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Category Archives: Superclassificashow

Novembre’s Top Five

Non leggo da mesi la stampa: ho pensato di fare come Gesù Cristo che dopo aver guarito tanti ammalati e dopo averci donato una dottrina salvatrice, fu arrestato, calunniato e condannato alla croce: non si è difeso. [*]

…e sono ancora nostri alleati… [*]

Non avrà nessun esito giuridico, perché a febbraio c’è la prescrizione. [*]

Romina si drogava, questo ha devastato il nostro matrimonio. E credo sia stata lei a iniziare Ylenia alla droga. [*]

La colite mi perseguita. [*]

Ottobre’s Top Five

La Francia ha buttato nel cesso la costituzione europea e ora Sarkozy fa il bullo sul podio dell’Eliseo. [*]

No apology from the Chancellor because there was nothing to apologise for. [*]

Non avevo mai visto halloween in America.Ha qualcosa di autentico.Festeggia la morte che e’ il non essere, la trasforma in essere per essere [*]

Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo sarebbe Forza Gnocca! [*]

In serata, a “Che tempo che fa”, Renzi ha detto di non aver alcuna intenzione di diventare segretario del Pd. [*]

Settembre’s Top Five

devi scegliere, la versione ufficiale o giulietto chiesa. [*]

Save The Canalis Save The World [*]

Internet è uno strumento assolutamente meraviglioso ma è una condanna all’ergastolo, nel senso che una cosa che sta su internet poi ci sta tutta per la vita, voglio dire. [*]

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. [*]

Spero che la intercettino mentre ride con qualche puttana!

a parimerito con

…e dovete vergognarvene in nome della cameriera del Sofitel! [*]

Classifica personale delle migliori pellicole uscite nel 2006 – giusto per ricordar(ci) che è iniziato un anno nuovo e che, da domani, per i più fortunati come me, si ritorna al vecchio tram tram.
Alcune avvertenze.
Nei link, alcuni di questi film sono segnalati “facenti parte” (Licia Colò mi fai una pippa!) del 2005; due possibili spiegazioni: una mia precoce demenza senile o sono film usciti nel 2005 nei paesi d’origine (leggi: USA) e in Italia nel 2006. Ai poster l’ardua sentenza.
Mi sono reso conto di essere andato al cinema molto poco negli ultimi dodici mesi e quel poco era sbagliato (leggi questo o questo, per non parlare di pacchi terribili come questi due); questa classifica, quindi, risulterà piuttosto riduttiva, avrei dovuto e voluto vedere anche questo, per esempio, considerando che ne ho apprezzato molto il fumetto dal quale è tratto, piuttosto che questo con la sempiterna Winona.
Peccato, sarà per un altro 2006.

#7 Prime.
La Nicole docet: se il matrimonio naufraga, buttati nel lavoro.
Tradito da un pessimo trailer – lasciava intendere che si trattasse di una farsa banalotta che ruotava intorno ad una madre psicanalista, il figlio ventenne e la sua relazione con una donna ultratrentenne, paziente della madre -, il film non risulta mai banale, a volte lento, e con un finale per nulla scontato; ci regala anche una perla di saggezza: Quanto ti piace fare sesso? – chiede un’amica alla Thurman – Allora, non regalargli la Playstation.

#6 Marie Antoinette.
Premessa (insindacabile): di Lady Oscar ce n’è una, tutte le altre son nessuna.
Detta questa innegabile verità, il film della Coppola riesce a vedere con quel distacco, che solo gli americani possono avere nei confronti della storia di casa nostra, la figura di una regina calpestata da chiunque in vita e messa su di un piedistallo fin troppo alto negli anni e nei secoli successivi (chi mi ricorda?).
Mettendo da parte la mancanza di precisione nel riscontro di episodi storici (ci sono saggi su saggi per questo), il film si fa amare per l’originalissima commistione di pop anni 80 del Settecento con quello anni 80 del Novecento.

