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Tag Archives: governo

Ma riconfermare Lorenzin e lasciare a casa Bonino non mi sono sembrate due mosse molto intelligenti. Per non parlare del fatto che ci siano otto Ministre su sedici, ma non ci sia un Ministero per le Pari Opportunità. E neanche quello per l’Integrazione. Considerando che Renzi intende governare fino al 2018, si vede che non considera le pari opportunità e l’integrazione dei temi di cui occuparsi. Spero di essere smentito nei prossimi mesi.

Ci sono delle crepe nei muri, delle pareti da tinteggiare, delle tegole da cambiare, le grondaie da pulire, la siepe da rinfittire… C’è da nominare un restauratore che si occupi di questi lavoretti di manutenzione e c’è una fetta, una grossa fetta, dell’assemblea che ha già deciso di appoggiare un tizio abbastanza giovane da proporre idee innovative rispetto alla concorrenza – cosa piuttosto facile considerando l’incapacità della concorrenza di aggiornasi – ma non proprio di primo pelo, il ragazzo insomma ha esperienza nel settore e vuole proporre una strada nuova, alternativa.

Ha parlato con la signora del terzo piano e l’ha convinta che ha ragione, il problema è lo sterco dei piccioni che corrode le tegole e poi piove in casa.

Ha parlato con il ragazzo del secondo piano e gli ha detto che ha ragione, ha tutti i diritti a fare festa con i suoi amici, i vicini hanno poco da lamentarsi.
«Si potrebbe risolvere il problema in cinque minuti insonorizzando l’appartamento»
«Davvero è possibile? In tutto questo tempo che abito in quel condominio non mi era mai stato detto!»
«Certo che è possibile, basta volerlo!»

Ha parlato con il signore del primo piano e gli ha detto che ha ragione, il rispetto passa per le piccole cose e gli altri condomini non possono lasciare le loro macchine davanti al suo garage, anche se lui non ha la patente, non significa che gli altri possano fare i loro comodi senza il suo consenso.

Poi c’è un’altra fetta, decisamente più piccola, quasi irrisoria, che si guarda sbalordita intorno.
«Ma come potete credere a quello che vi dice? – si chiede – Non vedete che dice a ognuno di voi quello che volete sentirvi dire? Non vedete che dietro a quelle promesse di rinnovamento ci sono le stesse tecniche utilizzate dalla concorrenza in tutti questi anni?»
Ma, niente, si arriva al momento della votazione e il restauratore in questione vince a mani basse. I lavori andranno assegnati a lui.

Giubilo generale.

«Finalmente il nostro condominio verrà modernizzato! Non avrà nulla da invidiare a quelli stranieri!»
«Da domani verrà premiato il talento e i lavori non verranno più fatti dalla “Baraldi & figli” solo perché sono gli zii di quello dell’attico!»
«Il nuovo restauratore è giovane e c’è bisogno di giovani alla guida dei lavori!»

Poi c’è sempre quella fettina che era contraria che continua a dire, «State attenti, non perdetevi dietro a questo facile entusiasmo, il fatto che sia giovane non vuol dire nulla di per sé e…» E, niente, la fetta grossa non vuole sentire ragioni, il restauratore è l’unica alternativa per recuperare il condominio, per renderlo competitivo sul mercato, per trasformarlo in un posto migliore in cui vivere. La fetta piccola è solo gelosa che non è passato il loro candidato, uno che usa internet per farsi pubblicità e internet, si sa, non è conosciuta da tutti, le persone serie si fanno pubblicità in tv, e se avanza del tempo, anche su internet. La fetta piccola è disfattista, non le va mai bene niente, per una volta che c’è uno che ci prova a cambiare qualcosa in quel condominio barcollante…

C’è un solo problema.

I lavori non possono essere assegnati immediatamente al nuovo restauratore perché il contratto con il vecchio non è ancora scaduto.

Che fare?

Niente, sembra che sia necessario aspettare la naturale scadenza del contratto.

