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Tag Archives: the road to serale

Giornata di sole.

Bloccato sulla via Emilia dalla manifestazione della Fiom che ha paralizzato la tangenziale e tutto il traffico delle zone limitrofe, non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa avrebbero fatto i ragazzi di Amici in una situazione simile. Ovviamente i ballerini si sarebbero messi a fare un plié, seguito da un pas de bourrée, un grand jeté, una serie di pirouette, un chassé per finire con un appoge e, in men che non si dica, sarebbero giunti a destinazione tra gli applausi della folla estasiata. I cantanti, invece, sarebbero saliti sul tettuccio della macchina e avrebbero improvvisato un concerto – due o tre pezzi al massimo – mentre le persone in coda sarebbero scese dall’auto per battere le mani, rigorosamente fuori tempo. Maria De Filippi avrebbe mandato Zanforlin a presentare l’occasione speciale perché lei sarebbe stata bloccata dalle registrazioni di “Uomini e donne”. Gli insegnanti sarebbero stati presenti ma, dato il numero limitato di microfoni, sarebbe stato impossibile per loro esprimere giudizi al vetriolo, si sarebbero quindi limitati a scrivere frasi denigratorie su fogli A4, del tipo: “Gerardo puzzi”, “Claudia, il ballo del qua qua non è uno stile di canto”, “Carlo non sei l’Alessandra Amoroso col pisello, mettitelo in testa”. Ma su tutto avrebbe trionfato l’amore per la musica e per il ballo ché voglia di aggiungere altro nervosismo quando sei in coda e ti muovi a passo d’uomo proprio non ce l’hai.

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Giornata di sole.

Madre mi ha chiesto di guardarle la pensione di marzo sul sito dell’Inps (ex Inpdap); nonostante abbia passato il pomeriggio – più o meno – ad accedere alla pagina con le diverse mensilità, mi è sempre comparsa una avviso che diceva che “l’applicazione richiesta non è disponibile”. Ho persino provato a riesumare Internet Explorer – nella mia esperienza i siti per così dire “istituzionali” funzionano *solo* con Internet Explorer -, ma ciccia. Ora, se fossi un cospirazionista, penserei che la cosa non sia casuale all’indomani della “stangata di primavera” e che si voglia allontanare il momento in cui i pensionati si renderanno conto del peso delle nuove addizionali. Ma siccome cospirazionista non sono, scommetto che domani riuscirò ad accedere alla pagina dell’Inps senza particolari problemi.

Gentile navigante che ti avvicini a questo blog chiedendoti “quando posso rivedere il serale di amici 2012 visto che il sabato sera lavoro?”, la risposta è “quando vuoi”, basta collegarsi al sito di Mediaset – che non è mediaset.com bensì mediaset.it – e cliccare sulla puntata che ti sei perso. Ah, devi anche aver installato Silverlight, lo so, è un pacco, ma, ehi, chi ti ha detto di lavorare il sabato sera?

Giornata di sole.

Nella “Poetica” Aristotele sostiene che la tragedia debba basarsi su tre unità: di tempo, di luogo e di azione. La narrazione deve svolgersi nell’arco di un periodo temporale circostanziato (della durata di un’ora e mezza, per esempio), in un unico luogo (uno studio televisivo), limitando il più possibile le divagazioni (nel nostro esempio, riducendo al minimo il numero di filmati RVM), le sottotrame devono essere ridotte e la trama principale deve comprendere un inizio (è necessario trovare gli ultimi tre finalisti per il serale di “Amici”), uno svolgimento (i concorrenti ancora in gara si esibiscono uno ad uno) e una fine (vengono ufficializzati i nomi dei concorrenti finali).

Lo scopo ultimo della tragedia è quello di raggiungere la catarsi, la consapevolezza dei propri limiti e la conseguente separazione dai propri mali, una purificazione che passa attraverso il ristabilimento dell’ordine (“Voi fate sogni ambiziosi: successo, fama. Ma queste cose costano ed è proprio qui che cominciate a pagare: col sudore”).

Gli strumenti per raggiungere la catarsi sono la pietà e il terrore.

La pietà si prova nei confronti di chi subisce il male senza meritarlo (la telecamera che indugia sui ragazzi che nascondono gli occhi segnati dalle lacrime piegandosi su sé stessi, Maria che chiede loro “Come va?”, Maria che accarezza Giuseppe, Gerardo che interrompe il suo pezzo a metà, Josè che scivola ballando, la gola disidrata e il continuo correre a bere un goccio d’acqua).