#5 Thank you for smoking.
Fumare fa male, ma se ne può ridere con intelligenza. Ottimi dialoghi, poco politically correct e molto pungenti.
L’unico dubbio che sorge riguarda la Holmes: o è un’attrice meravigliosa o non era vergine come millantava, claro.

#4 I segreti di Brokeback Mountain.
Finalmente un film (popolare) sugli omosessuali nel quale non vengono trattati come macchiette alla Tognazzi e Serrault.
Che i gay siano persone come me e te?

#3 Match Point.
Forse l’unico film guardabile di Mr Woody (perché lui non vi recita? perché non è una commedia?).
Dopo la noia della prima mezz’ora passata tra bestemmie e te-l’avevo-detto-che-non-mi-piace-perché-mi-sono-convinto-a-vederlo?, mi sono fatto prendere dalla storia dell’ormai trito e ritrito triangolo adulterino che qui viene rielaborato con superba originalità e senza una dose (eccessiva) di moralismo. Perfetto spaccato della borghesia arricchita moderna, che io frequento tutti i giorni…
Chapeau, Monsieur Allen, permetta un consiglio: invece di fare due brutti film all’anno, ne faccia uno bello ogni sette, prenda esempio da Kubrick (è anche vero che Stanley non aveva come ex moglie la Farrow, dettaglio non trascurabile…)

#2 A history of violence.
Adoro Cronenberg, potrebbe fare lo spot di Cesare Ragazzi e lo troverei comunque originale, dissacratorio, violento al punto giusto, disarmante.
Una curiosità, dopo la quale siete autorizzati a considerarmi un insensible bastardo: dopo la sequenza iniziale del massacro, sono scoppiato a ridere come non mai di fronte al quadro della vita familiare del protagonista. Ero l’unico a ridere di gusto in quel cinema. I miei amici mi guardavano con sguardi atroci, neanche avessi rubato il bottino di Tanzi…

#1 Manderlay.
Secondo capitolo della trilogia di von Trier sull’America, dopo Dogville, il film è uno (se non l’unico) strumento che l’arte cinematografica ha prodotto in questi anni per comprendere quello che sta accadendo in Iraq.
A dir poco perfetto.
Unica pecca: la mancanza della Kidman nel cast, anche se la sua erede, Brice Dallas Howard, è un’attrice degna di questo nome (e, naturalmente, Dafoe non è Caan).

Buon 2007 (anche al cinema).