Solo che poi accadono una serie di coincidenze, un soffio di vento in più, Giove in trigono con Saturno, le nutrie che scavano una tana di troppo, il cane dei vicini che abbaia al nuovo postino, e si materializza la concreta possibilità di recedere dal contratto col vecchio restauratore così, all’improvviso e senza penali, e che quello nuovo possa finalmente prendere in mano la situazione.

A quel punto, una parte di chi aveva sostenuto il nuovo restauratore comincia a dire, «Ma no, guardate, lui è una persona a modo, non se ne approfitterebbe mai della situazione per prendere il posto di quello vecchio così, lui preferisce seguire una via più corretta e quando sarà il suo turno – perché legittimato dal nostro voto – farà grandi cose. E poi entrambi i restauratori vengono dalla stessa scuola, perché dovrebbero farsi la guerra?» E la fetta piccola prova ancora a dire che «Ve l’abbiamo spiegato, quello parla di rinnovamento ma nella pratica è molto vicino agli stessi che critica» ma, niente da fare, ormai il nuovo restauratore è diventato come un messia e chi ci prova a dire che «Di messia ce n’era uno ed è finito in croce, forse dovremmo concentrarci su cosa fare, non su chi dovrebbe farlo» continua ad essere bollato come disfattista. E poi, oh, poi arriva il giorno.

Il giorno in cui il nuovo ha l’occasione di prendere il posto del vecchio anzitempo.

E il nuovo, oh, il nuovo la coglie.

Il condominio ha un nuovo restauratore.

A quel punto la fetta grossa inizia un po’ a vacillare.

Una parte rimane delusa e prende le distanze dal nuovo restauratore, dice che si è fidata ed è stata ripagata con i soliti mezzucci che venivano proprio da chi prometteva di seguire una nuova strada. Un’altra parte dice che va bene così, l’importante è che il nuovo restauratore lavori sereno e che faccia le modifiche concordate e poi i miracoli possono sempre capitare. Un’altra si mette ad attaccare la fetta piccola, «Il fatto che siete delle cassandre dimostra la vostra inutilità, avevate il dovere morale di convincerci che il nuovo restauratore fosse la scelta sbagliata».

E la fetta piccola che fa?

La fetta piccola è lì che si picchia in testa, gongola tra un “te l’avevo detto!” sussurrato e un “ma non potevate pensarci prima?” detto un po’ più ad alta voce e non può fare altro che sperare di aver preso una cantonata e che il restauratore faccia anche del loro condominio un posto meraviglioso, pieno di magici unicorni che cagano arcobaleni.

Lezione numero uno.

TRIBUTI REGIONI – Le regioni colpite da calamità naturali potranno incrementare i tributi e le accise sui carburanti. Il provvedimento stabilisce che «qualora il bilancio della regione non rechi le disponibilità finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti» all’emergenza ovvero «la copertura degli oneri conseguenti alla stessa» le regioni possono deliberare gli aumenti. «Potranno essere incrementati i tributi, le addizionali, le aliquote e le maggiorazioni di aliquote attribuite alle regioni». Per gli enti territoriali arriva anche un alleggerimento del patto di stabilità interno.
Quindi se la mia ditta dovesse essere allagata da una piena del Po, non solo mi ritroverei senza lavoro dalla mattina alla sera, ma dovrei anche spendere una cifra maggiore per pagarmi la benzina per cercarmi un altro lavoro? Il tutto per permettere al governo di lavarsi la coscienza in caso di calamità e di scaricare la responsabilità degli aiuti alle realtà locali?

PRECARI SCUOLA – : Saranno congelate sino al 2012 le graduatorie ad esaurimento degli insegnanti precari. Inoltre si stabilisce che i supplenti chiamati dalle scuole potranno provenire solo dalla provincia in cui ha sede l’istituto stesso.
Il merito scompare per fare posto alla territorialità. Se hai culo di nascere dove c’è bisogno di supplenti, avrai qualche speranza di lavorare, altrimenti, fatti tuoi. Questo è il trionfo della Lega. Abbiamo lasciato che prendesse piede poco alla volta ed ora è in grado di permettersi di affermare che un insegnante debba essere originario della stessa provincia in cui si trova la scuola. Non solo lo afferma, ma lo fa diventare legge. E se un supplente si dovesse trovare in classe un alunno di un’altra provincia che fa? lo manda in un istituto fuori città per tutta la durata della supplenza?

