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Tag Archives: la grande bellezza

Nella scena più famosa di “Pulp Fiction” Tarantino mette in un ristorante a tema anni 50, circondato da memorabilia dell’epoca, tra tavoli a forma di Chrysler e una sosia di Marilyn, Travolta che partecipa ad una gara di twist con Uma Thurman. John Travolta, 1954, attore e ballerino ne “La febbre del sabato sera” (1977, John Badham) e soprattutto in “Grease”, film di straordinario successo dell’anno successivo, diretto da Randal Kleiser, tratto da un musical di altrettanto successo, ambientato nella California del ’59. Tarantino prende un locale che celebra gli anni 50 e tra una reliquia e l’altra v’inserisce una reliquia vivente che fa esattamente quello che ti aspetti da lui: balla. O meglio: cerca di muovere il corpo a ritmo con la musica del locale. Perché quello che sta ballando non è né Tony Manero né Danny Zuko, quei due sono destinati a rimanere eterni ragazzini, Vincent Vega al contrario è un quarantenne con la pancetta e dei capelli ridicolmente lunghi, è uno che non ha concluso molto dalla vita, uno che deve fare da baby sitter alla moglie del capo ed accontentare ogni sua sciocchezza, compresa quella di vincere una stupida gara di ballo.

Ne “La grande bellezza” Sorrentino fa qualcosa di simile. Nella scena della festa iniziale c’è Serena Grandi che interpreta Lorena.

«Chi?»
«Lorena. Ex soubrette televisiva, adesso in completo disfacimento psico-fisico.»

Serena Grandi, 1958, ebbe un enorme successo negli anni 80, la prima maggiorata del cinema italiano, celebrata persino nella sigla di “Superclassifica Show” dal Supertelegattone («Quando c’è Serena Grandi / do la linea a Seymandi»). Di nuovo, Grandi non è più quell’attrice degli anni 80, non è Miranda, non è Teresa, è una donna di mezz’età che esce da una torta a forma di Colosseo, vestita di piume troppo attillate, con la faccia tirata e le labbra a canotto. La parodia di sé stessa.

«E ora che fa?»
«Niente, che deve fa’?».

L’autoparodia ritorna in altri momenti del film. Con Ramona, per esempio. Ramona/Sabrina Ferilli si esibisce in uno spogliarello, dodici anni dopo lo spogliarello per lo scudetto della Roma e cinque anni dopo aver interpretato una spogliarellista in tv nella serie “Anna e i cinque”.

Come dire, passano gli anni ma siamo destinati a fare sempre le stesse cose, anche quando l’età non ce lo permetterebbe più, perché è quello che siamo, quello che ci definisce. Sappiamo fare quello, il pubblico ci riconosce per quello e quello facciamo.

O forse sono solo voli pindarici e poi a Tarantino tocca mettersi lì e spiegare a noi povere capre che lui non ha messo Travolta in quella scena apposta per farlo ballare, la scena era stata scritta prima di assegnargli il ruolo di Vincent e s’ispirava a Godard.

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