Il terrore è il sopraggiungere del male contro il quale ogni battaglia è assolutamente vana e il pubblico sa, fin dall’inizio della messinscena, che l’arrivo della rovina finale è ineluttabile (qualcuno dovrà essere eliminato).

Quando lo svolgimento della tragedia raggiunge dei livelli particolarmente intricati di complessità e la soluzione finale sembra essere lontana dal districarsi, fa la sua comparsa il deus ex machina. Nel nostro esempio, non essendo riusciti i professori a mettersi d’accordo nello scegliere i nomi degli ultimi tre finalisti, interviene la busta nera calata dall’alto dalla produzione. Un elemento, quello della busta nera, che impone la sua presenza fin dall’inizio della messinscena, è risolutore del conflitto attraverso un’unica vittima sacrificale e portatore della catarsi. La busta nera sentenzia che, dopo le varie disavventure dei ragazzi che hanno lottato duramente per un posto nell’Eden della prima serata del sabato sera di Canale 5, dopo il sudore e le lacrime versate, dopo la rabbia, la frustrazione e i rancori reciproci, tutti i ragazzi potranno accedere alla fase finale, tutti tranne uno, la cui scelta spetta, di nuovo, agli insegnanti di canto.

E mentre Ruben, l’ultimo arrivato, esce letteralmente di scena di corsa, senza aggiungere alcuna parola, il sipario può chiudersi: la tragedia è conclusa.

Linea a Silvia Toffanin.

Giornata di sole.

Ad Amici di Maria il copione era quello di ieri e, come immaginato, hanno provato a far votare gli insegnanti di canto alla ricerca del consenso unanime. A differenza dei ballerini di ieri, oggi i cantanti hanno capito subito che la cosa non sarebbe arrivata da nessuna parte. Ognuno tragga le considerazioni che preferisce.

Se per “blitz” s’intende un’operazione “militare o di polizia, improvvisa e fulminea”, perché quello di Tolosa sta andando avanti dalla scorsa notte? Vien da chiedersi se i giornalisti che usano questo termine ne conoscano il significato.

A costo di passare per impopolare a me la riforma del lavoro, per come è stata presentata oggi, piace.

Mi sembra che il tentativo di fondo sia quello di ridurre il lavoro precario: dopo tre anni il contratto a tempo determinato diventa a tempo indeterminato, dopo sei mesi i lavoratori con partita IVA avranno un contratto di lavoro subordinato, non ci sono più stage dopo la laurea e viene messo un paletto di tre anni all’apprendistato ma, soprattutto, le aziende pagheranno una percentuale più alta per ogni lavoratore a tempo determinato che collabora con loro rispetto a un collega assunto a tempo indeterminato.

Poi dal 2016 c’è l’introduzione dell’ASPI (Assicurazione Sociale Per l’Impiego), un ammortizzatore sociale che copre tutti, dai lavoratori a tempo indeterminato a quelli con contratti atipici, e che eroga un assegno mensile per un massimo di un anno di tempo e che diminuisce del 15% ogni sei mesi, responsabilizzando sensibilmente chi è rimasto senza lavoro che viene così obbligato a trovare un’alternativa senza perdere la dignità che la mancanza di uno stipendio comporta.

Vedo anche dei primi passi verso la parità tra i sessi: dal divieto alle dimissioni in bianco alla sperimentazione sul congedo di paternità.

Infine la controversa questione dell’articolo 18 e delle nuove norme sul licenziamento. Introdotte tre tipologie di situazioni: in caso di licenziamento discriminatorio il datore di lavoro è obbligato al reintegro anche nelle aziende con meno di 15 persone (cosa che con la legislazione attuale non avviene); nel licenziamento per motivi disciplinari si può ottenere il reintegro o l’indennizzo da 15 a 27 mensilità, indennizzo previsto anche nei licenziamenti per motivi economici.

Esattamente cosa c’è di male in tutto questo? Considerando che i tre operai di Melfi, dopo che il tribunale aveva deciso la loro riassunzione, sono stati invitati dalla Fiat a non presentarsi al lavoro (anche se continueranno regolarmente a ricevere lo stipendio) e che gli operai dell’Esselunga di Pioltello sono stati messi in cassa integrazione nonostante un giudice avesse stabilito il loro reintegro nell’azienda, non è il caso di accettare che la legge attuale sia limitativa e fallace? E poi, se uno viene licenziato e il tribunale stabilisce la riassunzione, quante probabilità ci saranno che l’ambiente lavorativo sia influenzato da questa decisione, che si crei un clima di mobbing verso il lavoratore il quale verrà spinto verso il licenziamento? Un indennizzo in mensilità, in questo senso, mi sembra una soluzione preferibile.