SANATORIA MANIFESTI – Arriva il condono per le violazioni «ripetute e continuate» delle norme in materia di affissioni e pubblicità di «manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari». Il provvedimento consente di chiudere i contenziosi «di ogni ordine e grado di giudizio, nonchè delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio» attraverso il versamento di 1.000 euro. Il termine per il pagamento è fissato al 31 maggio 2011.
Quanto possono pesare mille euro sul bilancio di un partito? Niente. Di fatto si legalizza l’abuso di manifesti, visto che con la chicca delle violazioni “ripetute e continuate” sarà possibile condonare la violazione della legge solo se lo si fa abitualmente. Tanto vale, quindi, riempire la città di pubblicità abusiva – ché intanto fai un po’ di propaganda per il partito – e poi pagare la multa e tutto si lava via.

QUOTE LATTE – Slitta ancora una volta il pagamento delle multe sulle quote latte, dando altri sei mesi di tempo agli allevatori. È prevista uno slittamento di altri sei mesi, rispetto all’ultimo termine fissato al 31 dicembre 2010, della partenza dei piani di rateazione delle multe.
Ma non vorrete mica recuperare del denaro con le multe, vero? C’è tempo.

ABRUZZO – Via libera al pacchetto di norme per i terremotati in Abruzzo. Tra le misure approvate c’è la proroga della riscossione dei tributi al 31 dicembre 2011 e lo slittamento della riscossione delle rate dei premi assicurativi al 31 ottobre di quest’anno. Viene inoltre istituita la giornata della memoria delle vittime del terremoto, il giorno 6 aprile.
Il prossimo 6 aprile i telegiornali e i quotidiani del premier avranno di che occuparsi invece di dar spazio a quell’altra vicenda.

CAMPANIA – Stop alle demolizioni delle prime case in Campania, disposte in seguito a sentenza penale. La sospensione delle demolizioni è fissata fino al 31 dicembre 2011. Gli enti locali della Campania e la regione potranno inoltre aumentare tributi e addizionali, in alternativa alla tariffa sui rifiuti, per finanziare il ciclo dei rifiuti.
Immagino che qua si riferiscano alle costruzioni abusive che per tutto l’anno non verranno più buttate giù, non si vorrà mica far passare il messaggio che le case si costruiscono solo col permesso comunale, ma stiamo scherzando? Il mattone, diceva la nonna, bisogna investire sul mattone. E poi c’è la spazzatura in strada? Ve la tenete e pagate anche di più per raccoglierla. Un colpo di genio.

CINEMA – Dal primo luglio andare al cinema costerà un euro in più. L’incremento del costo dei film nelle sale, ad esclusione delle sale parrocchiali, servirà per finanziare le agevolazioni fiscali nel settore della produzione cinematografica, previsti dal milleproroghe. I rincari avranno effetto dal primo luglio e fino al 31 dicembre 2013.
Questo è un gioco di specchi: il governo toglie, il governo dà. I fondi del FUS vengono tagliati drasticamente, ma, ehi, aumenta il costo dei biglietti del cinema così sarà lo stesso spettatore a finanziare la produzione cinematografica; in fin dei conti il cinema è un lusso che non dà da mangiare, meglio che sia a produrlo chi si può permettere di sprecare denaro in un multisala. Non tocchiamo le sale parrocchiali, però, ché bisogna recuperare lo strappo con la chiesa delle ultime settimane. E quelle parti del FUS destinate ai teatri, alla musica o alla danza come vengono recuperate? Non è dato saperlo.

SOCIAL CARD – Torna la social card, la carta acquisti alimentari e per il pagamento delle bollette, destinata alle fasce della popolazione più bisognose. E avrà una fase sperimentale affidata agli enti caritativi operanti nei comuni con più di 250.000 abitanti. La sperimentazione avrà durata di 12 mesi e potrà contare su risorse pari a 50 milioni di euro.
Il ritorno della propaganda del governo. Sappiamo bene come finì l’altra volta.