, «Il fatto che siete delle cassandre dimostra la vostra inutilità, avevate il dovere morale di convincerci che il nuovo restauratore fosse la scelta sbagliata».

E la fetta piccola che fa?

La fetta piccola è lì che si picchia in testa, gongola tra un “te l’avevo detto!” sussurrato e un “ma non potevate pensarci prima?” detto un po’ più ad alta voce e non può fare altro che sperare di aver preso una cantonata e che il restauratore faccia anche del loro condominio un posto meraviglioso, pieno di magici unicorni che cagano arcobaleni.

Annunci

Sono così indie che il blog è fuori moda (fuori moda!)

L’anno scorso sulla mia timeline di Twitter era stato più volte condiviso un post composto da cinque canzoni, una per stagione, dell’anno che stava per terminare. “Bella idea”, ricordo d’aver pensato. Poi, siccome sono un cialtrone, non solo non ho scritto un post simile dodici mesi fa, ma non mi sono neanche segnato il link del blog in questione. Lo faccio oggi, quando qui è tornata a scendere la neve (in automatico, giuro!), senza link e chiedo scusa.

Si diceva, quindi, una canzone per stagione, quella che ho ascoltato di più in quel periodo dell’anno ma anche quella a cui sono rimasto più legato per cazzi e mazzi vari. Quasi tutte sono del 2013, una del 2012, una è uscita nel 2012 ma qui ho scelto la versione del 2013, ben tre italiane (due no), ma tanto alla fine è tutta una scusa per aggiornare il blog per la seconda volta quest’anno e per augurare buone feste a tutti.

Inverno.

spotify:track:3sxEQ6M7e8HUzDYlBmDmTE

Primavera.

spotify:track:6PuiqGnwLfd8XvkCuShxFY

Estate.

spotify:track:0QEHU0ZccfSXYUpF2iVUab

Autunno.

spotify:track:1Ia4ayLRUX1JBgfBz7fGZc

Inverno.

spotify:track:6HHQZ6duHYGjYBgUidtu70

Ho visto questa cosa

e mi è tornata in mente quest’altra cosa

e ho dovuto rivedere questo (che poi altro non è che la prova che è esistito un tempo in cui il componente dotato di baffi del trio cantava)

Giornata di sole.

Giornata di noia.

Siccome non ho molto da dire perché [cancellare le scelte che non interessano] non ho tempo/non ho voglia/sono stanco/ho le mie cose/un fulmine si è abbattuto sulla centralina telefonica e stanno arrivando gli ultimi segnali del wi-fi proprio ora/sta per iniziare la replica di “Tempesta d’amore” su La5/questa giornata in realtà non esiste/la gatta mi sta mangiando i piedi/il vicino sta bussando per chiedermi un pugno di sale/stasera un compagno dell’asilo non mi molla dalla chat di Facebook/il libro sul comodino non si leggerà da solo/Sgarbi sta urlando “Capra!” a qualcuno e non me lo posso perdere/nessuna delle precedenti/tutte le precedenti, godiamoci un video per la celebrare la prematura scomparsa di un cantante del quale neanche conoscevo l’esistenza fino a un paio di ore fa, ma che fa molto fighetto ricordare proprio adesso. Riposa in pace, fratello.

Giornata di neve.

E’ morta Whitney Houston, ricordiamola con un video di Kimya Dawson nel quale la prendeva bonariamente in giro qualche anno fa.

Ché poi “The Greatest Love of All” è una di quelle che canzoni che ti metti a cantare a squarciagola mentre stai guidando in macchina, magari in autostrada, ché di farti giudicare dal vicino di corsia fermo al semaforo non ne hai voglia. In quanti possono dire di aver inciso una canzone che si può cantare a squarciagola nella solitudine della propria macchina in un tratto di autostrada? Ecco, appunto.