Poi, boh, magari non c’ho capito nulla io.

Giornata nuvolosa.

Amici di Maria s’è intoppato.

Per il serale che inizierà il 31 marzo devono trovare nove finalisti, anzi otto. Perché proprio nove, anzi otto? Perché ci saranno due sfide in parallelo: una con i ragazzi di questa edizione, l’altra con nove delle vecchie glorie degli anni passati (che per la cronaca sono: Virginio e Annalisa dalla decima, Emma e Pierdavide dalla nona, Valerio e Alessandra dall’ottava, Marcocarta dalla settima, Karima e Antonino dalla sesta. Sì, hanno anche dei cognomi, no, non m’interessa cercarli su Wikipedia e sì, dei primi cinque anni non ce ne frega niente) (non è vero! Andrea Cardillo e la tua Ma dai avrete sempre un posticino speciale nei nostri cuori, insieme a Giulia “Sorrisodastregatto” Ottonello). Il che può significare solo due cose: o che la trasmissione quest’anno non stia andando particolarmente bene e ci sia bisogno di nomi “forti” per garantire un certo livello di ascolti o che la trasmissione quest’anno stia andando particolarmente bene al punto da richiamare nomi “forti”. A sostegno di quest’ultima ipotesi c’è la finale che andrà in diretta dall’Arena di Verona e il fatto che il serale sia di sabato sera (ah, il varietà); a sostegno della prima ipotesi c’è che, guardando le strisce quotidiane, l’unico momento davvero interessante è quando ti chiedi se Ottavio metterà mai le mani addosso a Rudy “Gattoattaccatoaimaroni” Zerbi o se il suo savoir-faire avrà la meglio e come mai Gerardo, nonostante continui a fare di tutto per farsi cacciare, sia ancora seduto al suo banco tutti i sabati, anzi, venga seguito da una telecamera anche durante la sua espulsione dalla scuola (le esterne!).

Ma torniamo a noi: ci sono nove “vecchi” Amici di Maria, pronti a scendere in campo, bisogna trovare altrettanti “nuovi” Amici. Il problema è che, tra ballerini e cantanti, i pretendenti al serale sono in quindici.

Sabato sono riusciti a sceglierne una, Valeria della squadra di Rudy “Gaam” Zerbi, tramite un meccanismo molto semplice: passava chi aveva il consenso unanime dei tre insegnanti o di canto o di ballo e, per l’appunto, si sono messi d’accordo solo su un nome arrivando così a quell’otto iniziale. Si è sfiorata la promozione di Ottavio ma il no di Rudy “Gaam” Zerbi gli ha sbarrato la porta con la conseguenza immediata che Grazia “Tigna” Di Michele ha bocciato tutti gli altri cantanti che non appartenevano alla sua squadra.

A questo punto gli autori devono essere andati nel panico, si sono guardati negli occhi e hanno partorito l’idea andata in onda quest’oggi.

Chiamati a raccolta i tre insegnanti di danza, è stato chiesto loro di fare i nomi di tre ballerini che meritassero di raggiungere l’Eden con Valeria. La speranza era quella di trovarne almeno uno acclamato da tutti i maestri. Ovviamente non è andata così. Hanno provato a fare una ventina di votazioni, ma, niente, non si è trovato l’accordo: quando un ballerino riusciva ad ottenere due voti favorevoli, il terzo maestro si rifiutava categoricamente di dargli il suo sì, costringendo Luca “Dentistretti” Zanforlin a sentenziare “Vabbè, la produzione vi farà sapere prossimamente come procedere”.

Immagino che le scimmie, in questo momento, stiano fumando ammanettate alle macchine da scrivere nella speranza di gridare “Eureka!” ed uscire dall’impasse. Ed immagino anche che domani si ripeterà lo stesso teatrino con gli insegnanti di canto. E voleranno parole grosse (Mara, conto su di te).

Comunque una mezza ideuccia ce l’avrei anch’io e neanche tanto originale: visto che abusano del televoto in ogni occasione, perché non utilizzarlo anche in questo caso?

Su tutto rimane ancora un dubbio: chi resterà il sabato sera a casa per guardare il serale di Amici di Maria?