  1. Abitano lontano da voi. Se per raggiungere la loro casa, siete obbligati a prendere tre autobus, due taxi e farvi cinquecento metri a piedi oppure siete costretti a riempire il serbatoio dell’auto prima e dopo di mettervi in cammino, allora bisogna che prendiate seriamente in considerazione il fatto di chiedere un rimborso spese al suo ritorno (dipende da quanta faccia tosta abbiate) o che vi mettiate l’anima in pace perché questo periodo sarà fonte di continuo stress per voi. In questa categoria rientrano anche le abitazioni del centro storico: anche se non lontane da voi, sono comunque impossibilitate da raggiungere in macchina, pena multa salata e detrazione punti (sia benedetto l’inventore della ztl!).
  2. Abitano in una costruzione vecchio stile. Il che significa due cose principalmente: non c’è l’ascensore e i gradini sono alti minimo un metro, come dire, se non avete il phisique du role – gambe lunghe, peso contenuto e corpo allenato alle scarpinate – avrete dei seri problemi. Certo, dipende anche dal piano che dovrete raggiungere.
  3. I vicini non sono andati via. Nella migliore dell’ipotesi, aspettatevi di trovarli di fronte ad ogni vostro arrivo; nella peggiore, aspettatevi di vederli arrivare insieme ad una pattuglia di carramba da loro chiamata dopo aver sentito dei rumori sospetti e, sa, i proprietari sono al mare, uno che deve fare?
  4. I vicini possiedono un animale domestico – nella fattispecie denominato cane – che tengono in cortile. E’ giocoforza che il cane non vi riconoscerà mai, anche qualora gli passiate accanto ogni singolo giorno, vi abbaierà, vi ringhierà, vi inseguirà finché non farà uscire i suoi padroni che, se giovani e simpatici (ma non vi illudete, capita una volta su mille) diventeranno vostri grandi amici, se vecchi e antipatici (quasi sempre, cioè) non si ricorderanno mai di voi, minacceranno col bastone di chiamare la pula.
  5. I vostri amici possiedono un animale domestico. In questo caso le ipotesi sono diverse e altrettanto dicasi delle variabili, la cui principale dipende dal vostro amore per gli animali. Se si tratta di un cane, rifiutatevi categoricamente: anche quello di taglia più piccola ha bisogno di attenzioni costanti (dal scenderlo a pisciarlo alla bava che dissemina in ogni dove); vi giocherete le vacanze e vi maledirete. Nel caso di un gatto, il fattore determinante è la vostra quota di masochismo: se minima, allora lo lascerete nella casa dei vostri amici e vi assicurerete solo che la sera abbia la lettiera pulita e acqua e cibo a volontà; se massima, lo porterete a casa vostra, maledicendo voi stessi per averlo lasciato entrare e il gatto in questione per aver graffiato quanto di graffiabile abbiate in casa. Non pensiate che vada meglio con pesci, taratrughe o criceti: gli animali di piccola taglia, si sa, sono i primi a crepare e di solito scelgono di farlo durante le vacanze (per non parlare della sfiga delle sfighe, ovvero la rottura del filtro dell’acquario, che significa: primo, la morte assicurata del 60-70% dei pesci; secondo, cambio dell’acqua; terzo, acquisto di una nuova pompa, perché, no, non vendono solo il filtro – provate a dare un’occhiata ai prezzi, poi ne riparliamo -. Per inciso, non prendo neanche in considerazione l’ipotesi di animali tropicali, quali serpenti, iguana, pirana…
  6. Possiedono piante. Chilometri e chilometri di vegetali, sistemati in qualsiasi luogo della casa (da sopra il mobile in bagno alla ventola del condizionatore, dalla scala condominiale al garage, dal balcone ai davanzali) che ripongono in voi ogni speranza di sostentamento e voi che potreste fare? Certo non andare ad annaffiare in ore calde, ma al mattino presto o la sera tardi, magari mentre cambiate la sabbia al gatto (in questi casi, si affina una straordinaria dote di organizzazione anche nelle persone più disorganizzate).
  7. Vi stanno antipatici. Magari anche voi state antipatici a loro, non crediate, però siete la loro ultima spiaggia e sono costretti a chiedervelo o, magari, vi vogliono punire rovinandovi l’estate mentre loro sono al mare spaparanzati come lucertole. Comunque è sempre bene accettare, con due opzioni: potete non presentarvi mai, lasciando la casa in balia del primo che passa, lasciando piante e cani al loro destino e inventando qualche scusa molto credibile; oppure potete presentarvi tutti i giorni rompendo casualmente qualche vaso cinese, d’altronde, la fretta…
  8. Non potete allontanarvi dalla città, ma neanche per passare un week-end al fresco, perché vi sentirete in colpa per non essere passati e, soprattutto, sarà proprio quel giorno che capiterà il peggio (da cataclismi universali a visite di ladri).
  9. Nel caso di maltempo, avrete due case da pulire. L’estate è stagione di temporali per definizione e negli ultimi tempi si sono visti acquazzoni disarmanti che hanno messo in luce la qualità delle nostre fognature; si sono visti garage pieni di melma e tetti volati chissà dove. Non solo dovrete rimboccarvi le maniche e fare le pulizie di primavera che avevate fatto giusto un paio di settiamne prima a casa vostra, ma dovrete anche farle in casa di altri, dove, magari, non venivano fatte da mesi.
  10. Finirete per litigare e rompere una bella amicizia. Qualcosa può sempre andare storto, anche se avete fatto tutto il possibile per impedirlo, ma che volete, la fortuna è cieca,… E allora litigherete, litigherete e litigherete ancora.