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Ballare con le stelle è di destra
l’ora di countdown invece è di sinistra,
le indagini in mare son di destra
a Manhattan son di sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

La bella aliena è di destra
l’alienazione è sempre di sinistra,
tutti i reality che fanno son di destra
sbirciano tra le dita a sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Le rughe affogate nel botulino
hanno ancora un gusto un po’ di destra,
ma un occhio senza mascara od ombretto
è da sceme più che di sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

I gay che sono un segno di sinistra
se sono nerd vanno verso destra,
la brava moglie avvocato è di sinistra
lo scapolone un po’ di destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

I coach son quasi sempre di sinistra
le popstar più che mai di destra,
il college in compagnia è di sinistra
Glenn è sempre in fondo a destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

L’isolotto sperduto nel Pacifico
è evidente che sia un po’ di destra,
mentre i format, tutte le repliche e anche gli 80’s
son di merda più che di sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l’ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che Jane è di destra
la Fey invece è di sinistra,
se Robin la canadese è di destra
la Close è ancora di sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

La famiglia moderna è di destra
i fratelli e le sorelle di sinistra,
non si sa se Gabrielle sia di destra
White è sempre di sinistra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Lo spin-off di corsa a Miami
è un antico gesto di sinistra,
la corsa intorno al mondo, un po’ in volata
è estenuante oltre che di destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è
se c’è chissà dov’è.

La vecchia Beverly è di sinistra
il Dr Lightman è a destra,
anche l’ufficio decisamente
è un po’ a sinistra
è Barney che ora è andato a destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Gli uomini pazzi son di sinistra
due e mezzo stanno a destra,
son sicuro che il killer è di sinistra
l’invasore è a destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

La rossa emancipata è di sinistra
ballerina è già un po’ più di destra,
ma la televisione resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

(Credits: musica e testi. Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio.)

E poi uno si chiede perché “Sentieri” duri da oltre settant’anni.

E’ sempre un passo avanti rispetto ai tempi dei comuni mortali. Niente di più semplice.

1995 – in Italia un po’ più tardi – Blake Marler scopre di essere incinta di due gemelli. Piccolo problema: nel corso di una notte piena d’alcol, Blake tradisce il marito Ross con il miglior amico di lui, Rick Bauer, e si pone la fatidica domanda, “o porco cazzo, di chi sono i miei bambini?” e la pone anche alla dottoressa Sedwick (un po’ ginecologa, un po’ medico di base, all’occorrenza anche psicologa) che insinua il dubbio nella sventurata: nell’0,01% dei casi, se si hanno rapporti ravvicinati con due uomini nell’arco di poche ore, può capitare che ogni poppante si ritrovi con un padre diverso. E lì iniziano le disavventura della signora Blake: glielo devo dire a mio marito o è meglio stare zitta, meglio fare prima un esame dei villi coriali poi lanciare la bomba o, se mi va grassa, stare zitta a vita una volta passato lo spavento?

Nove mesi dopo nascono Jason e Kevin e, sì, sono figli di due padri diversi.

Poco importa che poi era stata Dinah, figliastra di Blake, a falsificare i risultati del test dei villi coriali per vendicarsi della matrigna che l’aveva messa contro Roger, padre di Blake e marito di Dinah; quelli avevano quindici anni di vantaggio.

Secondo una ricerca dell’Università di Uppsala, gli animali domestici avrebbero sviluppato una varietà di pelo maggiore rispetto ai “cugini” selvatici perché incoraggiati dall’uomo. Gli animali avrebbero “scelto” un determinato tipo di colore perché si sarebbero accorti che i padroni allevano cuccioli scegliendoli sulla base di un fattore puramente estetico: i cuccioli di maiale dal pelo rosa sono più facili da individuare visivamente rispetto a quelli dal pelo nero, più adatti alla vita selvatica, al contrario, in quanto il nero porta con sé un maggiore facilità di mimetizzazione. Il che, posso testimoniare, è facilmente riscontrabile anche nella vita di oggi. Alcuni anni fa, trovandosi di fronte alla scelta di un cucciolo di gatto tra alcuni appena nati, mia nipote, all’epoca dodicenne, scelse una micina dal fulgido pelo rosato e dalle candide zampette bianche. Oggi, a distanza di quasi quattro anni, Betty è la padrona incontrastata della casa – con buona pace di chi si occupa della gestione della casa -, i suoi fratelli, che sono rimasti a vivere in libertà in campagna con la madre, sono morti. Avevano tutti il pelo di tonalità diverse di grigio.

Berlusconi a pois

Tralasciando il discorso politico, vogliamo parlare della sciarpetta del Silvio?

(Una summa della moda di questi ultimi anni qui).