(della serie: lo fanno tutti, non vedo perché io no)

(se fossi capace metterei in sottofondo della musica, una canzone qualsiasi dei White Stripes andrebbe bene)

Al decimo posto troviamo gli impiegati delle poste (ma, più in generale, tutti gli impiegati) che fanno partire il numero successivo della fila quando ancora non hanno finito di servire il cliente che hanno di fronte: dopo, non vi lamentate se uno si fa avanti e, soprattutto, non tirate fuori le norme sulla privacy che non è il caso!

In nona posizione ci sono i questurini e i carabinieri che ti fanno aspettare un’ora e cinquantatre minuti per fare una denuncia e davanti hai solo due persone; per voi una sola parola: Grazie! Grazie, perché ho perso una mattinata nella quale avrei potuto (nell’ordine): andare in piscina, studiare, comprare un sacco di roba inutile, dormire, mangiare il primo melone della stagione, flirtare con la nuova commessa, farmi i cazzi miei.

All’ottavo posto della nostra Hate List troviamo quelli che aspettano l’istante preciso nel quale scatta il verde per attaccarsi al clacson: ma perché non v’attaccate qualcos’altro a quel benemerito clacson?

Settima posizione per quei musicisti che vanno in trasmissioni musicali per cantare in playback (questa categoria rientra anche in una auspicabile classifica delle tristezze): dico io, con tutti i soldi che guadagnate, potete fare almeno quello per cui vi pagano, ovvero buona musica dal vivo, chissenefrega se poi c’è qualche imperfezione della chitarra o qualche stonatura, il bello è anche questo.

Sesta posizione (tutta meritata) per le Contesse Miserie*, quelle signore, cioè, che, nonostante il conseguimento di una certa età, si ostinano a comportarsi e, soprattutto, a vestirsi come se avessero smesso di crescere quarant’anni prima: signore mie, dire che siete ridicole sarebbe riduttivo, esiste un motivo se i pubblicitari hanno come target di riferimento le adolescenti e non voi.

Guadagnano il quinto posto quelle che se la tengono stretta per non dare un dispiacere al loro dio: bambine mie, vi state precludendo una serie di piaceri in nome di qualcosa che neanche esiste!

In quarta posizione ci sono quei genitori (e qui il riferimento è a quella generazione intorno al sopravvalutato ’68) che si comportano come fossero i migliori amici dei loro figli: quando mettere al mondo dei bambini non è sinonimo di maturità.

Ed ora è arrivato il momento di scoprire il podio (mi sento molto quello di mtv)!

Medaglia di bronzo per quei giornalisti che, privi di qualsiasi spiraglio di sensibilità, vanno ad intervistare – o almeno ci provano – poveri cristi nell’attimo di maggiore dolore (in genere sono genitori o congiunti che hanno appena perso in modo tragico una persona cara): alla faccia di qualsiasi codice deontologico.

Secondo posto: quelli che fissano un appuntamento e poi si presentano dopo ore (di solito accade in giornate da nubifragio) oppure giurano e spergiurano di chiamarti entro poche ore e hai modo di sentirli dopo anni (in genere tre, quando tutto ti va gonfie vele).

Al primo posto e, quindi, guadagnano la Medaglia d’Oro (rullo di tamburi) (questo è proprio un classico intramontabile): quelli che sono pronti a mettere la mano sul fuoco per difendere i loro principi e poi nei fatti mandano a benedire la coerenza. “Il tradimento? E’ la cosa più disonesta che possa essere fatta. No, mia moglie è con i bambini” “Chi va a puttane ha dei problemi; con quella però un giro me lo farei…” “Stimo molto le donne, però dovrebbero stare a casa a fare da mangiare e a stirare, farebbero meno danni”

*copyright by Carmen Consoli, of course!